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Una democrazia malata

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Più del voto in Umbria, ampiamente previsto e amplificato ad arte dalla grancassa fascista e da un Di Maio che non vede l’ora di trovare il pretesto per staccarsi dal Pd, trovo allucinante l’immagine di quegli esponenti politici del centro destra che restano seduti in aula mentre i colleghi applaudono Liliana Segre e non votano la risoluzione riguardante l’antisemitismo.

Qui non è questione di libertà d’opinione, ci sono argomenti che non rientrano in questo ambito e l’antisemitismo è sicuramente uno di questi argomenti, non è neanche questione di incoerenza, come quella di Salvini che dice di non aver votato il provvedimento perché non vuole uno stato di polizia, lui, l’uomo che faceva eliminare gli striscioni sgraditi alla Digos, è quesitone di rispetto delle più elementari regole di convivenza civili e dei principi fondamentali della Costituzione.

Le ipocrite dichiarazioni dei fascisti, chiamiamoli così per favore, did democratico questi non hanno nulla, per giustificare un atto ignobile, mostrano solo l’infima statura man di questa gente.

Liliana Segre è una superstite della più grande tragedia del secolo scorso ed è persona di altissima statura etica e morale che non può e non deve essere oggetto di attacchi squallidi e ignobili da parte di una massa di dementi, manovrati ad arte da una macchina propagandistica per cui la definizione di “macchina del fango” non è più adeguata.

È inammissibile che in questo paese ci siano individui rappresentanti del popolo che si astengono su una questione fondamentale per la tenuta democratica di questo paese blandendo e cercando il consenso di movimenti anticostituzionali e criminali.

Tenuta democratica che, bisogna dirlo forte e chiaro, tra rievocazioni nostalgiche della marcia su Roma, razzismo dilagante, e flirt della destra con le frange più violente del neonazismo nostrano, è in pericolo.

Per anni, durante il ventennio di Berlusconi, ci siamo sentiti dire che non c’era nessun pericolo, che la democrazia era solida, ecc. ecc. Intanto, la democrazia veniva erosa giorno dopo giorno, il welfare ridotto, diritti fondamentali cancellati, presidi di democrazia come la Scuola ridimensionati e modificati in modo da mettere a tacere il pensiero critico e libero.

I segnali di un attacco frontale alle libertà costituzionali sono stati forti e chiari ma sono stati ignorati sia dalle forze politiche sia dalla società civile, nel timore di perdere consensi o apparire impopolari. 

Se la sinistra e la società civile fosse stata presente e compatta a ogni sgombero di campi rom, per stigmatizzare la disumanità, a ogni manifestazione neofascista per ricordarne l’illegalità, ai primi accenni di xenofobia che si sono manifestati in varie città, per contrastarli senza se e senza ma, se avesse, senza ambiguità, fatto una scelta di campo netta, chiara, decisa, le cose sarebbero andate diversamente. La sinistra tutta, la società civile quasi tutta e la stampa di sinistra, disonesta intellettualmente quanto quella di destra, solo un po’ più elegante.

Prendiamo come esempio gli accordi con la Libia: invece di rendere umani gli hot spot  e i centri di accoglienza, dove i diritti vengono violati quotidianamente,e invece di riorganizzare l’accoglienza in base a nuove regole,   ripulendo il campo dalle associazioni che non svolgono il proprio lavoro in modo adeguato e facendo entrare invece chi, da sempre lo fa, invece di rendere norma il modello Piace, Minniti e co. hanno avvalorato la falsa idea dell’invasione  giocando in difesa sulla pelle dei migranti e facendo il gioco dei fascisti.

Oggi che quell’accordo ignobile, un vero e proprio patto Stato-mafia, deve essere rinnovato, ancora una volta la sinistra non riesce a compattarsi e distaccarsi da quest’idea che per battere la destra bisogna comportarsi come la destra. E continua a fare il gioco dei fascisti.

Matteo Renzi, addirittura, dichiara di essere fiero della propria identità italiana, peccato che non esista storicamente e antropologicamente.

L’atto di non alzarsi di fronte a una vittima dell’Olocausto è uno sdoganamento della peggiore forma di razzismo possibile ed è un comportamento che non dovrebbe suscitare pallide proteste ma rasenta il crimine. È l’esempio più eclatante che l’identità nazionale, quel sentimento che si coagula attorno a valori condivisi da tutti, non esiste. Siamo un paese diviso da sempre, l’entità geografica di Metternich e, tempo, anche un paese fascista.

O si torna a difendere i valori che hanno unito questo paese contro la follia nazi fascista, tornando a cercare di costruirla, un’identità italiana, o a quella stessa follia, e deve essere chiaro a tutti, finiremo per arrenderci.

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Sciacalli senza onore

Camilleri

Sono molto legato a Camilleri perché, indirettamente, ha contribuito all’inizio della mia carriera di insegnante. Al concorso di abilitazione portavo, infatti, un percorso originale, l’idea di una nuova scuola siciliana che partiva da Verga e passando per Pirandello, Vittorini, D’Arrigo, Sciascia e Consolo, arrivava, appunto a Camilleri. Il presidente della commissione mi chiese, dopo l’esame, se secondo me Camilleri sarebbe durato: risposi di sì, non solo per l’allora nuova serie di Montalbano, ma soprattutto per gli altri suoi libri, dove rivelava la natura di scrittore autentico.

Provo quindi un insopprimibile senso di disgusto di fronte ai miserabili attacchi subiti dallo scrittore siciliano sui social, da parte di individui che, probabilmente, mai hanno aperto un libro in vita loro, e ancor di più per lo squallido, ignobile e vile articolo di Vittorio Feltri su Libero, che come consuetudine di certa stampa di destra, non perde mai l’occasione per mostrare la propria natura necrofaga.

Lo stesso schifo provo per le esternazioni del ministro Salvini riguardo la Sea Watch e la chiusura dei porti italiani alla nave, dovuta agli atti firmati dai ministri grillini. Salvini è fuggito come un coniglio di fronte al tribunale che avrebbe dovuto processarlo, dopo settimane di esternazioni da macho, macho s’intende, da commedia, come l’indimenticabile burino romano di Verdone, e si permette di continuare a insultare persone che ogni giorno salvano vite, persone che sono state sottoposte a inchiesta giudiziaria da parte di un giudice amico di Salvini, non sono scappate come lui cercando l’aiuto degli amici e ne sono uscite pulite. Camilleri molto ha detto a questo riguardo e, forse, come chiunque pronunci verità in un paese di bugiardi e sepolcri imbiancati, a questo è dovuto l’astio nei suoi confronti.

La domanda che mi pongo è: per quanto dovremo sopportare questi sciacalli senza onore, mentre le aggressioni fasciste, condotte come  al solito, quattro o cinque contro uno, o una, aumentano ogni giorno? Quando l’opposizione si renderà conto che la democrazia non solo è in pericolo nel nostro paese ma ha già subito colpi pesanti con i decreti sicurezza, la legge sulla legittima difesa, ecc.? Quando le teste d’uovo comprenderanno che è necessario portare nuove idee sul tavolo, tornare a occuparsi delle fasce più basse e vulnerabili della popolazione e lasciar perdere, per il momento, un ceto medio che come una escort di lusso si vende al miglior offerente?

Penso ai ragazzi che oggi sono impegnati nelle prove di maturità, alla schizofrenia di uno Stato che li fa riflettere su Ungaretti, Stajano, Sciascia e Dalla Chiesa per poi tradirne ogni momento la lezione e la memoria. Come si può far coincidere l’immagine di uno Stato che considera Dalla Chiesa un eroe con quella di un ministro degli interni amico di un sottosegretario che, secondo le accuse,  fa affari con la mafia? Quale futuro si prepara per i nostri ragazzi? Un paese chiuso, cinto da mura mentali e materiali, soffocato da un egoismo che tracima nell’odio verso tutto ciò che risulta diverso agli occhi di chi non è in grado di andare oltre un pensiero elementare e gretto? Un paese guidato da uomini di un’ignoranza senza limiti, di cui si fanno vanto, incapace di guardare al futuro e orientato verso un passato sconfitto e sepolto? Un paese da cui andare via appena possibile?

Per quanto questi sciacalli ci ammorberanno quotidianamente con le loro corbellerie, le loro minacce, le bugie gratuite a flusso continuo, l’incapacità manifestata a ogni passo, l’arroganza da coatti che non hanno altra arma di difesa?

Quando cominceremo a dire basta? Io trovo che il silenzio di chi dovrebbe parlare e invece tace, sia un insulto molto più grave a Camilleri degli insulti dei miserabili che infestano il web, il silenzio dei suoi colleghi scrittori, della sua parte politica di riferimento, il silenzio di quegli intellettuali che sembrano scomparsi nel nostro paese, il silenzio di quegli artisti che hanno mangiato e prosperato alle feste dell’Unità per poi adottare la resilienza e adeguarsi al nuovo corso. Un silenzio assordante, ipocrita e meschino quanto l’assordante rumore di fondo degli sciacalli.

Spero che Camilleri ce la faccia, che torni a illuminarci con le sue riflessioni di uomo che tanto ha visto e, per questo, sa guardare lontano. Se così non fosse, resteranno comunque le sue parole, mentre i silenzi e gli insulti si disperderanno nel vento, come letame inutile e secco.

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