L’assenza della politica

Quello che manca, nel dibattito politico di questi giorni, è per l’appunto, la politica, l’assenza di quella dialettica, di quel confronto costruttivo necessario per trovare soluzioni nuove e definitive ai vecchi problemi che assillano il nostro paese.

Il dibattito tra Renzi e Salvini, due straordinari esempi di masochisti politici, è un esempio evidente di quest’assenza: due ore a parlare di nulla, a scambiarsi battute, accuse, insulti più o meno grossolani, più o meno velati, ammiccando alle rispettive tifoserie senza entrare mai nel merito, senza delineare un progetto di paese, una visione lungo termine. Moderati da un ex giornalista ormai privo di qualsiasi credibilità, un uomo per tutte le stagioni, servitore di molti padroni.

È la politica 2.0, mutuata direttamente dai social, un politica che mira a conquistare like, superficiale, fatta di slogan e affermazioni prive di un contenuto reale. La morte della politica, non la sua evoluzione.

Con questo non voglio dire che Renzi e Salvini siano uguali, ma parlano allo stesso modo, usano le stesse armi, si rivolgono a un pubblico che frequenta i social, sono finti giovani privi di idee che si vantano di averne molte.

Stesso discorso va applicato alla finanziaria presentata dal governo: Zingaretti e Di Maio, piuttosto che mostrare coesione, sembrano più preoccupati a rivendicare i punti della finanziaria su cui si sono rispettivamente impuntati, di sottolineare quanto hanno portato a casa, senza accorgersi di mostrare in modo evidente la debolezza di un progetto politico nato zoppo, per il tiro mancino di chi, dopo aver lanciato il sasso, si è in apparenza messo da parte, salvo poi scuotere di tanto in tanto il tavolo di gioco. Come ha fatto oggi con quota cento.

Ma non è solo la politica ad essere scomparsa, in questo paese. Pensate ai nuovi limiti sulla soglia del contante: al di là delle dichiarazioni di Sgarbi, al limite della denuncia penale per istigazione a delinquere, le proteste che arrivano da più parti denotano la fine della vergogna: mi chiedo, e spero che qualcuno mi risponda: al di là delle legittime rimostranze sulle commissioni bancarie, che vanno ridotte, perché una persona onesta dovrebbe avere qualcosa in contrario a che le sue spese vengano tracciate? Dove sta il problema? A me sfugge, o meglio, non mi sfugge, ma preferisco non azzardare risposte. Io penso che solo due categorie abbiano interesse a bloccare il provvedimento: i mafiosi e chi evade.

Intanto c’è una nuova guerra in medio oriente, la gente continua a morire in mare nell’indifferenza più totale, si difendono pubblicamente poliziotti e secondini che pestano carcerati inermi, si continuano uccidere donne, si continuano a pestare o omosessuali, la gente perde il lavoro, ecc..ecc.

Problemi importanti, sia nel presente sia in prospettiva, che nessuno sembra avere voglia o capacità di affrontare, nel timore di favorire la destra.

A nessuno viene il sospetto che non fare qualcosa per non favorire la destra, per la regola secondo cui due negazioni fanno un’affermazione, significa favorire la destra.

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Breve dizionario antropologico della sinistra

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Il futuro è solo a sinistra e questa breve disamina mostra che il nostro paese non ha futuro.

Le brave persone

I peggiori. Democristiani, ex attivisti che hanno fatto i soldi, borghesi, rimasti nell’ombra del partito per convenienza e rispettosi della regola che recita che i rivoluzionari da giovani diventano conservatori da vecchi. Ipocriti. Sono quelli moderati, che ragionano a lungo prima di prendere una posizione e poi scelgono quella più scontata, banale, per non scontentare nessuno, specie quelli come loro. La maggioranza degli elettori di sinistra e la totalità degli elettori di Renzi. Moralisti e un po’ bigotti. Sono quelli che al G8 la polizia si è difesa, Carlo Giuliani se l’è cercata perché la violenza non è una soluzione, gli stranieri sono un problema ma non possiamo accoglierli tutti  e la povera Greta è manipolata.,

Giudizio: Insopportabili

I nostalgici irredimibili

Teneri, rispettabili, degni di ammirazione. Sono i reduci delle feste dell’Unità, quelli che hanno dato tutto al partito e non hanno ricevuto nulla, hanno riempito le piazze, ottenuto grandi vittorie e cocenti sconfitte. Sempre legati alla speranza che qualcosa possa cambiare in meglio, continuano a spendersi per gli altri. Sempre fedeli alla linea. Sono quelli che al G8 quei bastardi dei poliziotti ci hanno menato, quel povero ragazzo l’hanno ammazzato come un cane, gli stranieri sono esseri umani e vanno trattati come tali, poveri figlioli,  e Greta fa venire i lucciconi tanto è bello vedere di nuovo dei ragazzi in piazza.

Giudizio: Necessari per vedere chi eravamo e cosa siamo diventati.

 I post marxisti intellettuali

Insopportabili. Sono colti, quindi per questo, ancor più colpevoli. usano la retorica come un’arma, contando sul fatto che la gente non capisca un cazzo delle loro ipocrite elucubrazioni e resti affascinata dall’eloquio forbito. Portano avanti l’idea che tutto quello che ha fatto la sinistra sia andato a vantaggio del turbocapitalismo, che tutto quello che si fa a favore degli altri, vada a vantaggio del turbocapitalismo. Quindi gli stranieri sono manodopera a basso costo e conviene farli morire in mare per il loro bene, i diritti civili sono un retaggio del passato, qualunque movimento di rivolta sociale è un’arma di distrazione di massa. Sono quelli che al G8 abbiamo assistito a una nuova edizione di Valle Giulia, Carlo è una vittima delle sue idee che hanno creato il sistema di cui è stato vittima, Greta è una marionetta manovrata dai poteri forti.

Giudizio: Da rieducare mandandoli a lavorare nei campi

I duri e puri

Quelli per cui il muro di Berlino non è mai caduto, la rivoluzione proletaria arriverà quando le nuove masse proletarie d’oriente prenderanno coscienza di essere una forza, il capitalismo è ormai allo stremo, la lotta deve essere dura, i fautori degli scioperi a oltranza, sempre dalla parte degli ultimi. Sono quelli che al G8  le hanno prese di brutto, Carlo è un eroe e Greta va supportata cercando di far crescere in questa nuova generazione di ragazzi una coscienza politica di classe.

Giudizio: Rispettabili per la gran maggioranza, fuori dalla realtà, utopisti, ma necessari. Al loro interno, molti paraculi.

Gli incazzati neri

Quelli che hanno sempre creduto che se vuoi essere d’esempio agli altri devi farti un culo così e non accettare compromessi, quelli che hanno visto il partito cercare consenso tra i nemici di ieri, quelli che vorrebbero una linea politica , quelli che si impegnano quotidianamente, ostinatamente, anche se non ci credono più, quelli che si spendono per gli altri senza chiedere nulla in cambio, quelli che non hanno mai abbassato la testa, quelli che odiano la retorica e le posizioni di comodo. Quelli che il G8 è stato l’inizio, una sospensione dei diritti  civili inaccettabile, un massacro preparato con cura, Carlo Giuliani una vittima predestinata e aspettiamo ancora giustizia, Greta una speranza e lasciamoli crescere questi ragazzi.

Giudizio: Gli sconfitti di sempre. 

 

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Il problema è non farli arrivare…o il problema sei tu?

Il problema è non farli arrivare, dice Di Maio dopo l’accordo stipulato dal governo sui migranti, su cui ho scritto ieri.

Trovo che siano parole terribili che, da un lato, strizzano l’occhio all’ala destra del movimento, sempre più di malumore, dall’altro denotano una mancanza di sensibilità sconvolgente in una persona stupida ma giovane come il ministro degli esteri.

Perché stiamo parlando di esseri umani sofferenti, uomini, donne, bambini in fuga dalla guerra e dalla morte per fame, non di pacchi di merci. Ecco, questa deumanizzazione costante a cui abbiamo assistito nell’ultimo anno, questa continua reificazione di esseri umani ridotti a rifiuti, a cose inutili e ingombranti, è terrificante, va contro tutto quello che, ogni giorno, quando entro in una classe, insegno ai ragazzi e alle ragazze che mi trovo di fronte, va contro tutto quello in cui ho sempre creduto: la solidarietà, la necessità di prendersi cura dell’altro, il concetto che i diritti degli ultimi sono i diritti di tutti.

Mi chiedo: può il Pd accettare dichiarazioni di questo tipo? Può il Pd tollerare un ministro degli esteri dannoso oltre che inutile?

Ma la sinistra oggi sembra più impegnata in una guerra fratricida a base di insulti tra renziani e non renziani che si rinfacciano colpe comuni, più che a migliorare questo paese.

Intendiamoci, non aumentare l’IVA e risanare, almeno un po’, il bilancio dello Stato va benissimo, ma lo Stato è fatto di persone e, in questo momento, lo Stato italiano è fatto, per una parte consistente, di persone parecchio brutte, alcune delle quali sono al governo, altre imperversano sui social insultando persone malate o ragazzine che chiedono politiche ambientali forti, altre ancora continuano a prendersela con i migranti.

Ci vorrebbe un nuovo umanesimo, un ritorno di valori che sembrano scomparsi. Bisognerebbe partire dalla scuola.

Questo governo dovrebbe occuparsi di riformare la scuola, cancellare la 107, uno dei motivi per cui sono felice che Renzi sia andato a terminare la sua carriera invero poco gloriosa nell’oblio, aprire un dibattito pubblico con chi la scuola la fa ogni giorno e decidere quali siano le priorità per tornare a formare cittadini attivi, pensanti, acculturati che possano diventare la classe dirigente di domani, cittadini migliori di Di Maio, insomma, non ci vuole molto. Ma di questo non si parla, non interessa al nuovo governo come non interessava al vecchio.

Mi sembra invece che la linea del governo sia quella di dare un corpo al cerchio e uno alla botte, non scontentare nessuno, rendersi impermeabili alle critiche facendo poco e strizzando l’occhio sia a destra che a sinistra. D’altronde, cosa ci si può aspettare da un esecutivo guidato da un mago del trasformismo, un uomo senza qualità buono per tutte le stagioni e tutte le bandiere?

Chi pensava che avessimo risalito la china, si sbaglia. Continuiamo a scendere, più lentamente, ma scendiamo.

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Il governo senza vergogna, di nuovo.

Quante speranze potevano esserci che un governo formato da una forza di destra, guidata da un post fascista senza alcun retroterra culturale e una forza di sinistra in crisi potessero rappresentare un vero cambiamento rispetto all’esecutivo precedente, il più a destra dell’Italia post fascista? Poche e infatti…

Il recente accordo sulla redistribuzione degli immigrati e le disgustose dichiarazioni di Di Maio che vi hanno fatto seguito, mostrano che questo è un governo senza coraggio, preoccupato di recuperare il consenso elettorale perduto e incapace di svoltare verso una politica diversa.

Sia Conte che Di Maio hanno ribadito che la politica sui migranti non cambia, perpetuando il mito dell’invasione e di un’Italia che non riesce a sostenere il carico dei nuovi arrivi. Così siamo arrivati all’ennesimo accordo scarico barile. Continuando a dire le stesse bugie che hanno fatto la fortuna di Salvini.

E’ evidente che il modello Riace non è stato cancellato solo dall’ignobile sindaco leghista che, poichè non c’è fine al ridicolo, a intitolato il paese a due santi che si occupavano degli ultimi della terra curandoli, ma anche dal Pd, che ha scelto di non Si riaprire il discorso su un esperimento civile e riuscito di integrazione e accoglienza.

Nel paese di Virgilio, la pietas è morta.

Invece di organizzarla l’accoglienza, di aprire un dialogo con le cooperative e le associazioni che si occupano di quelli di cui il governo non si occupa più, per trovare soluzioni, per ridefinire il modello creato da Mimmo Lucano, invece di nominare Mimmo Lucano commissario per l’immigrazione,siamo andati in Europa a frignare, confidando che allontanato il pericolo del lupo cattivo fossero buoni con noi.

Ogni volta che Di Maio apre bocca, un leghista maledice il furor destruendi ( si fa per dire, naturalmente) di Salvini e si chiede perché ha rotto il giocattolo. Quasi ogni volta che un ministro grillino apre bocca, siamo incerti se ridere o piangere.

Zingaretti, dal canto suo, non apre bocca se non per dire banalità, anche adesso che si è liberato dell’ombra di Renzi, partito per altri lidi in cerca di soddisfazione per il suo insaziabile ego. Come lui, anche gli altri capi corrente del Pd, che con Renzi hanno perso un comodo capro espiatorio. La sinistra non abita più qui.

Della condizione di un paese diviso, dove l’odio si respira nell’aria, dove giunte comunali come quella di Genova conducono una guerra puntuale e spietata contro gli ultimi, non se ne parla, della necessità di ricostruire il tessuto etico frantumato del nostro paese, nessuno fa cenno. Come nessuno fa cenno allo ius soli e alla necessità di riforma delle forze di polizia perché mai più nessuno venga pestato in carcere.

L’internazionalismo è uno scomodo retaggio del secolo scorso, così come la solidarietà e la cooperazione, parole che stavano dietro alle bandiere con la falce e il martello dichiarate criminali dall’Unione europea, mentre la bandiera stelle e strisce che ha mietuto quattro milioni di morti in Vietnam più un numero indefinito in Sud America e che continua a farlo, va benissimo, si può sventolare.

In Italia, si preferisce, come sempre, far finta di cambiare tutto per non cambiare niente, continuando sostanzialmente la politica dell’esecutivo precedente, con meno arroganza e meno volgarità ma con lo stesso identico cinismo.

Lo stucchevole gioco delle candidature, lo spettacolo squallido dei voltagabbana, una politica fatta di niente, sono quanto finora ha offerto questo esecutivo, insieme alla promessa di stanziare fondi che non ci sono, di sanare un’evasione fiscale insanabile, di risolvere problemi strutturali del paese irrisolvibili da questa banda di fascistoidi e post sinistroidi che si vergognano di Bandiera rossa.

Posso concludere solo dicendo: che schifo!

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Abituarsi all’ infamia: la desertificazione dei cieli e dei mari.

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I giornali la chiamano così: desertificazione dei cieli, una definizione spaventosa che contempla qualcosa di apocalittico, di inquietante, evoca cieli plumbei e inariditi. Ma ad essere inariditi, per ora, non sono i cieli.

E’, effettivamente, spaventoso quello che si nasconde dietro quelle parole. L’Italia impedisce da più di un mese, con cavilli burocratici,  a due aerei appartenenti a Ong impegnate nel salvataggio dei profughi, di sorvolare il mare per individuare i gommoni dispersi. Non solo: da tempo, i comandi militari e i centri di coordinamento europei non rilanciano le segnalazioni di imbarcazioni in difficoltà, come dovrebbero fare e dialogano esclusivamente con le autorità libiche. Autorità libiche che, utilizzando droni, avrebbero attivato una schermatura magnetica che manda in tilt le strumentazioni appena superato il 12° parallelo.

Tutto questo si può tradurre così: si lascia morire la gente in mare (solo ieri quaranta vittime, tra cui molti bambini) e si impedisce di soccorrerli, azzerando il pericolo di testimoni scomodi. Una roba da nazisti.

Ed ecco la componente apocalittica: stiamo parlando di centinaia di esseri umani dispersi in mare ogni giorno, stiamo parlando di un’Europa che preferisce dialogare con un regime di banditi e lasciare a loro il lavoro sporco, invece di assumersi le proprie responsabilità e organizzare il salvataggio e l’accoglienza dei migranti in modo razionale. Una roba da nazisti.

Aggiungiamo a questo quadro spaventoso l’ennesimo blocco dei porti e del mare, attuato da Salvini, nei riguardi della Eleonore, nave di una Ong tedesca, con a bordo 101 profughi, che testimonia una volta di più l’infima caratura dell’uomo, se vogliamo chiamarlo così, che blatera di onore e dignità senza sapere di cosa parla, e la morale elastica dei ministri grillini, che hanno prontamente firmato il provvedimento, dimenticando di aver detto, solo pochi giorni fa, che non si può abiurare all’umanità. Una roba da nazisti.

Si può abiurare e come, all’umanità, basta nascondere le notizie, basta far morire la gente in silenzio, senza testimoni: se la notizia non viene divulgata, la notizia non c’è. Lo facevano i nazisti, almeno all’inizio.

Stiamo diventando, siamo diventati come quei milioni di bravi cittadini tedeschi che, durante lo sterminio degli ebrei, facevano finta di non sapere anche quando l’evidenza dei fatti era sotto gli occhi di tutti. Anche europei e americani, per lungo tempo, fecero finta di non sapere cosa accadeva nei campi di sterminio. Appunto.

Va anche detto che non tutti gli italiani sono brave persone: ci sono  moltissimi squallidi individui che affonderebbero le Ong e gioirebbero alla notizia di migliaia di migranti affogati. Moltissimi, più di quanto si pensi. Appunto.

Ci stiamo assuefacendo all’infamia, tutti, anche i media, che parlano di desertificazione dei cieli e del mare senza entrare troppo nei particolari, senza neanche dare troppo rilievo alla notizia di un genocidio nascosto, di una quotidiana strage di esseri umani che si consuma in silenzio.

Quando si lascia aperta la porta all’orrore, questo finisce per diventare parte del quotidiano, per mimetizzarsi e non diventare più riconoscibile. E’ così che nascono gli Olocausti.

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Il nodo della questione

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Ieri Giulio Cavalli, in uno dei suoi editoriali ficcanti e puntuali, si chiedeva come mai si fosse scatenato il pandemonio con Carola Rackete e nessuno si occupasse della Gregoretti, la nave della guardia costiera italiana bloccata al largo di un porto italiano per l’ennesima, assurda, inutile prova di forza di Salvini nei confronti dell’Europa.

La risposta è semplice: ieri avevamo la vicenda di una donna giovane, determinata e intelligente che difendeva delle vite umane e ha deciso di rischiare in prima persona per farlo. I migranti non c’entravano, erano solo una variabile del discorso: il nodo della questione era una donna che ha beffeggiato un ministro che si atteggia a macho, facendogli rimediare una pessima figura.

La vicenda della Gregoretti, tanto più folle in quanto, essendo una motovedetta della guardia costiera militare è territorio italiano, riguarda solo i migranti, quindi un argomento che non interessa a nessuno, tanto è inflazionato. Non si può speculare su presunti accordi con gli scafisti, non si possono attaccare le Ong né la tracotanza dei paesi stranieri, non si può, insomma, in alcun modo sfruttare in modo squallido la vicenda, che riguarda solo un pugno di vite umane salvate dai nostri militari, roba di cui non importa nulla a nessuno, quindi la notizia non esiste.

Recenti statistiche riportano che la demenziale politica del ministro dell’interno sta danneggiando fortemente il nostro paese perché della manodopera straniera abbiamo bisogno, mentre gli altri paesi europei ne traggono giovamento alla faccia nostra. Ma anche di questo, non importa niente a nessuno, perfino Repubblica non dà risalto alla notizia, così come si evita di dire che le politiche proibizioniste sulle droghe, che Salvini vorrebbe inasprire ancora di più, hanno portato l’ottimo risultato di farci salire al primo posto tra i paesi europei riguardo il consumo di droghe leggere.

L’autarchia staliniana, come tutte le autarchie, è un fallimento annunciato ma questo individuo continua a raccogliere consensi tra chi si abbevera a fonti velenose di informazione, tra chi rovista nei letamai del consenso. Nell’era di Internet, ognuno può trovare senza troppa fatica, qualcuno che avvalori le teorie più folli. Il gruppo di miserabili individui che ogni giorno crea notizie false riguardanti disgraziati che non possono difendersi e le diffonde in rete, sta svolgendo indubbiamente un ottimo lavoro per il suo padrone.

E’ evidente che nel nostro paese esiste un problema di garanzia dei diritti civili e la vicenda del giovane assassino americano lo testimonia, non tanto per la foto oscena apparsa sui giornali: a Genova nel 2001 abbiamo visto e sentito ben altro, non tanto per i commenti sulle chat della polizia, che non deplorano l’aver bendato e legato un fermato ma il fatto che la foto sia venuta fuori, purtroppo certi atteggiamenti da parte delle forze dell’ordine non stupiscono più di tanto; a preoccupare piuttosto, è la fiammata di odio seguita all’omicidio del carabiniere, quando è stata diffusa la notizia, falsa, che a commettere l’omicidio fosse stato un nordafricano, e le successive dichiarazioni di Salvini e Bonafede.

La Meloni, Capezzone, Salvini e compagnia cantante, hanno istigato, di fatto, una vera a propria caccia al nero che avrebbe potuto avere esiti ben più gravi se la notizia non fosse stata rapidamente smentita, ricordate Luca Traini dopo le dichiarazioni sull’omicidio di Desirè? Il sospetto è che ci sia il desiderio, da parte di qualcuno, che quello non resti un caso isolato, che il caos dilaghi. In fondo questo governo può essere salvato solo da un nuovo allarme su un nuovo falso pericolo.

Subito dopo, archiviata la brutta figura, sono seguiti i deliri, da parte degli stessi protagonisti più il ministro Bonafede, sul marcire in galera, lavori forzati a vita, eliminazione degli arresti domiciliari, ecc.

Peccato che la nostra legislazione in materia penitenziaria sia improntata al recupero del reo e al suo successivo reintegro nella società. La legge quindi va in direzione diametralmente opposta rispetta quella presa da chi la legge dovrebbe farla rispettare. Ci si chiede a questo punto: perché nessuno chiede l’impeachment di un ministro imbarazzante, incapace, volgare, razzista e nullafacente?

Ci sarebbero gli estremi e ci sarebbe ampio materiale per organizzare un’opposizione dura e puntuale a questo governo, per mettere in evidenza il pericolo che tutti noi corriamo a causa di questo autoritarismo in limine, per costringere i Cinque stelle a buttare giù la maschera e dichiarare la continuità e la subalternità alla Lega. Invece il Pd che fa? Protesta per il figlio di Salvini ripreso su una moto d’acqua della polizia, fatto inelegante ma di caratura e peso specifico molto minore rispetto a quello che Salvini fa e dice ogni giorno.

Certo, nonostante le brutte figure a ripetizione rimediate dal ministro degli interni e dai suoi sodali, i consensi della Lega salgono e questo deve spaventare non poco il Pd. Ma se si continua a guardare ai sondaggi e non si propongono serie politiche alternative a questo tirare avanti sulla pelle degli ultimi che è ormai quello a cui si è ridotta la politica del governo, si commetterà lo stesso errore commesso da Renzi che, non a caso, sta purtroppo rialzando la testa e, cosa ancora peggiore, ha ripreso a parlare.

In questa atmosfera da campanilismo medioevale che aleggia nel nostro paese, in questa canea quotidiana, tra questi fetidi miasmi provenienti dal mare di ipocrisia che ci circonda, un’idea di politica diversa, vera, ragionata forse potrebbe funzionare. O no?

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Il corpo invisibile dei migranti.

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Eh sì, perché di questo si parla, su questo si discute e ci si indigna, riguardo questo ci si vergogna oggi, di essere italiani: i corpi magri , provati, debilitati di quarantadue esseri umani costretti da un rappresentante dello Stato senza coraggio e senza umanità a restare a galla, come oggetti, anzi, come rifiuti che nessuno vuole smaltire.

Non ce li fanno vedere i volti, i corpi, le espressioni: troppo umane, meglio inquadrare il viso sarcastico e sprezzante della capitana, meglio dare quello in pasto lei alla marea dei sepolcri imbiancati, ai cattolici senza Dio, agli ipocriti, agli analfebati funzionali, alla canea che gongola sbavando a ogni menzogna di un uomo che ha fatto dello squallore e dell’assenza totale di scrupoli il metodo del proprio sporco lavoro, favorito dall’ignavia di chi tace e acconsente.

I migranti vanno immaginati, mitizzati, stilizzati, così da poterci fantasticare sopra, demonizzandoli, umiliandoli, uccidendoli in vita e privandoli della loro dignità. Moderni capri espiatori, vanno immolati sull’altare del potere.

Il procuratore di Agrigento ha parlato di atto di insopportabile violenza da parte della capitana, riguardo il qausi speronamento della motovedetta della guardia di finanza,  mentre, è evidente, giudica umano e sopportabile che per quattordici giorni una quarantina di persone allo stremo vengano lasciate in alto mare per il capriccio di un giullare che non fa ridere nessuno. Questione di opinioni, siamo in democrazia, giusto?

Ieri sono stato giustamente redarguito, per aver messo alla berlina due poveri cristi di finanzieri mandati sulla nave a chiedere alla capitana di temporeggiare, rimediando una pessima figura. Giusto. Stanotte i poveri cristi hanno messo le manette ai polsi di una donna che ha fatto quello che era giusto ma, forse, non legale. Glielo hanno ordinato, esattamente come, tanti anno fa, ordinarono…avrei un paio di libri da consigliare in proposito, ma quelli a cui sarebbero utili non leggono.

Personalmente, trovo che rifugiarsi dietro la legalità su questioni di principio, che riguardano l’etica e la morale, e su leggi che sono palesemente sbagliate, sia la scappatoia facile di chi non ha il coraggio di rialzare la testa e rispondere alla voce del padrone. Credo anche la giustizia nel nostro paese sia diventata una questione di caste,  che gioca la propria partita sulla pelle della gente e che vada profondamente riformata, non certo da questo esecutivo di buffoni.

Se si fosse rispettata la legalità e non la giustizia, non ci sarebbe più un ebreo, negli Stati Uniti e in Sud Africa ci sarebbe ancora l’apartheid, ecc.ecc. Anche allora c’erano giudici che rispettavano la legge e poliziotti che eseguivano gli ordini. In piena legalità.

Questo gioco al massacro sul corpo dei migranti finirà male: preso o tardi, la tragedia, ineluttabile, prevista e forse attesa, accadrà, e finalmente, forse, vedremo i loro corpi per quello che sono: esseri umani umiliati e offesi. E chi di noi non ha partecipato al gioco, pretenderà giustizia, lasciandovi la vostra legalità.

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La stucchevole beatificazione di Roberto Fico, il (finto) duro e puro

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Sventurata la terra che ha bisogno di eroi, scriveva Brecht, che mi capita di citare sempre più spesso in questi giorni, ma è davvero sventurato il nostro paese se ha bisogno di eroi come Roberto Fico.

Bastano due parole di circostanza ogni tanto, buttate lì a caso per far dimenticare che l’uomo ha votato tutte le porcherie escogitate da Salvini, si è adeguato perfettamente alla non politica del Movimento, che, tra parentesi,  non ha fatto nessuna cosa bellissima, come si ostinano a scrivere i giornalisti del Fatto, comprensibilmente restii a prendere atto di un fallimento. Forse lo faranno se verrà approvato quell’altro splendido regalo alle mafie che sarebbe la sospensione per due anni del codice degli appalti.

Bastano due parole di circostanza e subito in alcuni si accende la speranza di un possibile accordo tra i grillini e il Pd. Se c’è una cosa giusta che ha fatto Renzi, è stata quella di chiudere a qualsiasi dialogo con un movimento politico inaffidabile, ondivago e, da un anno a questa parte, disponibile a qualunque compromesso, a qualunque tradimento dei suoi principi fondanti pur di mantenere saldamente il sedere sulla sedia.  Un movimento che quando si trova con le spalle al muro organizza finte consultazioni in rete e risolve il problema con la parodia grottesca della democrazia diretta.

Questo paese sta diventando sempre più retorico e vuoto, a tutti i livelli: frasi fatte, spot, aforismie battute di infimo livello, la politica italiana è ormai ridotta a un enorme spot pubblicitario dove latitano le idee e abbondano le banalità. L’umanità è altra cosa da una dedica fuori luogo, in un giorno che gli italiani non hanno mai sentito come una festa.

C’è stato un libro che ha formato la mia generazione, si chiamava  Essere o avere, di Erich Fromm e, senza un briciolo di retorica, tracciava la strada per un mondo migliore, strada ormai smarrita da tempo. Non lo legge più nessuno e invece bisognerebbe inserirlo come lettura obbligatoria nelle scuole. Altro che educazione civica obbligatoria.

Fico è un arrivista come tutti i componenti del direttorio Cinque stelle, uno che ha trovato la gallina dalle uova d’oro e non vuole lasciarla andare. Se davvero fosse quello che mostra ogni tanto di essere, avrebbe lasciato il Movimento da tempo. Almeno, i due DiDi provenienti da famiglie di estrema destra, sono più coerenti.

E’ inutile ostinarsi a cercare del buono dove il buono non c’è. Chi è alleato di Salvini, che almeno buono non è chiaramente, non può continuare a tenere il piede in due scarpe e se si andrà, come possibile, a elezioni anticipate, sarà il meritato de profundis per quelli che hanno confuso gli anticasta con i sostituti della casta e l’antipolitica con la non politica.

Ma vedrete che nel nostro paese senza memoria riusciranno a riciclarsi alla grande, anche Roberto Fico, l’eroe di due parole ogni tanto.

 

 

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Una pazza corsa verso il disastro

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Chi ha la mia età ricorderà certamente quel cartone animato dove due cavernicoli su una macchina primitiva partecipavano a una folle corse tirandosi violente clavate sulla testa per procedere più velocemente. E’ un’immagine perfetta per dipingere l’attuale situazione politica del paese come due leader politicamente primitivi che spingono sull’acceleratore, in vista della competizione delle lezioni europee, trascinando il paese in una folle e rovinosa corsa.

Gli italiani devono possedere una certa propensione per i bulli se, dopo qualche anno di consensi per Renzi, hanno scelto come loro leader Salvini che, incapace di un pensiero autonomo, non fa altro che scimmiottare, peggiorandolo, quanto fatto dal suo predecessore.

Renzi tramite Minniti stringe un accordo infame con la Libia? Salvini esagera, chiude i porti, impedisce alle Ong di prestare soccorso ai naufraghi, sequestra settanta disgraziati su una nave e la fa franca.

Renzi, sempre tramite Minniti, fa approva l’osceno decreto sul decoro urbano? Salvini lo reitera peggiorandolo, attribuendo quei poteri che erano dei sindaci ai prefetti, e a farne le spese saranno i soliti noti: venditori ambulanti, giovani vestiti in modo particolare che sembrano drogati e sono solo giovani vestiti in modo particolare che sembrano drogati, extracomunitari che camminano per il centro in attesa del permesso di soggiorno o del decreto di espulsione, ecc.

Come il decreto di Minniti, quello di Salvini, ripeto, identico, cambia solo l’attore, prevede l’allontanamento degli indesiderati che, presumibilmente, andranno nelle periferie, ad esasperare una. tensione sociale che fa solo il gioco della Lega e dell’estrema destra.

Insomma, Salvini è un Renzi meno politico, più cinico, più sinistro, più fascista, ma tutti e due, quando hanno scritto certe leggi, avevano in mente il loro elettore tipo: borghese, benestante, conservatore. Insomma, lo zoccolo duro dell’elettorato italiano. L’uno ha tradito una sinistra a cui non è mai appartenuto, l’altro quel popolo che nomina sempre ma nei confronti del quale ha fatto ben poco se non aizzarlo alla guerra tra poveri per ridersela sotto i baffi.

Tra i due, va considerato anche Di Maio, che sempre seguendo l’esempio renziano ha fatto passare quella specie di super bonus che è il reddito di cittadinanza, ovviamente adesso che siamo alla resa dei conti e non si può più mentire, si scopre che l’entità del reddito è assai minore di quanto strombazzato ai quattro venti, anche per quanto riguarda il compenso dei navigator, invero assai modesto per un lavoro che ha lo scopo di trovare lavoro dove non c’è.

L’ultima sceneggiata è quella dell’Iva: oggi si parla di aumentarla solo per i beni di lusso, ma avete mai visto in Italia un governo che, alla vigilia delle elezioni, tocca i portafogli più gonfi?

Si continua così, una calmata qui, una là, tra bugie, insulti, infamie e omissioni, tra avvisi di garanzie e rinvii a giudizio, in fondo la solita, vecchia storia di un paese dove, come sempre, cambia tutto per non cambiare niente.

 

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