Lo sporco affare di Mineo: quanto costa una vita umana?

Migranti-Ecsa

Lo scoop è di Nello Scavo, giornalista di  Avvenire che è riuscito ad ottenere le prove documentate e le le foto dell’incontro presso il Cara di Mineo tra esponenti della nostra intelligence e delle istituzioni e uno dei capi della mafia libica, Bija è il soprannome, torturatore, stupratore e assassino, nome noto all’Onu,  per negoziare sulla questione degli sbarchi.

Una trattativa Stato-mafia documentata sarebbe una notizia da prima pagina e infatti, in tutta Europa, la notizia è in prima pagina. In Italia no, non sembra neanche interessare più di tanto il popolo dei social, più preoccupato del battibecco tra renziani e Piddini o dalle foto di Salvini con un neonazista.

Ecco, il fatto curioso è questo: quelli scandalizzati delle foto di Salvini col neonazista, giustamente scandalizzati, tacciono di fronte a questa oscenità. Invece di chiedere spiegazioni a Minniti e Gentiloni, invece di invocare chiarezza su un episodio che possiamo definire, con un eufemismo, inquietante, tacciono. Intanto, tra i migranti annegati ieri, c’è un bambino di otto mesi.

Ecco, io vorrei chiedere a quelli presenti all’incontro e ai loro mandanti politici: quanto costa una vita umana? Qual è il prezzo, in termini di vite, della nostra tranquillità? Su cosa esattamente vi siete accordati, quale schifoso compromesso siete riusciti a concludere quel giorno perché passasse la linea dura, gli sbarchi diminuissero e il governo di allora potesse vantarsi con gli elettori (per altro, invano) di aver risolto una inesistente emergenza?

Cosa hanno da dire oggi i tanti estimatori di Minniti e della sua politica decisa ed efficace?

Perché qui stiamo parlando di un compromesso che aveva al centro uomini, donne bambini che si è deciso, consapevolmente, di lasciare nelle mani di un assassino feroce perché non arrivassero nel nostro paese. Eppure, nessuno protesta, tutto tace.

Forse è la consapevolezza e la vergogna di avere, per un anno e mezz,o condannato, giustamente la linea politica, chiamiamola così, di Salvini, per poi scoprire di non essere tanto diversi, cosa che molti, tra cui chi scrive, avevano già denunciato a suo tempo.

Nel mio libro, Un paese sospeso, chi lo desidera lo trova su Amazon, in molti dei primi articoli lì raccolti si parla di Minniti, denunciando la sua politica di destra riguardo i migranti. Molti altri non hanno gradito quella politica e il Pd ha pagato giustamente pegno alle elezioni. Io non avevo materiale per uno scoop, ma che sotto ci fosse qualcosa di poco chiaro, era evidente, solo chi non voleva vedere non ha visto. E ha taciuto, come oggi.

Vorrei terminare l’articolo augurandomi di vedere al più presto chiarita questa vicenda, ma non succederà: la destra non ha interesse a chiedere la testa di chi si è comportato come il suo leader, spianandogli la strada e la sinistra non ha convenienza. Il silenzio stampa di questi giorni, il vergognoso silenzio stampa di questi giorni, ne è la prova.

Restano i morti, resta un bambino di otto mesi che avrà per sempre otto mesi, resta la vergogna e lo sconforto di non vedere la luce alla fine del tunnel.

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L’onu ci condanna per violazione dei diritti umani e noi ci indigniamo per una partita di calcio

migranti condanna Onu

” La politica dell’Unione Europea di assistere la guardia costiera libica nell’intercettare e respingere i migranti nel Mediterraneo è disumana”.

Sono parole chiare, terribili, pronunciate dal principe giordano Zeid Raad al-Hussein, alto commissario Onu per i diritti umani. “La sofferenza dei migranti detenuti in Libia è un oltraggio alla coscienza dell’umanità”, ha aggiunto l’alto funzionario. La risposta della Ue è stata che l’Unione europea si confronta giornalmente con le autorità libiche perché rendano le condizioni nei campi più accettabili. ( Mi verrebbe da aggiungere un’esclamazione cara al vicequestore Rocco Schiavone ma mi trattengo perche’ ho deciso di non usare piu’ il turpiloquio nei miei articoli. ma a volte e’ dura).

Un reportage della Cnn  testimonia una tratta di esseri umani in Libia, con giovani ragazzi e ragazze venduti all’asta come schiavi. (Fonte: La Repubblica on line, titolo molto piccolo)

Basterebbero queste parole, questi fatti a mettere a tacere i cori dell’aiutiamoli  a casa loro o quelli che considerano il ministro Minniti un ottimo candidato premier, o ancora il presidente del Consiglio Gentiloni, che ieri ha affermato che l’Italia ha fatto moltissimo per i migranti.  Sarebbe stato piu’ preciso se avesse dichiarato che alcuni italiani, nonostante la politica e il clima che si respira nel paese, hanno fatto moltissimo per i migranti, ricevendo in cambio, spesso, insulti e calunnie.

L’Onu conferma quanto le Ong e chi approccia il problema dei migranti non come un peso di cui liberarsi al più presto, ma come un dramma epocale che dovremo affrontare con misure ben diverse da quelle che sono state prese e come un problema culturale, che comporta  la lotta senza quartiere a ogni razzismo e discriminazione, hanno denunciato da tempo.

Ma la notizia, che dovrebbe scuotere le coscienze di tutti noi, viene inserita in secondo piano sui giornali, quasi nascosta, mentre viene ben evidenziata la sconfitta della nazionale italiana di calcio e palesato lo sdegno verso i vertici della federazione che rifiutano di dimettersi.

Chi scrive ama il calcio, tifa Samp e segue la nazionale, anche se non più con il trasporto di una volta, da quando il calcio è diventato poco più che un circo gestito e praticato da mercenari. Tuttavia mi sono rifiutato di commentare, anche sui social, una notizia risibile , inutile, assolutamente insignificante come quella della sconfitta della nazionale rispetto a quanto sta accadendo nel nostro paese e nei paesi a noi vicini.

D’accordo, non si può sempre parlare di drammi, a volte anch’io in questa sede discuto di musica, calcio, libri, ecc. ma è ignobile e osceno trasformare in dramma una sconfitta in una partita di calcio e parlare di eroi e di indignazione lo stesso giorno in cui il nostro paese viene accusato di essere complice di un massacro che viola i più elementari diritti umani, un massacro che riguarda uomini, donne e bambini.

Mi verrebbe da dire che è un segno dei tempi ma, se così fosse, le parole terribili con cui Primo Levi conclude la poesia che apre Se questo è un uomo,  hanno assunto un valore profetico, stanno per avverarsi. Se così fosse, siamo maledetti per aver dimenticato cosa l’uomo ha fatto allora e per aver ricominciato a farlo, ammesso e non concesso che l’uomo abbia mai smesso di massacrare i propri simili.

Non voglio credere che siamo diventati questo, un paese in cui un pallone calciato in  rete riscuote piu’ interesse della notizia di una strage. Non ci voglio credere ma sta succedendo: lo stesso, ridicolo risalto alla notizia di oggi, veniva dato ieri sui giornali al terribile terremoto in Iraq che ha causato almeno trecento morti e ha la grave colpa di aver disturbato il pre partita degli italiani.

Fatevi ammazzare solo quando non si gioca a calcio o una nuova attrice non ci rivela che il mondo dello spettacolo non è adatto alle educande,per favore, e forniteci una bella foto straziante così che per quarantotto ore possiamo esporla sulla nostra pagina Facebook e poi cancellarla, altrimenti porta male.

Come insegnante, sono preoccupato per il futuro che si prospetta di fronte ai ragazzi che  mi siedono di fronte ogni mattina. Un futuro dalle prospettive nebulose, a causa di una politica piu’ interessata a  reiterare logiche di potere che ad occuparsi dei problemi del paese, un futuro da debitori, proni alla legge delle vendite a rate, dei mutui a tasso agevolato, dei black friday, un futuro da adepti al guru di turno, pronti a bersi le bufale della rete, a seguire questo o quel profeta che ha la ricetta perfetta per risolvere i nostri problemi, ricetta che si materializza, quasi sempre, in licenziamenti, lavori flessibili, compensi risibili, eliminazione e demonizzazione dei sindacati, ecc.

Ma, soprattutto, gli si prospetta un futuro dove il concetto di umanità verrà rimodulato a seconda della latitudine e quello di diritti civili a seconda della convenienza politica del momento. Un futuro dove la corruzione sarà la regola, la menzogna legge e la disinformazione una necessità per il potere, un futuro dove il nemico avrà sempre un colore diverso, parlerà una lingua diversa e sarà la causa di ogni male, anche dell’eliminazione della nazionale dai mondiali, ma, soprattutto, servirà a distogliere l’attenzione dai problemi reali, rendendoci, sempre piu’ miopi, sordi e ciechi, come le tre scimmiette del tempio scintoista, sempre piu’ scimmie ammaestrate e sempre meno uomini e donne dotati di libero arbitrio ( che verrà proibito per legge).

Questa è la nostra società, non quella dipinta da Orwell, questo è il mondo in cui viviamo, il paese dove abitiamo, la gente che incontriamo ogni giorno, la politica che subiamo. Questo è il nostro tempo , e non è un bel tempo.  

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Migranti: la politica dei miserabili

Non stupisce la notizia apparsa oggi sul quotidiano di Genova che riporta l’intenzione della giunta di chiudere le porte ai migranti e mandare via anche quelli attualmente ospitati alla Fiera.  

I fascisti sono fascisti, i leghisti anche peggio e, nonostante la facciata rispettabile, chi va con lo zoppo impara a zoppicare e il neo sindaco, molto presto, sta dimostrando di non essere il sindaco di tutti, almeno non di chi crede nella solidarietà.

Addolora che una città come Genova, un porto di mare da sempre crocevia di genti diverse, si sia ridotta così e che la gente possa ritenere che i problemi della città si risolveranno come per magia chiudendo le porte a disperati in cerca di una opportunità di vita. Genova e i genovesi hanno evidentemente dimenticato le folle di emigranti italiani che, agli inizi del secolo scorso, riempivano le sue strade e le sue vie in attesa di imbarcarsi per l’America. La storia non insegna niente.

Mi addolora molto di più, perché lì sono le mie radici, la protesta contro i migranti dei comuni siciliani della provincia di Messina. Manco dalla Sicilia da molto tempo, purtroppo, e non so se la situazione sia veramente diventata insostenibile, conosco però bene le posizioni del sindaco di Messina, che non sono certo in linea con queste proteste. D’altronde, che il vento fosse cambiato, si era compreso con la mancata rielezione del sindaco di Lampedusa. Ma quelle proteste fanno male a chi consoce i siciliani.

Ormai la politica è diventato un gioco da miserabili, quando individui lombrosiani come Salvini riempiono le prime pagine dei giornali con le loro menzogne e le loro ignobili affermazioni razziste e chi sarebbe deputato a controbatterle segue invece l’onda stomachevole dell’intolleranza, per fare un passo indietro quando si accorge di aver esagerato, significa che la ragione ormai non è più immersa nel sonno, è caduta in coma.

Lo testimonia l’esultanza di Salvini per il rinvio dello Ius soli. Possibile che nessuno riesca a spiegare a questo essere abbietto che lo Ius soli non riguarda i migranti che arrivano in Italia, che deve smetterla di mentire e insinuare nella gente false idee, di esultare come un demente per il rinvio di un provvedimento civile e necessario?

Bene ha fatto Gentiloni a rinviare l’approvazione che Renzi, che in quanto a spregiudicatezza, cinismo, e opportunismo politico sulla pelle degli altri non è secondo a nessuno, aveva voluto, sperando di guadagnare voti alle recenti elezioni facendo qualcosa di sinistra e sbagliando, come sempre, tempi e modi.

Lo Ius soli riguarda quei bambini, e le mie classi ormai sono formate quasi sempre in maggioranza da loro, nati in Italia, che in Italia sono da cinque anni o hanno concluso almeno un ciclo scolastico. Sono bambini italiani a tutti gli effetti, che parlano la nostra lingua e sono cresciuti nella nostra cultura. Spesso hanno genitori che lavorano regolarmente nel nostro paese da anni e pagano le tasse.  Le folle di migranti sui barconi non c’entrano nulla, si tratta del perfezionamento di una legge già vigente che non comporta alcuna invasione né alcun attacco a una italianità che sarebbe invece tanto bello scomparisse nei suoi tratti più diffusi.

Machiavelli, il fondatore della scienza politica, scindeva la politica dalla morale ma non dall’etica: anche gli atti più riprovevoli come l’omicidio e il tradimento, erano secondo lui giustificati purché fossero commessi a favore del benessere del popolo. Sembra invece che i politici odierni, ovviamente non tutti, ci saranno anche persone coscienziose, siano più portati a seguire l’ottica di Guicciardini, secondo cui ognuno deve seguire il proprio “particulare”, la propria convenienza personale. A proposito di italianità, questo è sicuramente uno dei tratti più diffusi,

In questi giorni stiamo assistendo, nell’indifferenza quasi generale, a un gioco al massacro sulla pelle degli ultimi, a un disumana speculazione per guadagnare voti, a un imbarbarimento della politica a livelli talmente infimi  da risultare inconcepibili. Siamo allo sdoganamento del razzismo, all’egoismo e all’intolleranza come programma politico. E’ la reazione della borghesia più ottusa e corrotta del paese, quella che costituisce la vera palla al piede dell’Italia, che trova ampi consensi in una popolazione sempre più deprivata culturalmente, sempre più carente in quei valori fondamentali che sono alla base della civiltà.

Quello che più disturba sono le menzogne oggettive, come i dati sui migranti sparati a caso, la distorsione continua della realtà, l’assoluta mancanza di volontà politica di affrontare seriamente un problema ancora gestibile, gli esseri umani ridotti a merce di scambio politica, schiavizzati due volte, deprivati della loro umanità e ridotti a cose da spostare e allontanare per non turbare le coscienze dei bravi borghesi. A me questa politica, questa visione, questa strada che il mio paese e  le mie due regioni sembrano aver intrapreso, fa vomitare.

Non ho soluzioni da proporre, lotto contro il razzismo da così tanto tempo che tendo a considerarlo un male endemico, come l’influenza, qualcosa che a ondate arriva e poi se ne va, magari dopo qualche foto sui giornali di bambini morti. Già una volta l’Europa, sull’onda del razzismo, è arrivata all’autodistruzione. Oggi lo stesso vento soffia sugli Stati Uniti, che hanno però anticorpi democratici più forti dei nostri (quando si tratta della politica interna, sulla politica estera stendiamo un velo) e, si spera, riescano a contenere il presidente più demente degli ultimi decenni.

A mio parere, l’incompetenza dei nostri attuali governanti, che si occupano solo di tutelare lo status quo e mettere a tacere chi la pensa diversamente, sia quelli al governo sia quelli impegnanti in una opposizione solo apparente, sta costando molto cara a tutti. Ma la vita è assumersi responsabilità: la gente non può continuare a seguire il nulla e poi lamentarsi delle conseguenze, Genova non può votare i fascisti e poi andare in piazza se si comportano come tali e così l’Italia tutta. La gente, in questo momento, sta sorvolando sulla costante emorragia di diritti a cui viene sottoposta da anni, sulla distruzione sistematica della scuola, sempre più privilegio di pochi, su una politica economica a vantaggio esclusivo di banche e imprese scegliendo invece di concentrare la propria rabbia sugli ultimi, in nome di un desiderio di sicurezza inopportuno e smentito dalle statistiche sui reati fornite dal Ministero degli Interni, o in nome di quel principio del capro espiatorio che ha riempito le fosse dei cimiteri di tutta Europa in diversi periodi storici.

La politica è lo specchio della gente, e questa politica è lo specchio di un’opinione pubblica che non riesce più a compattarsi sui problemi reali, sui valori che contano. Un’opinione pubblica in  cerca di falsi profeti, di improbabili guru, a volte miliardari, che a suon di volgarità linguistiche e intellettuali la guidino verso la luce. Non importa se il guru dice oggi una cosa e domani l’opposto, magari, avesse letto della neo lingua di Orwell la gente capirebbe, ma il problema è che la gente non vuole capire, vuole essere presa in giro per sognare, che  a prenderli per i fondelli sia Renzi, Grillo o Salvini poco importa: sono intercambiabili, privi di cultura politica politica, signori e amplificatori di vuoti a perdere mentali che stordiscono e questo vuole la gente, stordirsi, fumarsi una mega canna e sorridere beata lasciando il mondo fuori e il guru a risolvere i loro problemi.

Questa è la vittoria più grande, e si avvia a diventare definitiva, del Sistema. Ci hanno ridotto a consumatori, quello è il nostro ruolo e chi non ci sta, vie
ne eliminato. Come nel Grande Fratello, la trasmissione televisiva, non quello di Orwell, In quello di Orwell ci viviamo da decenni senza accorgercene.

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L’insostenibile leggerezza del senso dello Stato

Quello che risulta dalla vicenda referendaria è l’assoluta, totale mancanza di senso dello Stato da parte di tutti gli attori di quel Vaudeville che è diventato il Parlamento.

La domanda che si è posto Renzi dopo il referendum è: come mantenere il potere? Quella che si sono posti Grillo, Salvini, Berlusconi, e compagnia cantante è: come arrivare al potere?

Non si spiegherebbe altrimenti la fretta di arrivare al voto che pervade tutti gli schieramenti in campo. Nessuno, dico nessuno, si chiede cosa sarebbe meglio per il paese. Nessuno, dico nessuno, si chiede quanti altri mesi di immobilità politica possano sopportare i disoccupati, i nuovi poveri, i giovani in cerca di lavoro.

L’idea politica di Renzi, anche se parlare di idea appare esagerato, un liberismo deregolato all’americana con regalie populistiche per tenere buono il popolino mentre lo si deruba dei propri diritti, lasciando spazio alle multinazionali e a quel potere mafioso che in Italia, da tempo ormai, condiziona l’economia, è stata clamorosamente sconfessata dalla maggioranza degli italiani. L’ex premier tiene in gran conto il 40% che ha votato per lui ma, la sua memoria altamente selettiva, tende a scordare che il 60% gli ha detto no. Oggi leggiamo che la squadra di governo verrebbe sostanzialmente riconfermata e i  sostituti di quei ministri che si sono distinti per la loro incompetenza in un governo di incapaci, sono peggio dei titolari. Non c’è quindi all’orizzonte un cambio di linea politica, cambio necessario, perché le pseudo riforme renziane erano legate, a suo dire, alla madre di tutte le riforme, che il popolo ha bocciato.

Che senso ha dunque, avere ancora alla guida del partito di maggioranza il responsabile di due anni di governo fallimentare? Perché nessuno chiede le dimissioni di Renzi? I tanto vituperati D’Alema, Veltroni, Bersani, dopo aver perso, rimisero i loro incarichi lasciando ad altri l’onere di guidare il partito. Il rottamatore, quello che voleva scollare dalle sedie i senatori,sembra essere stato contagiato dalla stessa malattia che voleva debellare.

L’idea politica di Grillo non c’è, non esiste. Fino ad ora la politica dei Cinque stelle si è ridotta a un populismo gridato, facili slogan e scivoloni clamorosi, come la richiesta di un referendum sull’euro che, per legge, non si può fare (per fortuna!). L’amministrazione di Roma fino adesso è fallimentare, non solo per colpa della Raggi ovviamente, ma si è perso molto, troppo tempo in modo dilettantesco. A Torino, Appendino vive di rendita su quanto ha fatto Fassino, più o meno come Renzi ha vissuto per un anno su quanto aveva programmato Letta, vedremo quando i nodi verranno al pettine. Di Battista e co. sono sconcertanti per la quantità inesauribile di fesserie che riescono a dire, per l’assoluta mancanza di un progetto, un’idea di politica che vada oltre pochi slo0gan ormai stantii.

Della destra non di governo non parlo. Considero Salvini un esemplare lombrosiano, attendo con ansia quando diventerà solo un cattivo ricordo. Berlusconi è una mummia come mummificata appare tutta la destra che avrebbe dovuto portare alla rivoluzione liberale ed è riuscita a produrre solo un mostriciattolo come Renzi.

Questo il nostro panorama politico. A questi individui, dell’ Italia e degli italiani non importa nulla. Il dato tragico è che gli italiani , si scannano tra loro parteggiando per uno o l’altro di questi sepolcri imbiancati.

E’ il destino di un paese la cui unità nazionale, e di conseguenza, la democrazia, non si sono mai compiute. Basti pensare che se si debellasse il cinquanta per cento dell’evasione fiscale, potremmo tornare ad avere un welfare dignitoso, per comprendere l’assoluto egocentrismo degli italiani.

Il grosso rischio è che il disastro italiano trascini nel baratro l’unione europea. Nonostante i deliri di Grillo e Salvini, non possiamo fare a meno dell’Europa e, soprattutto, dei valori dell’Europa, anzi sarebbe nostro compito trasformare l’Europa delle banche nell’Europa dello Stato sociale, in una confederazione politica dove tutti rinunciano a parte della propria sovranità in nome del bene comune..

Ma questo è un discorso da statisti, un discorso che uomini piccoli come quelli che siedono oggi in Parlamento, con le dovute, rare, eccezioni, non sono in grado di capire. La loro parola d’ordine è “ comandare è meglio che fottere”.

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