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L’assenza della politica

Quello che manca, nel dibattito politico di questi giorni, è per l’appunto, la politica, l’assenza di quella dialettica, di quel confronto costruttivo necessario per trovare soluzioni nuove e definitive ai vecchi problemi che assillano il nostro paese.

Il dibattito tra Renzi e Salvini, due straordinari esempi di masochisti politici, è un esempio evidente di quest’assenza: due ore a parlare di nulla, a scambiarsi battute, accuse, insulti più o meno grossolani, più o meno velati, ammiccando alle rispettive tifoserie senza entrare mai nel merito, senza delineare un progetto di paese, una visione lungo termine. Moderati da un ex giornalista ormai privo di qualsiasi credibilità, un uomo per tutte le stagioni, servitore di molti padroni.

È la politica 2.0, mutuata direttamente dai social, un politica che mira a conquistare like, superficiale, fatta di slogan e affermazioni prive di un contenuto reale. La morte della politica, non la sua evoluzione.

Con questo non voglio dire che Renzi e Salvini siano uguali, ma parlano allo stesso modo, usano le stesse armi, si rivolgono a un pubblico che frequenta i social, sono finti giovani privi di idee che si vantano di averne molte.

Stesso discorso va applicato alla finanziaria presentata dal governo: Zingaretti e Di Maio, piuttosto che mostrare coesione, sembrano più preoccupati a rivendicare i punti della finanziaria su cui si sono rispettivamente impuntati, di sottolineare quanto hanno portato a casa, senza accorgersi di mostrare in modo evidente la debolezza di un progetto politico nato zoppo, per il tiro mancino di chi, dopo aver lanciato il sasso, si è in apparenza messo da parte, salvo poi scuotere di tanto in tanto il tavolo di gioco. Come ha fatto oggi con quota cento.

Ma non è solo la politica ad essere scomparsa, in questo paese. Pensate ai nuovi limiti sulla soglia del contante: al di là delle dichiarazioni di Sgarbi, al limite della denuncia penale per istigazione a delinquere, le proteste che arrivano da più parti denotano la fine della vergogna: mi chiedo, e spero che qualcuno mi risponda: al di là delle legittime rimostranze sulle commissioni bancarie, che vanno ridotte, perché una persona onesta dovrebbe avere qualcosa in contrario a che le sue spese vengano tracciate? Dove sta il problema? A me sfugge, o meglio, non mi sfugge, ma preferisco non azzardare risposte. Io penso che solo due categorie abbiano interesse a bloccare il provvedimento: i mafiosi e chi evade.

Intanto c’è una nuova guerra in medio oriente, la gente continua a morire in mare nell’indifferenza più totale, si difendono pubblicamente poliziotti e secondini che pestano carcerati inermi, si continuano uccidere donne, si continuano a pestare o omosessuali, la gente perde il lavoro, ecc..ecc.

Problemi importanti, sia nel presente sia in prospettiva, che nessuno sembra avere voglia o capacità di affrontare, nel timore di favorire la destra.

A nessuno viene il sospetto che non fare qualcosa per non favorire la destra, per la regola secondo cui due negazioni fanno un’affermazione, significa favorire la destra.

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