Menzogne di Stato

bugieImmagine tratta da meglio.it

Nel 2000, in Inghilterra, si tenne un famoso processo per la querela per diffamazione avanzata dallo storico revisionista David Irving contro la storica americana dell’Olocausto Deborah Lipstadt, rea di averlo portato nei suoi libri come esempio di pessima storiografia. La sentenza stabilì che, nonostante chi porti avanti teorie razziste possa essere convinto delle proprie tesi, le prove documentali sull’Olocausto sono talmente numerose, evidenti e accessibili, che qualunque teoria revisionista viene, senza alcun dubbio, divulgata in malafede, con la consapevolezza di mentire per compiacere la propria platea di riferimento.

Per quanto assurdo possa sembrare, nel 2000 quella sentenza sancì l’esistenza dell’Olocausto oltre ogni ragionevole dubbio.

Mi chiedo se si terrà mai un processo a chi, in Italia, nel 2019, ha stabilito che è lecito per un ministro commettere il reato di sequestro di persona nei confronti di 170 profughi, cè lecito emanare  un decreto che limita i diritti civili degli stessi profughi e dei minori profughi, in violazione di svariati trattati internazionali e della stessa Costituzione, è lecito sgomberare un palazzo occupato abusivamente da profughi e lasciare che continuino ad occupare un altro palazzo gli appartenenti a un gruppo neofascista, razzista, xenofobo e revisionista che porta avanti idee e principi in aperta opposizione al dettato costituzionale.

Perché, a questo punto, i due Didi, il presidente coniglio e il ministro dell’inferno sono responsabili: responsabili di aver creato un precedente gravissimo, che potrebbe determinare una svolta autoritaria nel governo del paese, responsabili di aver creato   un clima d’odio e intolleranza, mentendo sistematicamente sui dati, responsabili di non spendere una parola sugli omicidi di camorra di questi giorni, responsabili di ignorare i problemi reali del paese tirando la corda con l’UE fino a spezzarla, responsabili di aver tradito sistematicamente tutte le promesse elettorali, comprese quelle legate al giustizialismo forcaiolo che ha fatto la fortuna dei grillini, responsabili di avviare, se verrà approvata la richiesta di autonomia in materia d’istruzione avanzata da alcune regioni, un processo che potrebbe condurre alla secesisone del paese.

Alle vibranti e accorate proteste dei genitori di un ragazzo adottivo di colore, esasperati dalle ennesime scritte razziste comparse sul muro del palazzo in cui vivono, che hanno criticato il decreto sicurezza (decreto schifezza sarebbe definizione più adeguata), il ministro dell’inferno ( non me ne vorrà Giulio Cavalli se rubo la sua etichetta ) ha replicato che comprende la loro preoccupazione ma devono rispettare il bisogno di sicurezza degli italiani, ergo, devono sopportare le scritte razziste sui muri, recita il sottotesto. Una risposta perfettamente coerente con la statura morale del ministro.

In realtà il bisogno di sicurezza degli italiani è ampiamente indotto, creato e amplificato dalla propaganda leghista da anni. La percezione della realtà da parte degli italiani è, infatti, assai diversa dalla realtà, grazie anche alla complicità di giornali e media, responsabili di una distorsione informativa degna dell’epoca del ventennio, quando i reati non venivano riportati dalla stampa e si creava il mito delle porte aperte.

Prendiamo i rom, di cui poco si parla ma che,.prima o poi, torneranno in auge. Sono centocinquantamila in tutta Italia, tra questi, una parte sono giostrai, una parte sono stanziali e svolgono lavori normalissimi e una parte sono nomadi. Mettiamo che i nomadi siano settantamila in tutto il paese: se anche delinquessero tutti, anche i neonati, cosa che ovviamente non è, lo dico per i leghisti, non alzerebbero di un punto percentuale le statistiche sui furti. Quelloi dei nomadi è un problema  che i governi  precedenti hanno, colpevolmente,  ignorato e che ha fatto, per anni, la fortuna della Lega, con l’epica delle ruspe e i manifesti copiati da quelli nazisti contro gli ebrei. Ruspe uitlizzate, sporadicamente, anche da amministrazioni di segno politico opposto, beninteso.

Va anche detto che quasi tutte le anime belle che oggi protestano sdegnate contro il razzismo, hanno taciuto, con pochissime eccezioni, mentre le ruspe sgomberavano i campi e ai minori rom veniva tolto il diritto allo studio. Evidentemente, non avevano letto a scuola, come invece hanno fatto tutti i miei alunni, la poesia che comincia con Prima vennero a prendere gli zingari ( non è Brecht ma il pastore Martin Niemoller ).

Tra parentesi: il Porajmos è lo sterminio degli zingari durante l’Olocausto, trecentomila. Non una parola su di loro nella giornata della Memoria mentre i giornali si sono rimepiti di articoli per commemorare, giustamente, l’eccidio delle foibe, amplificando, molte meno giustamente, i numeri reali delle vittime e travisando, ancor meno giustamente, la realtà storica. Tanto nessuno protesta, perché l’ignoranza su quell’oscuro e minore episodio della seconda guerra mondiale, è abissale e la propaganda fascista la fa da padrona.

Gli stranieri in Italia sono il 2% della popolazione, in Svezia il 20%, in Germania, Francia, ecc. le percentuali oscillano tra il 15% e il 18%.  Dire che gli stranieri sono i principali responsabili della criminalità in aumento nelle grandi città è doppiamente falso.Primo, perché la criminalità non è in aumento, a parte i furti, cosa normale in tempi di crisi, secondo perchè, ad esempio, gli spacciatori appartenenti a organizzazioni criminali straniere, comunque limitate nel numero, suppliscono alla richiesta di droga sul mercato interno, richiesta talmente alta che le nostre organizzazioni criminali non  riescono più a soddisfare. Anche nel crimine, insomma, fanno i lavori che gli italiani non vogliono più fare. Ma la richiesta di droga viene dalla popolazione bianca, cattolica, italiana, e nessuno fa niente in proposito, nessuno prova a risolvere il problema alla base, magari con soluzioni nuove, che non contemplino la repressione poliziesca che ha già abbondantemente fallito. Se poi vediamo le percentuali di femminicidi, abusi, stupri, omicidi legati alla camorra, ecc., mi spiace deludere il ministro ma gli italiani mantengono saldamente il podio.

Il problema migranti dunque, risolto mandandoli a morire nelle carceri libiche, affidandoli a bande di delinquenti con cui già il precedente governo aveva stipulato trattati, era già inesistente prima dell’avvento della banda dei quattro. E’ stato un gioco da ragazzi, per il ministro dell’inferno, soffiare sul fuoco dell’ignoranza, alterare le cifre reali, apparire come il salvatore dei confini della patria con un piccolo aiuto da qualche amico procuratore che ha contribuito a svuotare il mare dalle navi di soccorso ma non dai morti.

E già, perchè nel Mediterraneo si continua a morire, silenziosamente però, senza disturbare, senza più titoli sui giornali, foto di bambini morti,  di braccia tese in cerca d’aiuto. Un olocausto soft, senza fumo che inquina l’aria, campi di sterminio, aguzzini: basta il mare.

Io sogno che un giorno un tribunale possa decidere che la morte di tanti migranti nel Mediterraneo è stata un crimine contro l’umanità, che i governi europei, compreso il nostro, soprattutto il nostro, data la nostra posizione, hanno cinicamente e consapevolmente perpretato, in nome di una sicurezza artificiosa e mediaticamente amplificata. E spero che qualcuno paghi per questo, pazienza se sarà un capro espiatorio, speriamo almeno che sia italiano.

Un giorno questo paese, chi ha votato questo governo di incapaci e razzisti,  si guarderà allo specchio e vedrà riflesso quello che è diventato,  prenderà coscienza dell’abisso di ignoranza e odio in cui stiamo precipitando, delle menzogne a cui ha creduto. Forse, quel giorno, ritroveremo tutti un po’ di dignità e la forza per tornare a guardare avanti.

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Elogio dell'eresia

giordanobruno01g

Ormai è una lite continua, anche i più gandhiani tentativi di mantenere la calma franano  di fronte all’ottusa ostiunazione degli adepti, ai mantra ripetuti fino alla nausea, alla non so quanto voluta, incapacità di articolare un discorso usando lo spirito critico. Anzi, di articolare un discorso tout court.

Non sono d’accordo con Stefano Bartezzaghi che oggi su Repubblica fa un’analisi impeccabile del populismo e dei modi in cui il virus si diffonde dentro i social ma pecca nella sintesi: secondo lui, visto che ogni intervento pro o contro Salvini fa il suo gioco, l’unica soluzione è tacere.

Forse per deformazione professionale, sono convinto invece che si dovrebbe provare a ragionare, discutere, confrontarsi con l’altro, anche se, troppo, spesso, l’altro è molto più snervante dei miei alunni. Ma l’uomo è un animale sociale e politico, diceva Aristotele, quindi inevitabilemente, per natura, destinato al confronto con l’altro.

Il problema è che viviamo in un momento storico, ben descritto da Tom Nicholls nel necessario, se si vuole capire l’oggi, La conoscenza e i suoi nemici, in cui alla maggior parte delle gente non importa conoscere, cercare di afferrare frammenti di verità, anzi, mai come oggi la specializzazione, la competenza e la cultura sono squalificate, beffeggiate, oltraggiate. La rete permette, apparentemente, a tutti di diventare esperti di tutto e tutti pontificano su tutto senza saperne nulla: dai vaccini alle scie chimiche, dai flussi migratori al bosone di Higgs, in un’orgia di presunzione, arroganza ed esibizionismo che non ha precedenti nella storia.

Il metodo di Salvini ormai è evidente: creare finte emergenze in cui la maggioranza della gente si identifica, non perché fondate su dati reali ma perché misurate sul loro livello di frustrazione e insoddisfazione,  per consolidare il proprio potere e non importa se mente spudoratamente. L’oscena legge di Minniti, tanto lodato da uno Scalfari ormai in piena crisi senile, ha quasi azzerato i flussi migratori e Salvini si inventa un inutile blocco di una nave di poveracci in alto mare, mentre i suoi aficionados riempiono la rete di fake news secondo le quali sull’Acquarius si balla e si canta.  Le Ong trovano altri lidi su cui approdare e lui tira fuori la schedatura dei rom, il nemico per tutte le stagioni,  non importa quanto sia anticostituzionale e inutile, i rom nomadi hanno i documenti e sono conosciuti dalle forze dell’ordine, anche perché in Italia sono solo quarantamila, è sufficiente a scatenare l’ennesima ondata di odio.  le categoire vittimarie sono sempre le stesse, i capri espiatori quelli magistralmente descritti nei suoi libri da Girard. Nulla di nuovo, si va sull’usato sicuro.

Questo metodo ricorda l’ora d’odio di 1984, il momento in cui la popolazione veniva invitata a offendere, insultare odiare il nemico del momento, che poteva cambiare ogni giorno o ogni ora. Molte e inquietanti sono le assonanze con quel libro profetico, Non ultima quella con la Neolingua, il linguaggio ideato da esperti, costituito per lo più da slogan,  che un team di esperti conia per Il Grande Fratello.

Ma non vogllio nobilitare con citazioni letterarie l’operato politico di un cialtrone bugiardo.

Quello che mi preme sottolineare è come ormai non esitano più apocalittici e integrati ma adepti e ed eretici, dove gli eretici, quelli che tentano di usare la ragione, trovare soluzioni, descrivere una realtà diversa da quella disegnata dal potere, sono inevitabilmente minoranza. La maggioranza degli adepti è acritica, bellicosa, semplifica e reitera il messaggio,  replicando con la violenza, per ora solo verbale, alla logica e con l’insulto alla cultura.

L’eretico è, letteralmente, colui che sceglie e, in  quanto tale, in quanto non cieco seguace dello spirito del tempo, degno di sospetto e indegno di essere ascoltato. L’eretico è il granello di sabbia che rischia di mandare in tilt il sistema, l’anomalia che non ti aspetti e che rischia, se  ti fermi ad ascoltare, di mandare in frantumi le solide colonne delle false sicurezze. L’eretico usa la ragione in un mondo senza ragione,  prova a conoscere quello che gli altri volutamente ignorano, incontra dove gli altri erigono muri.  L’eretico legge, la massa ascolta, l’eretico pensa, la massa si adegua, l’eretico controbatte, la massa tace, l’eretico grida che il re è nudo, la massa china la testa e loda gli splendidi abiti del re. L’eretico dice sempre ciò che non va detto.

Ecco, questo dell’indicibile è un punto importante per comprendere il momento che stiamo vivendo: le cose non dette non esistono e quindi  permettono la lettura della realtà che più aggrada alla massa, che gli permette di sfogare senza pudore o vergogna le pulsioni più basse, li lbera dal senso di colpa e li fa sentire parte di qualcosa in un momento di totale deriva ideologica ed etica.  Siamo passati dal pensiero liquido alle menti liquide, adattabili a qualsiasi forma, idea o pensiero, imprigionate in comode dighe di pregiudizi.

L’eretico è chi fa un foro in quelle dighe, è il bambino che toglie il dito e le fa crollare. P erché, presto o tardi, in un modo o nell’altro, crolleranno.

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E non c'è niente da capire

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David Ricardo e Adam Smith, nomi certamente sconosciuti a Salvini e Di Maio, sono i due padri nobili del liberismo. Alla base delle loro complesse teorie, c’era l’idea che creando una èlite di ricchi, il benessere si diffondesse inevitabilmente anche ai ceti inferiori, in virtù dell’umanità degli stessi ricchi e delle dinamiche del capitale: più produci, più guadagni, più paghi i tuoi operai che consumano di più e quindi hai bisogno di produrre di più, ecc.ecc. Sto banalizzando ma questo, nel loro intendimento, è il circolo virtuoso del capitale.

PIù o meno la stessa cosa, aggiornandola con un tot di pensiero autoritario e cancellazione dei diritti delle minoranze, hanno detto Mìlton Friedman e i suoi eredi della scuola di Chicago.

Pressapoco lo stesso principio, senza troppe sottigliezze da intellettuali, è quello enunciato da Salvini, che afferma la necessità di tagliare le tasse ai ricchi per rimettere in moto il circolo del capitale.

C’è un piccolo problema: Ricardo, Smith, padri nobili del liberismo, utopisti come lo era, dall’altra parte, Marx, e Friedman, padre meno nobile dell’attuale egemonia finanziaria, si sbagliavano e non lo affermo io ma il FMI, Joseph Stiglitz, economista premio Nobel ex presidente del FMI, Paul Krugman, premio nobel per l’economia, e molti altri. Il principio secondo cui favorire fiscalmente le classi più agiate genererà ricchezza a cascata, è sbagliato, non funziona, è la chiave della crisi economica che viviamo da anni.

Dirò di più: è un chiaro trdimento di quel contratto sbandierato ogni tre per due che prevedeva la flat tax per tutti, che era già un’oscenità, senza accennare a un eventuale favoritismo nei riguardi dei più abbienti, che è un’enorme oscenità.

La verità è che questo governo, nonostante il fluviale, stucchevole e ipocrita doppio discorso di un presidente del Consiglio che dovrebbe dimettersi per manifesta inutilità e per aver scordato il nome di Pier Santi Mattarella, eroe civile e fratello del presidente della Repubblica, ha gettato la maschera.

Politica economica spostata a destra, politica della giustizia ancora più a destra, con la cancellazione delle ottime norme promulgate da Orlando che, tradotto, significa: continueremo ad arrestare disgraziati, tossici, rom, neri, poveri e a tenerli in galera perché così tranquillizziamo i bravi borghesi, diritti civili azzerati per i migranti, stato di polizia e assistenzialismo, nessuna marcia indietro sulla politica scolastica orientata verso una grottesca aziendalizzazione della scuola.

Solo chi non vuole vedere la realtà si arrampica sugli specchi facendo un  rumore lacinante, come stanno facendo in questi giorni gli adepti grillini, che cominciano a sospettare di essersi cacciati in un pozzo senza fondo da cui sarà sempre più difficile uscire.

A chi chiede, eterno mantra di questi giorni, se era meglio prima, rispondo di sì, era meglio prima, e ve ne accorgerete alla prima carica della polizia durante una manifestazione di operai o al primo attentato di terroristi islamici nel nostro paese o quando verranno rese note le cifre sulla crescita dell’economia, o all’aumento dell’Iva, o qaundo aumenteranno i licenziamenti, fate voi, a vostra scelta.

Ovviamente, non essendo totalmente cretini, se non daranno pane almeno non lesineranno i circenses: forse elimineranno i vitalizi, il cui peso sull’economia è irrilevante, e altri provvedimenti di questo tipo per illudere il popolo che sono equi, giusti, e solidali.

Nel frattempo sui social registriamo  insulti a Liliana Segre e Roberto Saviano, volgarità e incitamenti vari all’odio razziale.  Senza contare le lodi a Orban, un neonazista che dovrebbe essere giudicato per crimini contro l’umanità.

A chi invita ad attendere, faccio solo una domanda: cosa dovremmo attendere? Perché? Cosa non è chiaro delle intenzioni di questo governo?

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