Un politica assurda

taglioparlamentari

Il governo di compromesso tra Pd e Cinque stelle si rivela per quello che è: un amalgama mal riuscito tra un partito aziendale che cerca di recuperare la china e il maggior partito di una sinistra dilaniata e senza idee.

Il taglio dei parlamentari non serve a nulla, è bene chiarirlo: è del tutto irrilevante dal punto di vista economico e limita la rappresentatività dal punto di vista politico.

Se proprio si voleva dare un segnale forte, economicamente e politicamente significativo, sarebbe stato sufficiente dimezzare lo stipendio ed eliminare i bonus di tutti i parlamentari. Ma i privilegi, evidentemente, piacciono anche ai cittadini eletti dal popolo.

Si tratta dell’ennesima iniziativa demagogica e populista, l’ennesimo provvedimento per saziare l’anima pura del movimento e perpetuare la leggenda di Roma padrona. Una diminutio di democrazia che verrà applaudita soprattutto da chi la democrazia non la ama.

Male ha fatto il Pd a non chiedere correttivi e a dare il proprio appoggio acritico ad un provvedimento che verrà votato anche dalla Meloni, giusto per fare un nome.

Prendiamo atto con rammarico che davanti alle tante emergenze del paese, il governo ritiene di prioritaria importanza un provvedimento che verrà salutato dalla macchina propagandistica dei cinque stelle, in primis gli ex giornalisti del Fatto, come una grande vittoria ma che se vittoria è, lo è senza dubbio di Pirro.

Può anche essere che un’opinione pubblica ormai drogata dai social, sempre più aliena dall’usare lo spirito critico e sempre più incline a ragionare con la pancia, vada a premiare nei sondaggi i due partiti di governo ma, come ho già detto una volta, una politica basata sui like non è più politica.

La manovra che verrà, nel suo complesso, non sembra contenere al proprio interno, da quel che si legge, nessuno dei provvedimenti strutturali necessari per rilanciare il paese, nè sul tema della riduzione delle diseguaglianze, nè sul tema dei diritti civili, in particolare, lo ius culturae.

Non stupisce la parziale marcia indietro sull’eliminazione del contante, norma che toccherebbe gli interessi ( leggi ridurrebbe la possibilità di continuare a evadere le tasse) sia per l’elettorato di centro destra, sia per quello di Renzi, sia per buona parte di quello del Pd. La lotta alle mafie e un’impegno serio contro la corruzione, possono attendere.

Non mancano, ovviamente, bonus e regalie varie, perché, si sa, l’italiano vota non chi gli promette un paese migliore ma chi gli dà qualche soldo in tasca, se poi si tagliano servizi, sanità e scuola, chi se ne frega.

Ci si poteva attendere qualcosa di più da un governo nato per fermare l’avanzata di Salvini e dell’estrema destra, con scarso entusiasmo sia da parte Casaleggio sia da parte di Zingaretti e dei suoi? Forse no, ma a volte, sarebbe bello se ci stupissero.

Personalmente, sono disgustato dall’intero quadro politico italiano. Mi piacerebbe un governo che si occupi di conoscere la verità sull’omicidio di Giulio Regeni e che si ocucpi di ritrovare al più presto Silvia Romano, un governo che riproponga il modello Riace e abolisca i decreti sicurezza, un governo che metta i diritti civili al primo post, la sicurezza sul lavoro e il lavoro in generale a pari merito, la lotta alle mafie e alla corruzione al terzo. Un governo che riformi la scuola e la consideri strategica per il futuro del paese, un governo che abbia come obiettivo quello di risanare le periferie e offrire un futuro a chi non ce l’ha.

Sarebbe un buon inizio,azni,s arebbe il minimo indispensabile, ma ci vuole coraggio e  fantasia, per fare questo, doti che ultimamente sembrano scomparse nel nostro paese.

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L’antimafia (che non fa notizia) dei ragazzi del ponente

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Lunedì si ricordava la morte di Peppino Impastato. Credo che se tra tante celebrazioni avesse trovato il tempo di dare un’occhiata allo splendido auditorium di Cornigliano, avrebbe approvato quello che stava succedendo. Più di cento ragazzi, provenienti dagli istituti comprensivi di Cornigliano e di Pegli, in realtà quelli che hanno lavorato al progetto sono più del doppio ma abbiamo dovuto fare i conti con lo spazio a disposizione,  due quartieri che sono due mondi a sé stanti ma che i ragazzi, lunedì mattino, hanno unito in un no alle mafie declinato con fantasia e tenerezza.

Disegni,canzoni, video, giochi didattici, striscioni, poesie, racconti, sono i prodotti di un anno di lavoro sulla legalità e la lotta alle mafie, il risultato concreto di quel codice etico proposto da Libera che dieci istituti comprensivi hanno adottato nella nostra città. Un particolare ringraziamento va a tutto il personale del Centro civico che, con cortesia e disponibilità, ha allestito la sala alla perfezione.

I ragazzi delle due scuole si sono applauditi, incoraggiati, incitati a vicenda, superando l’emozione inevitabile, di fronte a una sala gremita anche grazie alla partecipazione dei genitori. Così, i ragazzi di un quartiere residenziale e quelli di un quartiere ai margini si sono trovati uniti da importanti valori condivisi, hanno scoperto di poter camminare insieme, gli uni accanto agli altri, sulla strada dell’onestà, della legalità, dell’opposizione a qualsiasi forma di prevaricazione e violazione dei diritti civili.

Gli insegnanti che li hanno accompagnati in questo percorso hanno lavorato con grande dedizione e spirito di servizio, non per il bonus che occupa le cronache scolastiche in questi giorni, ma per fare la differenza, per rendere consapevoli i ragazzi che non c’è nulla che ci faccia sentire in pace con noi stessi come fare la cosa giusta. Non erano presenti tutti gli insegnanti che hanno lavorato al progetto perché alcuni sono rimasti a scuola ma il loro contributo è stato indispensabile per la riuscita del progetto.

Sono intervenuti all’incontro il presidente del Municipio medio Ponente Giuseppe Spatola, la segretaria regionale della Cisl scuola Genova e Tigullio  Monica Capra, il parroco don Robotti, la referente provinciale di Libera Chiara Volpato e il referente  regionale di Libera, Stefano Busi.

Gli interventi di tutti si sono distinti per senso della misura, concisione ed efficacia, forse stupiti da quegli adolescenti che li ascoltavano attenti e in silenzio.

E’ stata una grande giornata di scuola a cui, chi scrive è stato orgoglioso di partecipare, è stata una giornata che, a mio parere, ha indicato la strada che la scuola dovrebbe percorrere: aprirsi al mondo, non aver timore di affrontare temi importanti, perché i ragazzi, se seguiti, capiscono spesso più di noi, lavorare per unire e cancellare le differenze di razza, religione, censo, differenze che per i ragazzi non esistono. Così si forma la coscienza civile e lo spirito di cooperazione, così si fa scuola.

Purtroppo nessuno ha risposto al comunicato stampa che Libera ha inviato a tutti i giornali: forse una bella giornata di scuola non fa notizia, o forse è un sintomo preoccupante di quella rimozione del fenomeno mafioso che è caratteristica della nostra città. Ma non importa: l’impegno di Libera nelle scuole di Genova continuerà con rinnovato impegno, come continuerà  il lavoro sul Codice etico che Lunedì non ha trovato un punto d’arrivo ma un nuovo punto di partenza.

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