Un paese di ipocriti benpensanti

se il clima fosse stato una banca

Lasciamo perdere Fusaro, un esempio lampante che la cultura non solo non fa sempre bene ma, se usata a sproposito, è dannosissima. Lasciamo perdere Feltri, Facci, e il letamaio di destra, gente orripilata dal libero pensiero, anzi, gente orripilata dal pensiero tout court.

Anche Cottarelli si sente in dovere di pontificare sulla manifestazione di ieri dicendo che avrebbe avuto maggiore valore se i ragazzi l’avessero fatta di domenica. E così tanti altri benpensanti, brave persone, borghesi per bene, a dire che è inutile manifestare se non si rinuncia agli abiti di marca, ai cellulari, etc. Tutta una serie di luoghi comuni triti e ritriti che testimoniano solo una cosa: questa gente non conosce minimamente i ragazzi di oggi, o almeno, una parte consistente di loro. Io, per lavoro, sono obbligato a conoscerli.

Tre milioni di persone rubavano la connessione alle pay tv per vedersi partite e film a sbafo, i sindacati sanno benissimo che se non si organizza uno sciopero di Venerdì o di Lunedì la gente non partecipa, siamo il paese dell’evasione fiscale più alta d’Europa, in Italia si ruba su tutto, siamo il paese delle raccomandazioni, del mi manda Picone, delle mafie e della speculazione edilizia, ultimamente siamo un paese razzista e disumano, l’ipocrisia scorre a fiumi, la politica è ridotta a barzelletta e sta gente si preoccupa di pontificare su un milione di ragazzi scesi in piazza anche per loro, discettando sulle giustificazioni e, come sempre succede, guardando il contorno ( in modo ipocrita e stupido) e perdendo di vista la sostanza.

Perché la sostanza, caro Cottarelli e compagnia cantante, è scomoda per i borghesi come lei, perché la sostanza è che quei ragazzi vogliono un mondo sostenibile e per avere un mondo sostenibile bisogna rinunciare tutti a qualcosa perché chi non ha niente abbia qualcosa, perché una vera politica ambientale seria non può che orientarsi verso la decrescita e la decrescita non è per niente felice, no, è una cosa sgradevole specie per chi ha le tasche piene.

Parlare di decrescita in un  paese dove Salvini distribuisce merendine, cibo spazzatura, ai suoi fans perchè non vengano tassate e dove Renzi, un eroe per molti, per me non dico cos’è altrimenti mi querela, difende improvvisamente Berlusconi, il re della cementificazione, il signore delle mani in pasta, una delle figure più corrotte e corruttrici apparse nel paese dopo Andreotti, dove la sinistra ha poche idee ma inutili e i Cinque stelle poche idee ma inutili e dannose, parlare di decrescita nel paese dei tuttologi, degli haters, delle Chiara Ferragni, della tv spazzatura, è semplicemente folle e quei ragazzi che ieri sono scesi in piazza, e pazienza se qualcuno l’ha fatto per saltare scuola, a suo tempo l’ha fatto anche Cottarelli, sono assolutamente folli, splendidamente folli nel loro desiderio di cambiare le cose.

Francamente più del riscaldamento globale irrita i miei neuroni l’ipocrisia di chi ho attorno, questa gente che vive nel suo piccolo mondo creandosi gabbie in cui rinchiudersi per stare tranquilli e non sa più sognare oltre gli spot della televisione.

Irrita le mie sinapsi il qualunquismo, il benaltrismo, chi urla e chi tace, chi per vivere tranquillo non esprime mai un’opinione e chi è contro tutto per per partito preso.

Ma mi irrita più di tutto, chi si rifiuta di pensare che altri, in questo caso i ragazzi e le ragazze scesi in piazza, possano essere migliori di lui. Questo voler uniformare chiunque allo schifo che ci circonda, voler trovare manovratori occulti o ragioni meschine per giustificare l’impegno altrui, il continuo dire avrà il suo interesse a farlo tenendo ben saldo il culo sulla sedia e la bocca ben chiusa, è veramente vomitevole.

Cottarelli, e voi, bravi borghesi, non lo dico più da anni ma c’è un limite a tutto: siete vuoti dentro, avete rotto i coglioni e speriamo che la prossima volta i ragazzi siano una marea che vi sommerga.

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