Una nota a margine della nostra anima

Non molto tempo fa la notizia ci avrebbe riempito d’orrore ma oggi abbiamo problemi più importanti di cui occuparci: superare la pandemia, tornare a una normalità che ci ha condotti sull’orlo del baratro, gioire per le partite di campionato, il Pil, l’economia, ecc.

Peccato che il ritorno alla normalità comporti anche la notizia di un corpicino dentro il suo pigiama, su una spiaggia libica. Un corpicino senza nome e, se non c’è un nome, non esiste, una foto sfocata, una nota a margine delle nostre anime.

Non è solo questione di abolire gli osceni decreti sicurezza, un insulto alla Costituzione, il problema è che, passata la grande paura, almeno per il momento, abbiamo ripreso a comportarci come se nulla fosse successo, come se il tempo sospeso del Covid non ci avesse dato modo di riflettere sulle priorità reali della vita, priorità che abbiamo immediatamente accantonato per tornare a una rassicurante, nevrotica, agghiacciante routine.

Dopo essere passati più o meno indenni dall’orrore temporaneo, non c’è più spazio per l’orrore quotidiano, quello dei bambini annegati in mare, quello di un fascista stupratore di minorenni difeso a spada tratta dai suoi colleghi, quello del razzismo dilagante nelle sue varie forme: in questo periodo tocca all’omofobia ma, se verranno abrogati i decreti sicurezza, firmati, ricordo, dall’attuale Presidente del Consiglio, un maestro del trasformismo, si tornerà allegramente a dare addosso ai negher.

Torneremo anche alle fiaccolate, alle adunanze delle sardine, a manifestazioni di piazza che servono solo a far tacere, per lo spazio di qualche ora, la nostra coscienza di bravi borghesi. Fino al prossimo corpicino, sulla prossima spiaggia.

Lo ignoreremo, come abbiamo ignorato questo, perché è molto più semplice imbrattare la statua di un fascista, gesto che non mi sento di biasimare ma sulla cui utilità nutro forti dubbi, che pensare ai morti in mare, morti per garantire la nostra tranquillità, morti per scelta di politici che la maggioranza di noi ha votato, morti per indifferenza.

Siamo, più o meno tutti, come quel personaggio di Brancati, che ogni sera, prima di andare a dormire diceva: Adesso basta, domani cambio tutto.

Il mattino seguente si alzava e tornava alla sua rassicurante, nevrotica, agghiacciante routine.

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Menzogne di Stato

bugieImmagine tratta da meglio.it

Nel 2000, in Inghilterra, si tenne un famoso processo per la querela per diffamazione avanzata dallo storico revisionista David Irving contro la storica americana dell’Olocausto Deborah Lipstadt, rea di averlo portato nei suoi libri come esempio di pessima storiografia. La sentenza stabilì che, nonostante chi porti avanti teorie razziste possa essere convinto delle proprie tesi, le prove documentali sull’Olocausto sono talmente numerose, evidenti e accessibili, che qualunque teoria revisionista viene, senza alcun dubbio, divulgata in malafede, con la consapevolezza di mentire per compiacere la propria platea di riferimento.

Per quanto assurdo possa sembrare, nel 2000 quella sentenza sancì l’esistenza dell’Olocausto oltre ogni ragionevole dubbio.

Mi chiedo se si terrà mai un processo a chi, in Italia, nel 2019, ha stabilito che è lecito per un ministro commettere il reato di sequestro di persona nei confronti di 170 profughi, cè lecito emanare  un decreto che limita i diritti civili degli stessi profughi e dei minori profughi, in violazione di svariati trattati internazionali e della stessa Costituzione, è lecito sgomberare un palazzo occupato abusivamente da profughi e lasciare che continuino ad occupare un altro palazzo gli appartenenti a un gruppo neofascista, razzista, xenofobo e revisionista che porta avanti idee e principi in aperta opposizione al dettato costituzionale.

Perché, a questo punto, i due Didi, il presidente coniglio e il ministro dell’inferno sono responsabili: responsabili di aver creato un precedente gravissimo, che potrebbe determinare una svolta autoritaria nel governo del paese, responsabili di aver creato   un clima d’odio e intolleranza, mentendo sistematicamente sui dati, responsabili di non spendere una parola sugli omicidi di camorra di questi giorni, responsabili di ignorare i problemi reali del paese tirando la corda con l’UE fino a spezzarla, responsabili di aver tradito sistematicamente tutte le promesse elettorali, comprese quelle legate al giustizialismo forcaiolo che ha fatto la fortuna dei grillini, responsabili di avviare, se verrà approvata la richiesta di autonomia in materia d’istruzione avanzata da alcune regioni, un processo che potrebbe condurre alla secesisone del paese.

Alle vibranti e accorate proteste dei genitori di un ragazzo adottivo di colore, esasperati dalle ennesime scritte razziste comparse sul muro del palazzo in cui vivono, che hanno criticato il decreto sicurezza (decreto schifezza sarebbe definizione più adeguata), il ministro dell’inferno ( non me ne vorrà Giulio Cavalli se rubo la sua etichetta ) ha replicato che comprende la loro preoccupazione ma devono rispettare il bisogno di sicurezza degli italiani, ergo, devono sopportare le scritte razziste sui muri, recita il sottotesto. Una risposta perfettamente coerente con la statura morale del ministro.

In realtà il bisogno di sicurezza degli italiani è ampiamente indotto, creato e amplificato dalla propaganda leghista da anni. La percezione della realtà da parte degli italiani è, infatti, assai diversa dalla realtà, grazie anche alla complicità di giornali e media, responsabili di una distorsione informativa degna dell’epoca del ventennio, quando i reati non venivano riportati dalla stampa e si creava il mito delle porte aperte.

Prendiamo i rom, di cui poco si parla ma che,.prima o poi, torneranno in auge. Sono centocinquantamila in tutta Italia, tra questi, una parte sono giostrai, una parte sono stanziali e svolgono lavori normalissimi e una parte sono nomadi. Mettiamo che i nomadi siano settantamila in tutto il paese: se anche delinquessero tutti, anche i neonati, cosa che ovviamente non è, lo dico per i leghisti, non alzerebbero di un punto percentuale le statistiche sui furti. Quelloi dei nomadi è un problema  che i governi  precedenti hanno, colpevolmente,  ignorato e che ha fatto, per anni, la fortuna della Lega, con l’epica delle ruspe e i manifesti copiati da quelli nazisti contro gli ebrei. Ruspe uitlizzate, sporadicamente, anche da amministrazioni di segno politico opposto, beninteso.

Va anche detto che quasi tutte le anime belle che oggi protestano sdegnate contro il razzismo, hanno taciuto, con pochissime eccezioni, mentre le ruspe sgomberavano i campi e ai minori rom veniva tolto il diritto allo studio. Evidentemente, non avevano letto a scuola, come invece hanno fatto tutti i miei alunni, la poesia che comincia con Prima vennero a prendere gli zingari ( non è Brecht ma il pastore Martin Niemoller ).

Tra parentesi: il Porajmos è lo sterminio degli zingari durante l’Olocausto, trecentomila. Non una parola su di loro nella giornata della Memoria mentre i giornali si sono rimepiti di articoli per commemorare, giustamente, l’eccidio delle foibe, amplificando, molte meno giustamente, i numeri reali delle vittime e travisando, ancor meno giustamente, la realtà storica. Tanto nessuno protesta, perché l’ignoranza su quell’oscuro e minore episodio della seconda guerra mondiale, è abissale e la propaganda fascista la fa da padrona.

Gli stranieri in Italia sono il 2% della popolazione, in Svezia il 20%, in Germania, Francia, ecc. le percentuali oscillano tra il 15% e il 18%.  Dire che gli stranieri sono i principali responsabili della criminalità in aumento nelle grandi città è doppiamente falso.Primo, perché la criminalità non è in aumento, a parte i furti, cosa normale in tempi di crisi, secondo perchè, ad esempio, gli spacciatori appartenenti a organizzazioni criminali straniere, comunque limitate nel numero, suppliscono alla richiesta di droga sul mercato interno, richiesta talmente alta che le nostre organizzazioni criminali non  riescono più a soddisfare. Anche nel crimine, insomma, fanno i lavori che gli italiani non vogliono più fare. Ma la richiesta di droga viene dalla popolazione bianca, cattolica, italiana, e nessuno fa niente in proposito, nessuno prova a risolvere il problema alla base, magari con soluzioni nuove, che non contemplino la repressione poliziesca che ha già abbondantemente fallito. Se poi vediamo le percentuali di femminicidi, abusi, stupri, omicidi legati alla camorra, ecc., mi spiace deludere il ministro ma gli italiani mantengono saldamente il podio.

Il problema migranti dunque, risolto mandandoli a morire nelle carceri libiche, affidandoli a bande di delinquenti con cui già il precedente governo aveva stipulato trattati, era già inesistente prima dell’avvento della banda dei quattro. E’ stato un gioco da ragazzi, per il ministro dell’inferno, soffiare sul fuoco dell’ignoranza, alterare le cifre reali, apparire come il salvatore dei confini della patria con un piccolo aiuto da qualche amico procuratore che ha contribuito a svuotare il mare dalle navi di soccorso ma non dai morti.

E già, perchè nel Mediterraneo si continua a morire, silenziosamente però, senza disturbare, senza più titoli sui giornali, foto di bambini morti,  di braccia tese in cerca d’aiuto. Un olocausto soft, senza fumo che inquina l’aria, campi di sterminio, aguzzini: basta il mare.

Io sogno che un giorno un tribunale possa decidere che la morte di tanti migranti nel Mediterraneo è stata un crimine contro l’umanità, che i governi europei, compreso il nostro, soprattutto il nostro, data la nostra posizione, hanno cinicamente e consapevolmente perpretato, in nome di una sicurezza artificiosa e mediaticamente amplificata. E spero che qualcuno paghi per questo, pazienza se sarà un capro espiatorio, speriamo almeno che sia italiano.

Un giorno questo paese, chi ha votato questo governo di incapaci e razzisti,  si guarderà allo specchio e vedrà riflesso quello che è diventato,  prenderà coscienza dell’abisso di ignoranza e odio in cui stiamo precipitando, delle menzogne a cui ha creduto. Forse, quel giorno, ritroveremo tutti un po’ di dignità e la forza per tornare a guardare avanti.

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Una lenta discesa agli inferi

oscurita

Il 56% dei liguri approva le politiche del governo in fatto di immigrazione, è, quindi, perfettamente in linea col razzismo dilagante che ci circonda. Di quella maggioranza fanno probabilmente parte anche i miserabili individui di entrambi i sessi che hanno postato sui social e sui forum dei giornali cittadini frasi come: uno di meno, povero..treno, un pazzo in meno di cui la sanità si deve occupare, ecc., in relazione alla morte del povero Prince Jerry, per altro regolarmente strumentalizzata a fini politici come temeva don Giacomo Martino.

Ennesimi segnali della progressiva discesa agli inferi del nostro paese che, nonostante l’inconsistenza di una compagine governativa dilettantistica, raffazzonata, inconcludente, spregiudicata, cinica e priva di senso dello Stato, continua a correre verso il precipizio senza alcun freno.

E’ come se la fine delle ideologie avesse aperto le gabbie dentro cui erano tenuti prigionieri i peggiori istinti della gente, frenati a suo tempo sia dalla necessità di essere fedeli alla linea, sia dalla vergogna, e questi adesso vagassero liberi e senza freni tra di noi. Perché certi italiani, la maggioranza, non hanno il desiderio di un leader forte, ma di qualcuno che renda lecito ciò che lecito non è, che gli permetta di guardarsi allo specchio senza vedersi per ciò che realmente sono.

Il discorso vale in particolare per la Liguria, terra che, se non proprio accogliente, ne fanno fede le parole di Dante, tradizionalmente è sempre stata approdo di profughi, migranti, ecc. che provocavano sì, qualche mugugno, la tipica e querula lamentazione genovese, ma senza mai arrivare al razzismo.

Le cose negli ultimi anni sono cambiate, anche per chiare responsabilità politiche della sinistra, artefice di un sistema clientelare che man mano si è dissolto, col risultato che, come testimonia anche il colore politico della giunta regionale e comunale, oggi vivo in una città razzista e una regione razzista. Temo fortemente che i diecimila che hanno manifestato qualche giorno fa a favore dell’accoglienza, più che un segnale di ripresa siano solo il flebile segnale di sopravvivenza di una minoranza.  Temo che a segnare la strada non siano loro, ma il sondaggio apparso sul giornale.

Non me ne voglia chi era presente: ha tutto il mio rispetto e la mia ammirazione, ma ho smesso da tempo di credere che le manifestazioni di piazza possano ottenere un qualche risultato, posso determinare cronologicamente il momento e il luogo in cui questo è avvenuto: Luglio 2001, Genova. Allora si parlava di centinaia di migliaia di manifestanti  pacifici, accorsi per chiedere un’inversione di rotta nelle politiche globali, un segnale,  e abbiamo visto com’è finita.

Questa corsa frenetica verso l’abisso è una questione culturale  e  politica. Mancano gli intellettuali, nel nostro paese, i buoni maestri che vedono lontano.  Manca soprattutto una scuola che torni ad essere non solo ascensore sociale ma luogo di crescita e formazione umana, fucina di valori e luogo di sviluppo del pensiero critico. Manca un giornalismo serio e non asservito, guardate la triste fine di Travaglio, di Michele Serra  e compagnia cantante, mancano, soprattutto, giornalisti che siano i cani da guardia del potere e gli azzannino le caviglie quando necessario, come vuole la tradizione americana. Sulla televisione, non vale la pena di spendere neanche due parole.

Ma soprattutto, manca la politica, la politica vera, fatta di idee, visioni, valori, etica, una politica che non sia solo mera ricerca del consenso, che non insegua la pancia degli elettori ma li educhi, una politica che proponga modelli migliori dell’uomo della strada, che non segua il pensiero dominante, se abietto, ma lo indirizzi in una direzione diversa.

Non c’è nulla di simile nell’attuale maggioranza di governo, che rappresenta, a mio parere, il peggio di quanto abbiamo visto negli ultimi vent’anni, non c’è nulla di simile in una opposizione formata da una destra vecchia, stantia, incapace di assumere una dimensione europea e una sinistra ormai inesistente, dilaniata da lotte interne per assumere la guida di un  partito che non esiste più e non certo solo per colpa di Renzi che, antipatia a parte, è stato solo il polo terminale di un declino che parte da molto lontano. Manca anche una forza popolare centrista, liberale e democratica, che sarebbe benedetta in questo momento ma che, in tempi di radicalismi esasperati e grotteschi, probabilmente non incontrerebbe il favore dell’urna.

Il paese è destinato a scendere sempre più in basso, l’attuale politica condurrà, inevitabilmente, presto o tardi a un conflitto aperto tra poteri dello Stato dalle conseguenze devastanti. La triste pantomima di Salvini e dei suoi alleati di governo sulla richiesta di autorizzazione a procedere, oltre a rivelare che i re non solo sono nudi ma anche vili, cosa sulla quale non nutrivamo alcun dubbio, è probabilmente solo la scena iniziale di una commedia che avrà altre repliche.

Anche l’annunciata campagna contro le Ong è in realtà il primo atto di una campagna contro la società civile, il volontariato, ecc.,un monito chiaro per dire che o ci si adegua al nuovo verbo politico o si scompare. Perché la narrazione di questo governo non prevede oppositori, al di fuori di quelli politici già ridotti al ruolo di comparse. Nè la magistratura nè la società civile devono avere voce in capitolo sulle sue scelte o insinuare il germe del dubbio nel popolo che lo ha legittimato.

In fondo è sempre andata così, giusto? Prima vennero a prendere gli zingari…

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La colpa di essere umani

Immagine tratta da Quotidiano.net

Stefania Prestigiacomo non la pensa come me, è una donna di destra, seppure mdoerata e liberale, che non ha mai avuto timore di esprimere le proprie opinioni anche quando queste erano in contrasto con quelle dettate dalla linea del partito in cui milita (Forza Italia).

Il fatto di stare, politcamente, su due fronti opposti, ammesso che la sinistra abbia ancora un fronte, non rende meno forte il disgusto per glia ttacchi sessisti a cui è stata sottoposta sia sul sito della Lega, sia sui giornali accodati alla canea che guida il apese, sia, sui social, dal solito branco di frustrati e incapaci che non sapendo come spendere il proprio tempo, invece di comprare un libro e provbare ad imparare almeno i rudimenti della nostra lingua, non trova di meglio che riempire di insulti sgrammaticati il prossimo.

La parlamentare siciliana è rea di essere salita sulla Sea Watch, aver riscontrato che a bordo c’erano solo una quarantina di disgraziati, tra cui alcuni minori e aver detto pubblicamente che continuare con questo sequestro (perché de facto se non de iure di questo si tratta) era una vergogna.

Ecco che sui social compaiono i solti, impropri paralleli con Amatrice, l’augurio alla parlamentare di essere stuprata, l’ironia sull’età dei profughi fatta da persone che non sono in grado capire che, se si trovano dalla parte giusta del mondo, è per caso e non per meritoe dovrebbero pensare a cosa proverebbero se quei ragazzi fossero i loro figli.

Per quanto tempo dovremo ancora assistere a questa esibizione di bassezza umana? Quanto vuoto interiore bisogna accumulare, di qaunti sentimenti, emozioni pensieri bisogna svuotarsi come zavorra per essere così? Quale tipo di società produce un tale numero di dementi?

Non pensate che siano individui lombrosiani, rozzi esempi di sotto proletariato incolto, perchè non è così, non è solo così, questo è il tipico errore di sottovalutazione della sinistra radical chic. No, questa gente è tra noi, la incontriamo ogni giorno, come i pedofili sono apparentemente normali, rispettabili, gentili, zii, nonne, padri, è questa la cosa terribile.

Prendo il treno alla stazione, venerdì scorso, e sul marciapiede sento e vedo due nonnine, ben vestite, con abiti ricercati, ripetere assentendo convinte le opinioni di Salvini passate poco prima al telegiornale riuguardo proprio il caso della Sea Watch. Nonne, capite? Non poveracce, nonne. Distinte, rispettabili, brave persone mostruose.

Ecco, quando, quello che d’ora in poi chiamerò pensiero squallido arriva a permeare la società cosidettà medio alta, che per altro ci ha già regalato vent’anni di fascismo, cosa dobbiamo aspettarci?

Stefania Prestigiacomo non la pensa come me ma ha la mia piena e convinta solidarietà e il mio rispetto per le offese che ha ricevuto come donna e come parlamentare nell’esercizio delle sue funzioni, per aver agito e parlato da essere umano.

Attenzione al sessismo dilagante, attenzione a questa vigliaccheria maschilista che monta sui giornali, sui social, nella nostra società: ne ha fatto le spese la Boldrini, le due ragazze rapite di cui non ricordo il nome, Silvia Ferrari, oggi la Prestigiacomo, attenzione perché di questo passo si torna indietro, sono abbastanza vecchio da aver vissuto gli anni dei delitti d’onore e dei processi per stupro in cui ad essere messe sotto processo erano le vittime e non gli animali che ne avevano abusato. Non erano belli.

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