Il governo senza vergogna, di nuovo.

Quante speranze potevano esserci che un governo formato da una forza di destra, guidata da un post fascista senza alcun retroterra culturale e una forza di sinistra in crisi potessero rappresentare un vero cambiamento rispetto all’esecutivo precedente, il più a destra dell’Italia post fascista? Poche e infatti…

Il recente accordo sulla redistribuzione degli immigrati e le disgustose dichiarazioni di Di Maio che vi hanno fatto seguito, mostrano che questo è un governo senza coraggio, preoccupato di recuperare il consenso elettorale perduto e incapace di svoltare verso una politica diversa.

Sia Conte che Di Maio hanno ribadito che la politica sui migranti non cambia, perpetuando il mito dell’invasione e di un’Italia che non riesce a sostenere il carico dei nuovi arrivi. Così siamo arrivati all’ennesimo accordo scarico barile. Continuando a dire le stesse bugie che hanno fatto la fortuna di Salvini.

E’ evidente che il modello Riace non è stato cancellato solo dall’ignobile sindaco leghista che, poichè non c’è fine al ridicolo, a intitolato il paese a due santi che si occupavano degli ultimi della terra curandoli, ma anche dal Pd, che ha scelto di non Si riaprire il discorso su un esperimento civile e riuscito di integrazione e accoglienza.

Nel paese di Virgilio, la pietas è morta.

Invece di organizzarla l’accoglienza, di aprire un dialogo con le cooperative e le associazioni che si occupano di quelli di cui il governo non si occupa più, per trovare soluzioni, per ridefinire il modello creato da Mimmo Lucano, invece di nominare Mimmo Lucano commissario per l’immigrazione,siamo andati in Europa a frignare, confidando che allontanato il pericolo del lupo cattivo fossero buoni con noi.

Ogni volta che Di Maio apre bocca, un leghista maledice il furor destruendi ( si fa per dire, naturalmente) di Salvini e si chiede perché ha rotto il giocattolo. Quasi ogni volta che un ministro grillino apre bocca, siamo incerti se ridere o piangere.

Zingaretti, dal canto suo, non apre bocca se non per dire banalità, anche adesso che si è liberato dell’ombra di Renzi, partito per altri lidi in cerca di soddisfazione per il suo insaziabile ego. Come lui, anche gli altri capi corrente del Pd, che con Renzi hanno perso un comodo capro espiatorio. La sinistra non abita più qui.

Della condizione di un paese diviso, dove l’odio si respira nell’aria, dove giunte comunali come quella di Genova conducono una guerra puntuale e spietata contro gli ultimi, non se ne parla, della necessità di ricostruire il tessuto etico frantumato del nostro paese, nessuno fa cenno. Come nessuno fa cenno allo ius soli e alla necessità di riforma delle forze di polizia perché mai più nessuno venga pestato in carcere.

L’internazionalismo è uno scomodo retaggio del secolo scorso, così come la solidarietà e la cooperazione, parole che stavano dietro alle bandiere con la falce e il martello dichiarate criminali dall’Unione europea, mentre la bandiera stelle e strisce che ha mietuto quattro milioni di morti in Vietnam più un numero indefinito in Sud America e che continua a farlo, va benissimo, si può sventolare.

In Italia, si preferisce, come sempre, far finta di cambiare tutto per non cambiare niente, continuando sostanzialmente la politica dell’esecutivo precedente, con meno arroganza e meno volgarità ma con lo stesso identico cinismo.

Lo stucchevole gioco delle candidature, lo spettacolo squallido dei voltagabbana, una politica fatta di niente, sono quanto finora ha offerto questo esecutivo, insieme alla promessa di stanziare fondi che non ci sono, di sanare un’evasione fiscale insanabile, di risolvere problemi strutturali del paese irrisolvibili da questa banda di fascistoidi e post sinistroidi che si vergognano di Bandiera rossa.

Posso concludere solo dicendo: che schifo!

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Non è colpa del Pd se siamo un paese razzista

Salvini

L’unica nota che sa suonare Salvini è quella del razzismo, tema che, a giudicare dalla vittoria di Pirro in chiave europea ottenuta ieri, ottiene un certo successo nel nostro paese, sempre più ignorante, egoista, chiuso, provinciale, sempre più distante dai valori di quella Costituzione che viene tradita ogni giorno.

Dico vittoria di Pirro perché, in chiave europea, Salvini e i suoi miserabili amici sono, per fortuna, largamente minoritari e l’unico risultato pratico che otterrà sarà quello di isolare l’Italia dall’Europa che conta e che ha largamente contribuito a fondare. Ma per spiegare questo alla massa di imbecilli razzisti che costituiscono lo zoccolo duro del suo elettorato, non  basterebbe un’enciclopedia..

In chiave interna è comunque una vittoria di Pirro, al netto di pochi, devastanti risultati che potrà ottenere nell’immediato, come l’oscena flat tax, la tav, la pericolosissima e perniciosa autonomia regionale.

A settembre bisognerà fare i conti e saranno conti salati e amarissimi per questo governo e per noi. Ma Salvini non può far saltare il banco, primo, perchè le elezioni nazionali non sono le europee, e un certo rischio di vedersi ridimensionato lo corre, secondo perché i bravi borghesi italiani sono razzisti ma tendenzialmente liberali, non vedrebbero di buon occhio un’alleanza con Fratelli d’Italia e con la morente Forza Italia. Quindi gli tocca giocare al gatto col topo con i Cinque stelle al tappeto e poi scaricare su loro e la perfida Europa le colpe quando arriveranno le mazzate e il governo cadrà.

Perché Salvini cadrà presto e scomparirà nell’oblio ma riuscirà, nel frattempo, a fare danni gravi e irrimediabili al paese.

L’unica alternativa, che piaccia o no, è il Pd: inutile dire che ha preso meno voti delle precedenti elezioni, il Pd è in ripresa ed è l’unica alternativa valida alla deriva neofascista. I patiti della rivoluzione proletaria si rassegnino al fatto che la storia non torna indietro, per fortuna, e Zingaretti raccolga le istanze ambientaliste dei verdi, ad esempio, che anche senza prendere un seggio da noi, in Europa hanno sfondato. In Italia no, perché notoriamente, problemi ambientali tra ecomafie, rifiuti tossici ed emissioni di idrocarburi noi non ne abbiamo e viviamo immersi in una idilliaca atmosfera pastorale turbata solo dalle orde di migranti.

Il Pd non può continuare ad essere imputato di tutte le colpe del mondo da chi ha ottenuto il 2% dei voti e non è quindi gradito alla gente. Ha ricevuto un mandato che è quello di fare opposizione: netta, chiara dura e, possibilmente, di sinistra. Comincino a smentire quotidianamente quello che dice Salvini, ogni due parole una è una bugia, comincino a fare quello che la sinistra ha sempre fatto benissimo e provino ad abbreviare la vita a un esecutivo devastante.

Anche i Cinque stelle hanno l’opportunità di rinnovarsi, cacciando Di Maio e Di Battista,  due carrieristi idioti e ritrovando quelle istanze che avevano portato il movimento ad accendere la speranza in molti di avere di fronte, veramente, una forza nuova capace di cambiare il sistema. Non lo faranno e anche loro, molto presto, scivoleranno nell’oblio.

Questo voto costerà vite umane, non dimenticatelo voi che incolpate Renzi e il Pd di tutti i mali, questo voto costerà vite umane perché una parte di italiani che mi vergogno di chiamare miei connazionali, vuole questo. Questo voto costerà vite umane che ricadranno su tutti noi, non dimentichiamolo la prossima volta che entreremo in un seggio elettorale.

La democrazia si rispetta, ma non è necessario rispettare nè i razzisti nè un assenteista bugiardo, razzista e volgare che ha trovato la gallina dalle uova d’oro ed è solo l’ennesimo razziatore a furor di popolo di questo paese. Bisogna sbugiardarlo, quotidianamente, ossessivamente, senza tregua, bisogna continuare a urlare che il re è nudo e fa parecchio schifo, non bisogna perdere la rabbia.,

E’ un brutto momento per l’Italia, forse il peggiore del dopoguerra, dobbiamo contribuire tutti a fare sì che duri il meno possibile. Io di sprofondare nel baratro con una banda di idioti e una di idiotir azzisti non ho nessuna volgia.

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La crociata dei miserabili

preservativi

La crociata della Lega contro i migranti ha un qualcosa di patologico, di morboso, che esula dal cinico calcolo politico di fare leva sulle paure ingiustificate della gente, o dalla volontà di trovare un comodo capro espiatorio per distogliere l’interesse dai reali problemi del paese che ne’ la Lega né i Cinque stelle hanno la capacità e la voglia di affrontare.

Bocciare un emendamento che prevede, in funzione della prevenzione anti aids, i preservativi gratis anche per i migranti, non è solo un atto di stupido razzismo, ne abbiamo visti tanti, ma anche un irresponsabile danno alla salute pubblica. L’odio per l’altro arriva al punto di danneggiare chi si dice di voler difendere.

Ai migranti viene negato, dunque, un presidio sanitario necessario per tutelare la propria salute e quella degli altri. È un salto di qualità nella catena dell’infamia, il migrante, che può morire annegato o essere torturato purché lontano da noi, il migrante offeso e umiliato, privato dei suoi diritti da un decreto ignobile, adesso non è degno neanche di protezione sanitaria.

È una escalation di violenza nei riguardi di una minoranza che non è in condizione di difendersi, escalation di cui i Cinque stelle sono corresponsabili e quindi complici, che arriva adesso alla negazione del corpo del migrante, indegno di essere preservato. La salute tocca a noi, il popolo eletto, non agli invasori.

In realtà è il sesso che si vuole negare al migrante, nel nome della preservazione di una razza pura che esiste solo nella mente malata di chi vive un’ossessione, appunto.

La stampa, ancora una volta, minimizza una notizia grave, che testimonia che la stagione dell’odio non è ancora finita ma anzi, si intensifichera’ con l’avvicinarsi della elezioni europee. E non tengo conto dei commenti ironici e del sarcasmo della carta igienica stampata di destra da parte di quelli che si fa fatica a definire uomini, figuriamoci giornalisti.

Non bastano più. da tempo. proclami estemporanei e belle parole, fiumi di retorica inutile e richiami a un antifascismo di maniera, servono, contro questa melma che sembra inarrestabile, controproposte sensate, un piano articolato e chiaro che convinca la gente che la soluzione non può essere questa politica degradante, che esiste un’altra strada che parte dal riconoscimento dell’altro e non dalla sua negazione. Serve la politica contro la propaganda, la prassi contro gli slogan, la ragione contro il silenzio della ragione. Serve una società civile attiva e partecipe, serve che il fiume silenzioso di chi non si schiera devii  il suo corso e faccia sentire la propria voce.

Il cambiamento non può certo arrivare dai Cinque stelle o dalla Lega, è chiaro, come è altrettanto chiaro il motivo di questa miserabile crociata controi gli ultimi: a chi non ha argomenti, non restano che l’odio e la violenza.

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Uno squallido imbroglione con le spalle coperte

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Salvini non delira, Salvini non è pazzo, è un lucido e cinico calcolatore della peggior specie, un imbroglione spietato e amorale.

Il suo gioco sulla pelle di 170 disgraziati, tra cui uomini e donne malati, lo avrebbe portato comunque a vincere. O l’Europa cedeva al suo ricatto, accettando lo sforamento dei vincoli di bilancio così da poter inserire in

finanziaria la flat tax, tanto cara ai ricchi imprenditori padani che lo foraggiano, oppure si sarebbe verificato quello strappo istituzionale che sta cercando da tempo per far cadere il governo e andare ad elezioni nella veste

di eroe di un popolo di idioti.

Salvini fa il bullo perché sa di non rischiare nulla. Il Parlamento, se i magistrati lo richiederanno, non voterà mai l’autorizzazione a procedere.  Ce la vedete Forza Italia a votare una richiesta dei giudici che ha combattuto per

decenni senza tregua?  Per non parlare di quella parte del Pd che continua a far danni anche quando tace, per non parlare di quando si pronuncia, come ha fatto Minniti ieri.

Salvini si è inventato difensore di confini che non sono mai stati invasi, in nome di un patriottismo cialtronesco e volgare, tradendo i principi fondanti della nostra Costituzione e quindi quella patria che ha la pretesa di voler

difendere. Ha alimentato e creato un’emergenza stranieri che non esiste, ha trasformato il suo mandato in una crociata sadica e ossessiva contro chi non ha voce per difendersi, ha ignorato completamente quelle che sono

le vere emergenze del paese: la lotta alla corruzione, la lotta alla criminalità organizzata, l’emergenza ambientale, l’evasione fiscale.

E’ comprensibile, dal momento che quelli che lo finanziano e lo appoggiano con le mafie fanno affari d’oro al nord, molti di quei 120 miliardi di euro riciclati ogni anno dalla ‘ndrangheta vengono reinvestiti proprio al  

in Lombardia, Piemonte, Emilia, Veneto, Liguria, mentre al sud una parte del paese resta, di fatto, sotto il controllo della Camorra e di Cosa Nostra.  Non parliamo della lotta alla corruzione, che vede implicato il suo

partito per 49 milioni di euro e quasi quotidianamente amministratori leghisti finire in manette. L’emergenza ambientale non può essere un priorità per chi fa gli interessi dei grandi imprenditori del nord, protagonisti del

traffico di rifiuti tossici che avvelena le nostre campagne, quanto all’evasione fiscale, cambiamo discorso, please. Come non riguarda Salvini il fatto che il consumo di droga nel nostro paese è talmente alto, che le mafie

nostrane non riescono più a soddisfare la domanda e devono ricorrere ad alleanze con le mafie straniere.

No, a questo sepolcro imbiancato non importa di svolgere il proprio lavoro come vorrebbe la costituzione, lavoro per cui il martire è lautamente pagato, a lui importa solo di gettare benzina sul fuoco dell’odio, per ottenere

consenso, e se qualche nero ci rimetterà la pelle chi se ne frega, non sono morti nostri, no?

Quanto ai Cinque stelle,  sono caduti in trappola come era inevitabile per un partito di gente in parte volenterosa e anche capace, guidata da un demente.

Adesso o votano l’autorizzazione a procedere e finiranno, inevitabilmente, per dividersi, o non la votano e sono, definitivamente, sputtanati. La dimostrazione che l’uomo della strada non può fare politica e neanche lo

steward.

Nel frattempo i barricaderi da tastiera continueranno a mostrare la loro miseria umana sui social, incapaci di uscire dalla gabbia del loro livore di frustrati.

E’ un momento pericoloso, non perché l’uomo, squallido e patetico, sia pericoloso ma lo è chi gli va dietro, quelli di cui difende gli interessi, perché hanno i mezzi per  fomentare disordini e creare la paura necessaria a far sì

che perfino questo buffone appaia come l’uomo della Provvidenza. Ci siamo passati, l’abbiamo già visto succedere, si chiama strategia della tensione.

E’ necessario che centri sociali, no tav, radicali di sinistra mantengano la calma, non rispondano alle provocazioni, restino rigidamente all’interno delle regole democratiche,  nel 2001 abbiamo visto da che parte sta una

certa polizia, quindi cerchiamo di non creare inutili revival.

E’ necessario chiudere veramente e definitivamente con il renzismo a sinistra, non padre di tutti i mali ma perché di parecchi lo è stato e se si vuole sopravvivere e dare una speranza al partito e al paese, bisogna avere il

coraggio di cambiare davvero.

Poi tocca a noi, cittadini, lavoratori, noi che paghiamo tutte le tasse e facciamo fatica ad arrivare a fine mese, noi che crediamo, nonostante tutto, nella democrazia e nel diritto: non dobbiamo dare tregua a questa gente,

sugli autobus, nei posti di lavoro, per strada, i commenti razzisti non devono essere tollerati, come il fumo nei locali pubblici, perché sono altrettanto dannosi per la collettività. E’ necessaria un ‘assunzione di responsabilità

da parte di tutti, non basta più fare solo il nostro dovere, bisogna fare di più.

Dobbiamo trasformare lo sporco trucco di questo illusionista da quattro soldi nella corda con cui si impiccherà ( metaforicamente, ovviamente).

Solo così questo paese potrà riguadagnare rispetto e dignità e portare il proprio contributo a cambiare quell’Europa che non è solo male ma che deve cambiare rotta se non vuole crollare e tornare ad essere

provincia dell’Impero.

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la trave nell'occhio

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Questa campagna elettorale si sta distinguendo sia per la mancanza di una proposta di programma sensata, di lungo respiro e concreta, che vada al di là di affermazioni di principio demagogiche mirate a solleticare la pancia della gente, sia per la tendenza a scorgere le pagliuzze nell’occhio dell’avversario evitando di soffermarsi sulle travi nei propri  da parte di tutte le forze politiche in lizza.

E’ stupefacente come Repubblica, per esempio, stigmatizzi, quanto in modo disinteressato e giustificato sarebbe da approfondire, la politica aziendale di Amazon quando solo due anni fa annunciava con squillar di trombe che Renzi avrebbe nominato il vicepresidente di Amazon, Diego Piacentini, commissario del governo per l’innovazione digitale. Oppure quasi quotidianamente titoli su aggressioni ai danni di insegnanti, dopo che la Buona scuola ha completato il processo di delegittimazione della categoria avviato da Berlusconi. O, ancora, si occupi di delinquenza minorile dopo aver per anni amplificato la trionfale narrazione renziana di un paese che sta cambiando in meglio, dove la criminalità organizzata e il disagio giovanile crescente non hanno mai avuto posto.

Altrettanto miracoloso appare il ripensamento di Salvini che a più riprese aveva dichiarato che mai più si sarebbe alleato con Berlusconi e Forza Italia e  che arriva a candidare addirittura il suo acerrimo nemico Bossi. Salvini che ha fatto della lotta contro i terroni, ora affini ai neri ora parassiti, un cavallo di battaglia della Lega e si candida al sud, Salvini che non è razzista ma propone alla guida della Lombardia un difensore della razza bianca.

Quanto ai Cinque stelle, a parte le distinzioni tra fascismo buono e fascismo cattivo della Lombardi, le strette di mano con Casapound, gli affitti a sette euro e l’utilizzo della macchina di servizio a fini personali di alcuni esponenti, a parte il vero volto dell’amministrazione Appendino e la grammatica personalizzata di Di Maio, va sottolineato come quest’ultimo, in barba alle tematiche ecologiste delle origini, che guardavano alla decrescita felice con simpatia, sia ormai perfettamente in linea con il sistema di liberismo deregolarizzato in cui viviamo e si preoccupi di rassicurare chi ha già molto che, se anche i Cinque stelle salissero al potere, non avrà mai di meno.

La sinistra radicale, i duri e puri, fuori dal tempo e dal mondo, dimenticano di aver affossato, ai tempi, due governi Prodi e di aver spianato la strada al berlusconismo per la medesima ottusità mascherata da coerenza di cui si vantano oggi.

Si sorvola serenamente sul fatto che Berlusconi è un pregiudicato amico di mafiosi, Renzi un incompetente circondato da straordinari incompetenti e che i Cinque stelle fanno apparire i primi due come giganti della politica.

In realtà, in lizza alle prossime elezioni, ci saranno solo i vuoti a perdere mentali di una generazione di politici priva di valori e idee, interessata solo ad un potere rapace e violento per ottenere un’affermazione del sé, incurante del benessere di un popolo che si sta trasformando sempre più in massa ignorante, ottusa, cieca e frustrata.

Personalmente ritengo una volta tanto fondata l’odiosa massima qualunquista che tanto sono tutti uguali, perché davvero questi politici sono tutti uguali: avidi di potere, privi di ideali, incuranti del prossimo, ignoranti, imbevuti di una cultura fatta di pessima televisione e spot pubblicitari. Dopo il pensiero liquido, siamo al pensiero liquame.

Ciò nonostante eserciterò il mio diritto dovere di voto perché sono un uomo del novecento, di sinistra, imbevuto di una ideologia di cui non riesco a liberarmi.  Non foss’altro che per rispetto nei confronti di chi ha dato la vita per permetterci di votare, non foss’altro per dire no ai miserabili istigatori di odio e a chi ha fatto della corruzione la regola.

Che poi serva a qualcosa, è argomento che preferisco non affrontare.

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E voi sareste di sinistra? E voi sareste cattolici? E voi sareste il nuovo che avanza? Un J’accuse.

Io accuso, da uomo di sinistra, il principale partito di governo  di indebita appropriazione della qualifica di partito di sinistra. Razzisti, opportunisti, trasformisti, sfruttatori e amici di sfruttatori non possono appartenere alla sinistra e il Pd ne è pieno.

Accuso Matteo Renzi di aver dilapidato un patrimonio umano preziosissimo e di essere leone con gli agnelli, uno che fa la voce grossa con le Ong e si cala le brache di fronte a banchieri e multinazionali. Ai tempi del Pci, lui , la Serracchiani, la Boschi, Faraone e compagnia cantante, sarebbero stati cacciati fuori a calci in culo.

Accuso Matteo Renzi, da sindacalista, di aver cancellato molti diritti acquisiti dei lavoratori, di aver aumentato il precariato con la scusa di snellire la burocrazia per quanto riguarda le assunzioni nelle imprese, proposito meritevole, non fosse che è completamente sbilanciato a favore degli imprenditori. Lo accuso inoltre di mentire riguardo il reale senso dei dati Istat sul lavoro, manipolando la realtà non da abile comunicatore ma da grossolano bugiardo che ha presa su una società sempre più grossolanamente ignorante.

Accuso questa governo di aver varato la peggiore legge sulla scuola degli ultimi trent’anni, e ce ne voleva! Di aver trasformato le sale professori in arene e aver gettato nel cesso anni di collegialità, impegno e lavoro comune, spirito di servizio, di buona volontà, demotivandoli e umiliandoli. Lo accuso di aver introdotto principi di selezione anticostituzionali, di voler tornare indietro a una scuola per pochi che tramandi il verbo del potere. In realtà, la scuola svizzera è il suo modello.

Accuso questo governo di essere razzista, di guardare alla pancia della gente come sempre ha fatto il fascismo, di perseguire una politica estera esilarante  se non fosse tragica e una politica europea inesistente. Questo governo ha promulgato leggi ignobili come quella sul decoro dei centri urbani e, con certa magistratura, ha avviato uno scandaloso processo alle streghe sulle Ong, forse perché rivelano la sua incapacità organizzativa e gestionale.

Accuso, da cattolico, tanti pseudo buoni cattolici, baciapile e devoti, che uscendo dalla messa domenicale senza aver capito cosa ha detto il sacerdote, riempiono i social di affermazioni razziste, tacciano di francescanesimo chi richiama quelle virtù che un cristiano dovrebbe possedere di default e criticano il Papa perché banale e semplicista, colpevole di alzare l’indice contro chi si comporta come loro. Sono gli stessi che idolatravano un altro Papa, reazionario e anticomunista, quello che ha messo all’indice la teologia della Liberazione e messo in naftalina la beatificazione dell’arcivescovo Romero, ucciso in articulo dei.

Accuso, come cattolico, molti cattolici di ipocrisia, di doppiezza, di mancanza totale di quei principi etici che un cristiano dovrebbe sempre porsi come obiettivo primario. Voi che inveite contro gli stranieri, che non aprite la porta a chi bussa, che state rinchiusi nel soffocante scantinato delle vostre certezze, che possiate pentirvene. Voi che siete corrotti e corruttori, la palla al piede di questo paese e quella parte di gerarchia cattolica che la pensa come voi, andate al diavolo, letteralmente..

Accuso i Cinque stelle di essere una massa di ottusi, utili idioti adepti di un leader fuori di testa che sta guadagnando soldi a palate con il suo marchio registrato, di essere all’occorrenza razzisti e anti razzisti, di sinistra e di destra, arroganti, supponenti, spaventosamente ed enciclopedicamente ignoranti, irritanti.  Se il nuovo è compendiare tutto quello che è vecchio, grazie, potete andare e farvi cancellare dalla storia. Spiace avervi dato credito per un minuto, ma come dai diamanti non  nasce niente, da un miliardario non può venire nulla di buono per la povera gente.

Ringrazio, come uomo di sinistra e cattolico, le Ong, che salvano vite umane nel silenzio e contro tutti,  i lampedusani, e tutte le persone che operano onestamente nel sociale, occupandosi di quelli di cui non si parla mai perché è comodo non parlarne: i drogati, i barboni, i poveri, gli ultimi di questa società di merda fatta di gente di merda che ha paura di non potersi comprare il prossimo iphone se si salvano dei bambini dalla morte per annegamento. Esprimo la mia solidarietà alla nave tedesca fermata, forse con lo scopo di far morire nel frattempo un po’ di migranti e alleggerire il problema.

Noto che Famiglia Cristiana ( non Repubblica, non Il Fatto quotidiano, casse di risonanza del potere) al riguardo parla di strani intrecci con la destra neonazista europea e un piano per colpire le Ong e impedire l’afflusso ai migranti. Mi chiedo se i buoni cattolici di cui sopra la leggano, Famiglia cristiana.

Questo sfogo non serve a niente, ma mi sento molto meglio.

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Di fascisti, leghisti, pentastellati ed altre amenità

Avendo a lungo polemizzato con la mia parte politica da queste pagine, argomentando e circostanziando la mia ritrosia ad andare al voto domenica, trovo giusto parlare anche dell’altra parte politica, giusto per superare il mito del masochismo di sinistra.

Bucci è certamente onesto, un imprenditore con una fama solida, quindi si presume, ma non è così matematico, persona capace, anche se non proprio vicina a quella parte di popolazione che, in questo momento, sta soffrendo le conseguenze della crisi in modo drammatico.

Lo sbandieramento del suo curriculum vitae, che ho osservato sui social,  è una volgare esibizione che a poco giova  e, soprattutto, non giova a Bucci: la storia è piena di personaggi che, senza titoli accademici, hanno ben operato nel loro campo. Di Vittorio, mitico sindacalista, non era certo un intellettuale e uno dei miei padri spirituali, Leonardo Sciascia, era un maestro elementare. La storia è altrettanto piena di imbecilli, corrotti e corruttori con titoli accademici roboanti alle spalle. Vogliamo parlare di Berlusconi, Dell’Utri, e compagnia cantante?

Giova ancor meno a Bucci la canea squadrista che si è portata dietro al faccia a faccia con il suo avversario e che ha dato, come sempre danno fascisti, leghisti e affini, l’ennesima scarsa prova di democrazia. Se questo è il nuovo, quattro bifolchi che insultano l’avversario, possiamo tranquillamente tenerci il vecchio, grazie.

D’altronde, la canea se la dovrà portare in consiglio comunale, perché i numeri parlano chiaro: la sua maggioranza sarà in parte leghista, in parte fascista. Un mix da far tremare le vene ai polsi. E’ per questo che andrò a votare, nonostante tutto.

Andrò a votare perché considero Bucci e il manipolo di balordi che lo accompagnerà in consiglio comunale pericolosi per la tenuta democratica di una città che ha avuto la sua dose abbondante di pestaggi fascisti durante il G8 del 2001 e almeno per un’altra ventina d’anni è a posto, grazie.  Considero Bucci pericoloso perché, fermo restando che non ho motivo di ritenere che non sia persona meno che degna di rispetto, preparato, sinceramente desideroso di fare il bene della città, ma su questo lasciatemi qualche dubbio da proletario che guarda al padrone, se anche venisse eletto sindaco non comanderà comunque nulla, perché il sindaco è un primus inter pares, e la sua maggioranza può venirgli meno in qualsiasi momento se non resta fedele alla linea.

Qual è dunque la linea di Lega e Fratelli d’Italia? Intolleranza, razzismo becero, crassa ignoranza. Come da sempre è abitudine dei fascisti, questi sono leoni con gli agnelli (leggi profughi, immigrati, ecc., ma loro non distinguono la differenza), incapaci di articolare un pensiero politico coerente, buoni solo a parlare a quella parte di gente che non ha strumenti per decodificare l’inconsistenza e l’assurdità dei loro messaggi.

Genova è città meticcia, come ogni porto di mare, l’Italia è nazione meticcia, imbastardita da secoli d’invasioni, l’ultima grande nazione europea a diventare stato unitario. Ma come spiegarlo a gente che crede alla Padania e al dio Po? Come spiegare che i romani, sul meticciato e sul riconoscimento dei diritti civili hanno costruito un impero? Come dimostrargli che le razze non esistono, che in un mondo globale i fenomeni migratori sono inevitabili, ieri hanno interessato noi, oggi interessano altri popoli. Servirebbe un volume enciclopedico di mappe concettuali per far loro capire che non c’è nessuna guerra di religione in corso, nessuno scontro di civiltà ma solo uno sporco gioco di interessi legato alle risorse petrolifere del Medio Oriente.

Ma sarebbe come parlare ai sordi, come parlare ai sordi è rivolgersi ai Cinque stelle, che accettano senza batter ciglio di difendere lo ius soli e poi non votarlo, di cambiare bandiera a seconda degli umori del loro bizzoso capo, fulgido esempio di sistema orwelliano che utilizza, nella migliore tradizione totalitaria , un vocabolario assai limitato: corrotti, ladri, vi cacceremo, siamo onesti, abbiamo gli scontrini, ecc. La statura intellettuale è la stessa della canea, affermare che nel movimento ci sono seguaci di Berlinguer e di Almirante, spiega ogni cosa, compresa l’impossibilità di dialogo con questi che non sono militanti, ma fedeli, adepti di una setta guidata da un comico, perfetta metafora dello stato miserando in cui versa il nostro paese.

Domenica allora votiamo il meno peggio? Non lo so. Ho già parlato delle mie riserve sul progressismo ipocrita  e di facciata di questa sinistra, sulle leggi indiscutibilmente fascistoidi di Minniti, sulle posizioni della Serracchiani.

Diciamo che, da proletario, al padrone e alla canea, preferisco l’infermiere. E tanto basta.

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L’insostenibile leggerezza del senso dello Stato

Quello che risulta dalla vicenda referendaria è l’assoluta, totale mancanza di senso dello Stato da parte di tutti gli attori di quel Vaudeville che è diventato il Parlamento.

La domanda che si è posto Renzi dopo il referendum è: come mantenere il potere? Quella che si sono posti Grillo, Salvini, Berlusconi, e compagnia cantante è: come arrivare al potere?

Non si spiegherebbe altrimenti la fretta di arrivare al voto che pervade tutti gli schieramenti in campo. Nessuno, dico nessuno, si chiede cosa sarebbe meglio per il paese. Nessuno, dico nessuno, si chiede quanti altri mesi di immobilità politica possano sopportare i disoccupati, i nuovi poveri, i giovani in cerca di lavoro.

L’idea politica di Renzi, anche se parlare di idea appare esagerato, un liberismo deregolato all’americana con regalie populistiche per tenere buono il popolino mentre lo si deruba dei propri diritti, lasciando spazio alle multinazionali e a quel potere mafioso che in Italia, da tempo ormai, condiziona l’economia, è stata clamorosamente sconfessata dalla maggioranza degli italiani. L’ex premier tiene in gran conto il 40% che ha votato per lui ma, la sua memoria altamente selettiva, tende a scordare che il 60% gli ha detto no. Oggi leggiamo che la squadra di governo verrebbe sostanzialmente riconfermata e i  sostituti di quei ministri che si sono distinti per la loro incompetenza in un governo di incapaci, sono peggio dei titolari. Non c’è quindi all’orizzonte un cambio di linea politica, cambio necessario, perché le pseudo riforme renziane erano legate, a suo dire, alla madre di tutte le riforme, che il popolo ha bocciato.

Che senso ha dunque, avere ancora alla guida del partito di maggioranza il responsabile di due anni di governo fallimentare? Perché nessuno chiede le dimissioni di Renzi? I tanto vituperati D’Alema, Veltroni, Bersani, dopo aver perso, rimisero i loro incarichi lasciando ad altri l’onere di guidare il partito. Il rottamatore, quello che voleva scollare dalle sedie i senatori,sembra essere stato contagiato dalla stessa malattia che voleva debellare.

L’idea politica di Grillo non c’è, non esiste. Fino ad ora la politica dei Cinque stelle si è ridotta a un populismo gridato, facili slogan e scivoloni clamorosi, come la richiesta di un referendum sull’euro che, per legge, non si può fare (per fortuna!). L’amministrazione di Roma fino adesso è fallimentare, non solo per colpa della Raggi ovviamente, ma si è perso molto, troppo tempo in modo dilettantesco. A Torino, Appendino vive di rendita su quanto ha fatto Fassino, più o meno come Renzi ha vissuto per un anno su quanto aveva programmato Letta, vedremo quando i nodi verranno al pettine. Di Battista e co. sono sconcertanti per la quantità inesauribile di fesserie che riescono a dire, per l’assoluta mancanza di un progetto, un’idea di politica che vada oltre pochi slo0gan ormai stantii.

Della destra non di governo non parlo. Considero Salvini un esemplare lombrosiano, attendo con ansia quando diventerà solo un cattivo ricordo. Berlusconi è una mummia come mummificata appare tutta la destra che avrebbe dovuto portare alla rivoluzione liberale ed è riuscita a produrre solo un mostriciattolo come Renzi.

Questo il nostro panorama politico. A questi individui, dell’ Italia e degli italiani non importa nulla. Il dato tragico è che gli italiani , si scannano tra loro parteggiando per uno o l’altro di questi sepolcri imbiancati.

E’ il destino di un paese la cui unità nazionale, e di conseguenza, la democrazia, non si sono mai compiute. Basti pensare che se si debellasse il cinquanta per cento dell’evasione fiscale, potremmo tornare ad avere un welfare dignitoso, per comprendere l’assoluto egocentrismo degli italiani.

Il grosso rischio è che il disastro italiano trascini nel baratro l’unione europea. Nonostante i deliri di Grillo e Salvini, non possiamo fare a meno dell’Europa e, soprattutto, dei valori dell’Europa, anzi sarebbe nostro compito trasformare l’Europa delle banche nell’Europa dello Stato sociale, in una confederazione politica dove tutti rinunciano a parte della propria sovranità in nome del bene comune..

Ma questo è un discorso da statisti, un discorso che uomini piccoli come quelli che siedono oggi in Parlamento, con le dovute, rare, eccezioni, non sono in grado di capire. La loro parola d’ordine è “ comandare è meglio che fottere”.

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Italiani, brava gente (quando vogliono)

L’esultanza di Salvini al comparire dei primi risultati del referendum, testimonia che, come sempre, non ha capito una beata minchia di quello che è successo ieri. Proviamo a sfatare qualche luogo comune.

1) Non ha vinto la destra.

La destra italiana è populista e ieri abbiamo assistito al rifiuto del populismo da parte degli italiani, al rifiuto di una politica urlata a forza di slogan, fatta di regalie e strizzate d’occhio ai vari potenti, priva di contenuti e idee. Esattamente la politica dei vari Salvini, Grillo e Renzi, appunto. Fatevi i conti dell’oste: la destra e i CInque stelle, la destra, appunto, non avrebbe vinto il referendum. Inoltre, quella è gente che non vota per cazzate come la Costituzione.

2) Ieri ha vinto una parte della sinistra.

La sinistra della gente, quella che è cresciuta manifestando e lottando per i diritti, la sinistra dei consigli di fabbrica e delle manifestazioni studentesche, la sinistra umiliata e offesa da Veltroni, D’Alema, Bersani e ridicolizzata da Renzi, la sinistra che ha vissuto la guerra fredda e il muro, la sinistra antifascista e partigiana, la sinistra che ha brindato quando è morto PInochet. Non siamo finiti, non siamo storia, siamo presente e presente che lotta.

3) Il voto di ieri è stato contro Renzi.

Non raccontiamo cazzate tipo: “ho votato solo il merito della questione…” ma de che? Ma quale merito? In due anni quest’armata Brancaleone è riuscita a fare più danni della compagnia girovaga Berlusconi & Picchiatori pentiti, ha distrutto la scuola, gettato nel cesso lo statuto dei lavoratori, cancellato le guardie forestali, fatto una brutta riforma sulle unioni gay (va dalla parte dei meriti), fatta una brutta riforma sui reati ambientali (va dalla parte dei meriti), Vogliamo poi parlare dell’Ilva? Vogliamo aggiungere il ponte sullo stretto e i vari bonus di circostanza? E votiamo il merito della questione de sticazzi? Renzi ha personalizzato il referendum e l’ha perso, Per motivi misteriosi, nel nostro paese, il peccato di superbia viene immediatamente e spietatamente punito dagli italiani: è toccato a Craxi, D’Alema, Berlusconi, a tutti quelli che a un certo punto hanno detto: o con me o contro di me. Inevitabilmente, l’italiano risponde: fottiti.

4) Il voto di ieri è stato contro questo governo

Giannini, Faraone, Boschi, Poletti, Alfano, sono solo alcuni esempi di cervelli rubati all’agricoltura e messi al potere. Renzi ha sbaraccato la vecchia guardia, compresa la burocrazia ministeriale, commettendo l’errore di quei barbari che, invasa l’Italia con le loro forze fresche, pensavano di poter governare ignorando la solida struttura dell’Impero romano. Se sostituisci persone competenti, devi mettere dei pari valore, non persone magari di buona volontà ma totalmente prive di capacità politiche, anche se fornite di grandi dosi di arroganza. Questi poi erano proprio incapaci in tutto.

5) Non c’è stata l’apocalisse

Le banche sono i piedi, la borsa non è crollata, siamo ancora in Europa. Ma davvero Renzi pensava di mettere paura agli italiani? Quelli che hanno passato il terrorismo di destra e di sinistra,la stagione delle bombe, Gladio, la mattanza di Palermo, Mani pulite, quelli che c’erano durante il sequestro Moro, che piangevano ai funerali di Guido Rossa?  Ma dopo quarant’anni di Dc davvero credeva che ci saremmo fatti prendere in giro da lui?

6) La sinistra è viva

La sinistra c’è ancora. Se il Pd continuerà a inseguire gli avversari sulla strada del populismo, la distruggerà, se la soluzione migliore che sa trovare è il giovanilismo e il fare per il fare, allora non c’è speranza, ma se per caso facesse tesoro della lezione, trovasse dei punti su cui convergere e una leadership dignitosa, forse si può rialzare la testa.

7) La destra e i Cinque stelle.

Non sono un’alternativa, non hanno un progetto politico, sono anti europeisti quindi fuori dal mondo, tendenzialmente razzisti alcuni, decisamente razzisti altri, sono privi di ideologie e di teorie, non hanno una visione.Non sono la soluzione e non lo saranno mai. Anche la destra, come la sinistra, ha bisogno di essere rifondata su nuovi paradigmi. Non c’è nessun avanzata delle destre in Europa e l’ha dimostrato ieri l’Austria: non confondiamo la paura e la depressione provocate dalla crisi agitando gli spettri del fascismo. In Francia e in Germania prevarrà la raqione e Strump si sta già ridimensionando.

8) I partigiani

Ringrazio quelli ancora vivi e quelli morti, per quello che ci hanno dato e continuano a dare. L’Italia, ancora una volta, ha scelto di essere antifascista, democratica e partigiana Questa è la vostra vittoria.

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