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Il nodo della questione

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Ieri Giulio Cavalli, in uno dei suoi editoriali ficcanti e puntuali, si chiedeva come mai si fosse scatenato il pandemonio con Carola Rackete e nessuno si occupasse della Gregoretti, la nave della guardia costiera italiana bloccata al largo di un porto italiano per l’ennesima, assurda, inutile prova di forza di Salvini nei confronti dell’Europa.

La risposta è semplice: ieri avevamo la vicenda di una donna giovane, determinata e intelligente che difendeva delle vite umane e ha deciso di rischiare in prima persona per farlo. I migranti non c’entravano, erano solo una variabile del discorso: il nodo della questione era una donna che ha beffeggiato un ministro che si atteggia a macho, facendogli rimediare una pessima figura.

La vicenda della Gregoretti, tanto più folle in quanto, essendo una motovedetta della guardia costiera militare è territorio italiano, riguarda solo i migranti, quindi un argomento che non interessa a nessuno, tanto è inflazionato. Non si può speculare su presunti accordi con gli scafisti, non si possono attaccare le Ong né la tracotanza dei paesi stranieri, non si può, insomma, in alcun modo sfruttare in modo squallido la vicenda, che riguarda solo un pugno di vite umane salvate dai nostri militari, roba di cui non importa nulla a nessuno, quindi la notizia non esiste.

Recenti statistiche riportano che la demenziale politica del ministro dell’interno sta danneggiando fortemente il nostro paese perché della manodopera straniera abbiamo bisogno, mentre gli altri paesi europei ne traggono giovamento alla faccia nostra. Ma anche di questo, non importa niente a nessuno, perfino Repubblica non dà risalto alla notizia, così come si evita di dire che le politiche proibizioniste sulle droghe, che Salvini vorrebbe inasprire ancora di più, hanno portato l’ottimo risultato di farci salire al primo posto tra i paesi europei riguardo il consumo di droghe leggere.

L’autarchia staliniana, come tutte le autarchie, è un fallimento annunciato ma questo individuo continua a raccogliere consensi tra chi si abbevera a fonti velenose di informazione, tra chi rovista nei letamai del consenso. Nell’era di Internet, ognuno può trovare senza troppa fatica, qualcuno che avvalori le teorie più folli. Il gruppo di miserabili individui che ogni giorno crea notizie false riguardanti disgraziati che non possono difendersi e le diffonde in rete, sta svolgendo indubbiamente un ottimo lavoro per il suo padrone.

E’ evidente che nel nostro paese esiste un problema di garanzia dei diritti civili e la vicenda del giovane assassino americano lo testimonia, non tanto per la foto oscena apparsa sui giornali: a Genova nel 2001 abbiamo visto e sentito ben altro, non tanto per i commenti sulle chat della polizia, che non deplorano l’aver bendato e legato un fermato ma il fatto che la foto sia venuta fuori, purtroppo certi atteggiamenti da parte delle forze dell’ordine non stupiscono più di tanto; a preoccupare piuttosto, è la fiammata di odio seguita all’omicidio del carabiniere, quando è stata diffusa la notizia, falsa, che a commettere l’omicidio fosse stato un nordafricano, e le successive dichiarazioni di Salvini e Bonafede.

La Meloni, Capezzone, Salvini e compagnia cantante, hanno istigato, di fatto, una vera a propria caccia al nero che avrebbe potuto avere esiti ben più gravi se la notizia non fosse stata rapidamente smentita, ricordate Luca Traini dopo le dichiarazioni sull’omicidio di Desirè? Il sospetto è che ci sia il desiderio, da parte di qualcuno, che quello non resti un caso isolato, che il caos dilaghi. In fondo questo governo può essere salvato solo da un nuovo allarme su un nuovo falso pericolo.

Subito dopo, archiviata la brutta figura, sono seguiti i deliri, da parte degli stessi protagonisti più il ministro Bonafede, sul marcire in galera, lavori forzati a vita, eliminazione degli arresti domiciliari, ecc.

Peccato che la nostra legislazione in materia penitenziaria sia improntata al recupero del reo e al suo successivo reintegro nella società. La legge quindi va in direzione diametralmente opposta rispetta quella presa da chi la legge dovrebbe farla rispettare. Ci si chiede a questo punto: perché nessuno chiede l’impeachment di un ministro imbarazzante, incapace, volgare, razzista e nullafacente?

Ci sarebbero gli estremi e ci sarebbe ampio materiale per organizzare un’opposizione dura e puntuale a questo governo, per mettere in evidenza il pericolo che tutti noi corriamo a causa di questo autoritarismo in limine, per costringere i Cinque stelle a buttare giù la maschera e dichiarare la continuità e la subalternità alla Lega. Invece il Pd che fa? Protesta per il figlio di Salvini ripreso su una moto d’acqua della polizia, fatto inelegante ma di caratura e peso specifico molto minore rispetto a quello che Salvini fa e dice ogni giorno.

Certo, nonostante le brutte figure a ripetizione rimediate dal ministro degli interni e dai suoi sodali, i consensi della Lega salgono e questo deve spaventare non poco il Pd. Ma se si continua a guardare ai sondaggi e non si propongono serie politiche alternative a questo tirare avanti sulla pelle degli ultimi che è ormai quello a cui si è ridotta la politica del governo, si commetterà lo stesso errore commesso da Renzi che, non a caso, sta purtroppo rialzando la testa e, cosa ancora peggiore, ha ripreso a parlare.

In questa atmosfera da campanilismo medioevale che aleggia nel nostro paese, in questa canea quotidiana, tra questi fetidi miasmi provenienti dal mare di ipocrisia che ci circonda, un’idea di politica diversa, vera, ragionata forse potrebbe funzionare. O no?

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