La politica dei signor nessuno

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Date il potere in mano a dei nullafacenti senz’arte né parte, privi anche di quel minimo di competenze intellettive necessarie a guidare un paese ma dotati di fortuna, quella di trovarsi al posto giusto e al momento giusto, di essere per un istante in sintonia con lo spirito del tempo, e avrete l’attuale situazione politica italiana.

Un venditore di bibite, mestiere rispettabile, per carità, ma non propedeutico a guidare un paese, salito senza alcun merito ma con molti intrallazzi alla guida non di un partito politico, ma di una eterogenea congrega di varia umanità legata da un marchio aziendale e sponsorizzata da un comico, un venditore di bibite che ha tradito tutti i principi fondamentali con cui la congrega è nata ma, ciò nonostante, per la fortuna di cui sopra, è riuscito a far diventare la congrega la prima formazione politica italiana, per poi farla crollare sbagliando tutto, si permette, nel momento di crisi più profonda per l’Italia degli ultimi trent’anni, di ricattare l’unico possibile alleato di governo per biechi motivi di affermazione personale, come un bambino capriccioso che, dopo aver rotto il giocattolo, nonostante ripetuti avvertimenti, lo rivuole uguale, togliendolo agli altri.

Questo è Luigi Di Maio, un signor nessuno capo di niente, un bambino che si crede grande ed è solo un burattino nelle mani di Davide Casaleggio, il proprietario dei Cinque stelle e la mente ( assai confusa) che ne guida i passi. Questo è il ragazzino viziato che ha portato i Cinque stelle all’estrema destra, votando i due decreti sicurezza, le leggi più vergognose mai votate dal parlamento italiano, permettendo senza battere ciglio all’alleato padrone Salvini di umiliare il paese e di farla franca, negando l’autorizzazione a procedere, venendo meno al giustizialismo un po’ forcaiolo tanto caro ai grillini prima maniera e all’amico Travaglio. Questo è l’uomo complice nello sdoganare il razzismo e alleato fedele nella spietata e miserabile guerra dichiarata agli ultimi dal mentecatto leghista.

Di Maio, con l’ascesa di Conte, un altro anonimo signor nessuno ma almeno colto e garbato nei modi e, senza dubbio, molto più furbo, è diventato inutile, un peso per il Movimento seguito solo da pochi aficionados, osteggiato dalla maggioranza degli altri. Di Maio, la versione intelligente di Di Battista, come tutti quelli che sono fascisti dentro, non sa perdere e fa le bizze, detta condizioni che si possono riassumere, più o meno, in fica per tutti, senza capire quanto il suo gioco sia incosciente, senza comprendere che rischia di trascinare il paese verso una deriva priva di  approdo. Ma a un signor nessuno importa solo di essere qualcuno, almeno per un momento.

Se ne liberi al più presto il Movimento, i leader incapaci si cambiano e Di Maio ha dimostrato ampiamente la sua inettitudine, comportandosi in questo frangente con la stessa isteria meschina manifestata da Salvini e i suoi lacchè: Zaia, Fedriga, e compagnia cantante, che avevano visto il paradiso a un passo e l’hanno perso per la tracotanza e il narcisismo patologico di un altro signor nessuno che credeva di essere diventato qualcuno. Se ne liberi, magari con una bella espulsione di quelle che tanto frequentemente fa ai danni di chi non è fedele alla linea o cerca di ragionare con la propria testa, problema che non tocca né Di Maio, né il fratello scemo, Di Battista.

E’ tempo, per il Movimento, di diventare adulto, ammesso che un brand aziendale possa diventare adulto, o di sparire al più presto, come personalmente mi auguro, dalla memoria di un paese che di questi signor nessuno non aveva alcun bisogno.

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