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La Storia non è un’opinione

FASCISMO-STILE-DI-VITA

Mussolini non ha fatto nulla di buono: è salito al potere con la violenza, ha fatto uccidere in modo vile Giacomo Matteotti che quella violenza aveva denunciato, ha eliminato i sindacati e la libertà di parola e d’opinione, per vent’anni ha stretto il paese in una dittatura oppressiva, assassina e criminale, governando con una banda di ladri. Le leggi razziali e la guerra sono state le inevitabili conseguenze del fascismo, non due appendici come a qualcuno oggi piace credere.

Mussolini è stato un vigliacco e come un vigliacco ha cercato di sfuggire alle proprie responsabilità tentando di lasciare il paese in incognito.

Mussolini è stato un criminale, condannato dalla storia, purtroppo non condannato a morte da un tribunale italiano come avrebbe meritato.

Il fascismo è stato e continua ad essere una ideologia da vigliacchi, violenta, razzista, disumana e condannabile in toto.

Tajani, in un paese normale, in una Europa normale, dopo le dichiarazioni rilasciate a La zanzara in cui ha affermato che Mussolini ha fatto anche delle cose buone, avrebbe dovuto dimettersi dieci secondi dopo perché quanto ha dichiarato è incompatibile con la sua carica di presidente del Parlamento europeo e con lo spirito con cui l’unione europea si è formata.

Il revisionismo delle persone per bene, come Tajani, è il peggiore, proprio perché arriva da persone preparate, colte, presentabili e rappresenta un esempio di clamorosa disonestà intellettuale.

Più volte, in questo spazio, ho criticato la retorica antifascista e la confusione che si fa ogni giorno, chiamando fascismo la vuota retorica populista o, peggio, l’ottusa violenza leghista. Ma con la Storia non si scherza, specie se è una storia che gronda sangue, come quella del ventennio e della Resistenza.

E’ ora di finirla con l’apologia del fascismo, il volgare revisionismo da due soldi, il minimizzare le gesta di un manipolo di criminali, è ora di finirla con questo tentativo neanche tanto nascosto di restituire una nuova verginità a una ideologia morta e sepolta, sconfitta dalla storia e condannata a un’infamia perpetua.

Questo è un paese di cialtroni ignoranti ma i peggiori sono i cialtroni in giacca e cravatta, quelli che per un pugno di voti o nella speranza di un’alleanza politica vantaggiosa farebbero passare Matteotti per un criminale e Mussolini per un grande statista.

Alterare la Storia, riscriverla a proprio piacimento, secondo le convenienze del momento, significa cancellarla e un paese senza storia è un paese senza memoria condivisa e senza valori fondanti da cui partire.

Continuo a essere contrario all’antifascismo di facciata: ci sono intellettuali e storici che potrebbero controbattere le parole pronunciate da Tajani facendogli fare la figura che merita. Lo facciano, alzino la testa e rispondano per le rime, tornino a svolgere il proprio ruolo, e lo facciano ogni volta che un politico se ne viene fuori col tentativo di riscrivere il passato, quindi, più o meno, ogni dieci minuti.

Non si scherza con la Storia, o la Storia, presto o tardi, ci punirà.

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