Il gioco delle parti sulla pelle dei curdi

Turkey Moves Forces Into Northern Syria

La Turchia vive sotto dittatura da anni e l’Europa, da anni, lo accetta senza battere ciglio. Anzi, conclude affari con Erdogan, addirittura lo paga per tenersi gli immigrati e fare il lavoro sporco al posto suo. Erdogan il negazionista che minaccia ritorsioni a chi si azzarda di parlare degli armeni, Erdogan il genocida, che vuole eliminare i curdi siriani dal Rotava, dove loro hanno scacciato gli arabi ( le questioni in medio oriente non vanno mai affrontate in modo manicheo).

Non esiste un governo politico europeo forte, compatto e coeso che possa, dopo l’aggressione ai curdi, fare la voce grossa contro Erdogan. L’Europa sembra più preoccupata di arginare la deriva sovranità che di giocare il suo ruolo nello scacchiere internazionale.

Il richiamo ai valori europei calpestati molte volte in questi anni, con le  due  guerre del Golfo e prima ancora la guerra nell’ex Jugoslavia, suona quasi ironico, se non tragico.

Ci sono grandi interessi economici in gioco, più grandi dei diritti di giornalisti, attivisti civili, insegnanti, intellettuali imprigionati da Erdogan a centinaia. Più dei processi sommari e delle sentenze farsa. Vendita di armi, fabbriche, agevolazioni di mercato per la Turchia, il gas: interessi che valgono miliardi di euro.

L’Italia poi, dopo aver perso qualsiasi credito internazionale grazie a Berlusconi prima e a Salvini poi, si affanna penosamente a conservare un residuo di dignità senza riuscirci .

Non si spiega altrimenti l’ipocrita presa di posizione sulla vendita di armi alla Turchia: è necessario un accordo in tutta Europa, sospenderemo le nuove licenze. Tutto qui, il nostro intervento su un conflitto proditorio che sta insanguinando un territorio tormentato e allo stremo e si prefigge come scopo un genocidio, è tutto qui.

Non riusciamo a uscire dalla retorica, non riusciamo a cambiare la narrazione di un paese che continua a vagare smarrito in una terra di nessuno senza sapere quale direzione prendere. Non si può pretendere che un governo nato per contrastare un male maggiore, un’alleanza impossibile tra due forze incompatibili, almeno in teoria, possa mostrare i muscoli a un dittatore che, con l’avallo di Trump, sta facendo quello che tutti sapevano che prima o poi avrebbe fatto. Ma abbiamo continuato a finanziarlo nonostante tutto.

Per inciso, il tradimento di Trump nei riguardi dei curdi, la sua cecità politica riguardo la presunta sconfitta dell’Isis, aprono inquietanti prospettive sulla questione medio orientale nei giorni a venire, e quindi, sul futuro del mondo.

Nessuno farà nulla contro Erdogan, per paura, per viltà, perché non conviene, e ci dimenticheremo presto dei Curdi, lasciati, come sempre, da soli, come soli, in questo momento, sono gli ecuadoriani, i venezuelani, una decina di popoli africani e chissà quanti altri che lottano per la libertà sparsi per il mondo.

Ma continuiamo pure a fare doverosi appelli, per tacitare la nostra coscienza, a lanciare petizioni e twittare ogni giorno indignati. Fino a quando cadrà il silenzio sulla nostra vergogna.

 

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Adesso parliamo di Bibbiano

Bibbiano

Le indagini della magistratura hanno stabilito che l’85% delle richieste di affido da parte della cooperativa della Val d’Elsa, indagata per i presunti affidi ingiustificati, venivano regolarmente respinti dal giudice dei minori. Non esiste e non è mai esistito un sistema Bibbiano.

Ovviamente, se anche ci fosse stato un solo caso di affido ingiustificato, i responsabili vanno perseguiti secondo la legge, ma questo è un discorso che vale sempre.

Non mi risulta, a tutt’oggi, che la Bergonzoni, quella della ignobile pagliacciata in parlamento, con tanto di maglietta su Bibbiano, abbia chiesto scusa.

Non mi risulta, a tutt’oggi, che Salvini, quello dell’ignobile sceneggiata con bambina sul palco di Pontida, abbia chiesto scusa.

Non mi risulta a tutt’oggi, che Di Maio, quello che ha affermato che la sinistra toglie i bambini alle famiglie, abbia chiesto scusa.

Non  mi risulta a tutt’oggi che Di Battista, quello del libro che avrebbe rivelato la verità su Bibbiano, abbia chiesto scusa.

Mi risulta invece che i danni fatti da una politica stracciona, infamante, criminale, priva di scrupoli morali, di una bassezza inconcepibile, siano gravi. Si è creato un clima di sfiducia nei confronti dei servizi sociali, alimentato dai social e dai politici  sopra citati che ha costretto dirigenti più o meno pavidi, più o meno prudenti a rimettere in discussione altri dirigenti che, probabilmente, avevano svolto il proprio compito con scrupolo, fino a quando non è scoppiata la tempesta che ha fatto di tutt’erba un fascio.

Parliamo di Bibbiano, sì, parliamone adesso dati alla mano e contiamo i danni che questa politica ha causato a minori i cui affidi del tutto leciti sono magari stati bloccati per l’eccesso di prudenza di cui sopra, parliamo di una politica che dà voce a genitori impreparati, di cui non si discute l’amore per i figli ma il senso di responsabilità che comporta sì, parliamo di quanto costerà sulla lunga durata, in termini di delegittimazione dei servizi sociali e di aumentata conflittualità nei riguardi degli operatori questa squallida commedia recitata da persone senza onore e senza dignità.

 Parliamo di Bibbiano e della superficialità della gente, della cieca fiducia nelle parole dell’uomo forte del momento, della volgarità sui social, delle tante, troppe testimonianze di bambini strappati alle famiglie rese senza contestualizzare, di tutti quelli che hanno detto si sa che è così, ecc.ecc.

Parliamo di Bibbiano e di un’Italia brutta, cieca, cialtrona, ignorante, l’ITalia che ci circonda, perché tre persone su dieci sono come quelle lì, tre persone su dieci hanno detto ossessivamente ‘per settimane parliamo di Bibbiano, e adesso tacciono.

Parliamo di Bibbiano, parliamone adesso, e vergognatevi.

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Un mondo connesso con l’indifferenza

indifferenza

Silvestro, protagonista del capolavoro di Vittorini, soffriva per i mali del mondo; Che Guevara diceva che non può esserci felicità se da qualche parte nel mondo un uomo è oppresso; gli studenti del ’68, quando la speranza di cambiare il mondo divampò e si spense rapidamente come un bel sogno, dicevano I care, me ne curo; a Genova, nel 2001, giovani e meno giovani gridavano che un mondo diverso, più giusto, con meno diseguaglianze, più sostenibile, è possibile.

Sogni, lampi di speranze spente in una giungla boliviana, dal piombo del terrorismo o dalle torture nella caserma di Bolzaneto, un tensione verso l’altro che oggi sembra scomparsa sia dall’agenda politica della sinistra, sia da quella destra destra, se non i termini di bieco populismo, di politica anti sistema che, in realtà, vuole mettere a tacere chi al Sistema si oppone. Quel che è peggio è che sembra sparita anche nella gente, sempre più chiusa, impaurita, restia ad accettare l’altro, che si tratti dei migranti o di chi, semplicemente, la pensa in modo diverso. Il rifiuto al posto del confronto.

E’ un mondo, quello di oggi, dove chi prova a spendersi per gli altri viene dileggiato, diffamato o, nella migliore delle ipotesi, ignorato. Se poi trova consenso, arrivano le minacce, come il fantoccio impiccato di Greta a un viadotto dell’autostrada. O gli insulti, come quelli piovuta su Carola, prima e dopo il suo intervento a Bruxelles. Chi si spende per gli altri mette a nudo davanti allo specchio la pochezza umana di chi non lo fa, per questo irrita.

E’ un mondo connesso nell’indifferenza globale, che dibatte sul particolare dimenticando l’universale, sempre più simile al mondo descritto da Guicciardini: egoista, teso all’autoffermazione individualistica, privo di valori. Anzi si può dire che Guicciardini abbia ormai soppiantato definitivamente, come modello di riferimento, quel Machiavelli citato spesso a sproposito, che mascherava dietro l’apparente  cinismo un  forte  idealismo e un amore disperato per il popolo.

Il pensiero liquido ha lasciato il posto alla tentazione del pensiero unico, o del pensiero flessibile, mutuato dalle opinioni volubili del capo, non importa se si tratti dell’ego della bilancia che prossimamente riunirà gli stati generali alla Leopolda o dell’inutile Di Maio. Il pensiero liquido ha lasciato il posto al non pensiero, all’azzeramento dello spirito critico e alla trasformazione delle fazioni politiche in sette con i rispettivi, infervorati adepti.

E’ un mondo pericoloso, dove un squallido cialtrone come Donald Trump fa e dice quello che, fino a poco tempo fa, sarebbe stato inaudito e indicibile senza trovare nessuno che riesca a contrastarlo, neanche tra le fila del suo partito, che ha annoverato in passato anche persone decenti ma che preferisce l’esercizio del potere all’esercizio razionale del potere, anche se al potere c’è un demente.

Il mondo italiano si contraddistingue per un di più di squallore, di pavida ipocrisia. Solo così si spiega il silenzio del Pd, in particolare, sulle donne e bambini morti al largo delle nostre coste. Con il pretesto di non voler dare fiato alla propaganda razzista della destra si finisce per cadere in un’ignavia colpevole, per certi versi, ancora peggiore.

Siamo insomma passati dal soffrire per i mali del mondo a fottercene allegramente, a fare finta che quei morti siano una triste fatalità e non il frutto di immondi compromessi. Molto meglio applaudire un’inutile riforma che diminuisce la dmeocrazia, piuttosto che dedicare un minuto di silenzio a quei morti che pesano sulla cosceinza di quelli che applaudivano più forte.

Non manca, ovviamente, un tocco di grottesco che si concretizza nei cinquecento pseudo scienziati che negano l’evidenza attaccando Greta, o negli articoli di certa sinistra per cui tutto ciò che è mediatico è il male, come ieri loe ra tutto ciò che era popolare,  e accusa una ragazza di sedici anni di porre problemi e non di proporre soluzioni. E’ evidente che Popper non abita più qui.

Invece di preparare un neo umanesimo, necessario e auspicabile per cambiare il presente, stiamo scivolando in un neo oscurantismo, un medioevo prossimo venturo che non lascia presagire nulla di buono.

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Un politica assurda

taglioparlamentari

Il governo di compromesso tra Pd e Cinque stelle si rivela per quello che è: un amalgama mal riuscito tra un partito aziendale che cerca di recuperare la china e il maggior partito di una sinistra dilaniata e senza idee.

Il taglio dei parlamentari non serve a nulla, è bene chiarirlo: è del tutto irrilevante dal punto di vista economico e limita la rappresentatività dal punto di vista politico.

Se proprio si voleva dare un segnale forte, economicamente e politicamente significativo, sarebbe stato sufficiente dimezzare lo stipendio ed eliminare i bonus di tutti i parlamentari. Ma i privilegi, evidentemente, piacciono anche ai cittadini eletti dal popolo.

Si tratta dell’ennesima iniziativa demagogica e populista, l’ennesimo provvedimento per saziare l’anima pura del movimento e perpetuare la leggenda di Roma padrona. Una diminutio di democrazia che verrà applaudita soprattutto da chi la democrazia non la ama.

Male ha fatto il Pd a non chiedere correttivi e a dare il proprio appoggio acritico ad un provvedimento che verrà votato anche dalla Meloni, giusto per fare un nome.

Prendiamo atto con rammarico che davanti alle tante emergenze del paese, il governo ritiene di prioritaria importanza un provvedimento che verrà salutato dalla macchina propagandistica dei cinque stelle, in primis gli ex giornalisti del Fatto, come una grande vittoria ma che se vittoria è, lo è senza dubbio di Pirro.

Può anche essere che un’opinione pubblica ormai drogata dai social, sempre più aliena dall’usare lo spirito critico e sempre più incline a ragionare con la pancia, vada a premiare nei sondaggi i due partiti di governo ma, come ho già detto una volta, una politica basata sui like non è più politica.

La manovra che verrà, nel suo complesso, non sembra contenere al proprio interno, da quel che si legge, nessuno dei provvedimenti strutturali necessari per rilanciare il paese, nè sul tema della riduzione delle diseguaglianze, nè sul tema dei diritti civili, in particolare, lo ius culturae.

Non stupisce la parziale marcia indietro sull’eliminazione del contante, norma che toccherebbe gli interessi ( leggi ridurrebbe la possibilità di continuare a evadere le tasse) sia per l’elettorato di centro destra, sia per quello di Renzi, sia per buona parte di quello del Pd. La lotta alle mafie e un’impegno serio contro la corruzione, possono attendere.

Non mancano, ovviamente, bonus e regalie varie, perché, si sa, l’italiano vota non chi gli promette un paese migliore ma chi gli dà qualche soldo in tasca, se poi si tagliano servizi, sanità e scuola, chi se ne frega.

Ci si poteva attendere qualcosa di più da un governo nato per fermare l’avanzata di Salvini e dell’estrema destra, con scarso entusiasmo sia da parte Casaleggio sia da parte di Zingaretti e dei suoi? Forse no, ma a volte, sarebbe bello se ci stupissero.

Personalmente, sono disgustato dall’intero quadro politico italiano. Mi piacerebbe un governo che si occupi di conoscere la verità sull’omicidio di Giulio Regeni e che si ocucpi di ritrovare al più presto Silvia Romano, un governo che riproponga il modello Riace e abolisca i decreti sicurezza, un governo che metta i diritti civili al primo post, la sicurezza sul lavoro e il lavoro in generale a pari merito, la lotta alle mafie e alla corruzione al terzo. Un governo che riformi la scuola e la consideri strategica per il futuro del paese, un governo che abbia come obiettivo quello di risanare le periferie e offrire un futuro a chi non ce l’ha.

Sarebbe un buon inizio,azni,s arebbe il minimo indispensabile, ma ci vuole coraggio e  fantasia, per fare questo, doti che ultimamente sembrano scomparse nel nostro paese.

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Lo sporco affare di Mineo: quanto costa una vita umana?

Migranti-Ecsa

Lo scoop è di Nello Scavo, giornalista di  Avvenire che è riuscito ad ottenere le prove documentate e le le foto dell’incontro presso il Cara di Mineo tra esponenti della nostra intelligence e delle istituzioni e uno dei capi della mafia libica, Bija è il soprannome, torturatore, stupratore e assassino, nome noto all’Onu,  per negoziare sulla questione degli sbarchi.

Una trattativa Stato-mafia documentata sarebbe una notizia da prima pagina e infatti, in tutta Europa, la notizia è in prima pagina. In Italia no, non sembra neanche interessare più di tanto il popolo dei social, più preoccupato del battibecco tra renziani e Piddini o dalle foto di Salvini con un neonazista.

Ecco, il fatto curioso è questo: quelli scandalizzati delle foto di Salvini col neonazista, giustamente scandalizzati, tacciono di fronte a questa oscenità. Invece di chiedere spiegazioni a Minniti e Gentiloni, invece di invocare chiarezza su un episodio che possiamo definire, con un eufemismo, inquietante, tacciono. Intanto, tra i migranti annegati ieri, c’è un bambino di otto mesi.

Ecco, io vorrei chiedere a quelli presenti all’incontro e ai loro mandanti politici: quanto costa una vita umana? Qual è il prezzo, in termini di vite, della nostra tranquillità? Su cosa esattamente vi siete accordati, quale schifoso compromesso siete riusciti a concludere quel giorno perché passasse la linea dura, gli sbarchi diminuissero e il governo di allora potesse vantarsi con gli elettori (per altro, invano) di aver risolto una inesistente emergenza?

Cosa hanno da dire oggi i tanti estimatori di Minniti e della sua politica decisa ed efficace?

Perché qui stiamo parlando di un compromesso che aveva al centro uomini, donne bambini che si è deciso, consapevolmente, di lasciare nelle mani di un assassino feroce perché non arrivassero nel nostro paese. Eppure, nessuno protesta, tutto tace.

Forse è la consapevolezza e la vergogna di avere, per un anno e mezz,o condannato, giustamente la linea politica, chiamiamola così, di Salvini, per poi scoprire di non essere tanto diversi, cosa che molti, tra cui chi scrive, avevano già denunciato a suo tempo.

Nel mio libro, Un paese sospeso, chi lo desidera lo trova su Amazon, in molti dei primi articoli lì raccolti si parla di Minniti, denunciando la sua politica di destra riguardo i migranti. Molti altri non hanno gradito quella politica e il Pd ha pagato giustamente pegno alle elezioni. Io non avevo materiale per uno scoop, ma che sotto ci fosse qualcosa di poco chiaro, era evidente, solo chi non voleva vedere non ha visto. E ha taciuto, come oggi.

Vorrei terminare l’articolo augurandomi di vedere al più presto chiarita questa vicenda, ma non succederà: la destra non ha interesse a chiedere la testa di chi si è comportato come il suo leader, spianandogli la strada e la sinistra non ha convenienza. Il silenzio stampa di questi giorni, il vergognoso silenzio stampa di questi giorni, ne è la prova.

Restano i morti, resta un bambino di otto mesi che avrà per sempre otto mesi, resta la vergogna e lo sconforto di non vedere la luce alla fine del tunnel.

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Dell’ingrato mestiere di insegnare al tempo dei social

giornata-mondiale-degli-insegnanti

 

Ieri era la giornata mondiale dell’insegnante e mi sembra giusto spendere due parole sul mio mestiere.

Comincio citando Francesco Guccini scrittore (ottimo scrittore):

Il fatto è che gli insegnanti erano rispettati, avevano un ben definito ruolo sociale, nella società d’allora avevano una certa importanza. Oggi qualunque scalzacane si ritiene materialmente e moralmente superiore, e al primo cinque o alla prima osservazione fatta al piccolo Einstein… (Francesco Guccini, Trallumescuro, Scrittori Giunti, 2019)

Non proseguo oltre con la citazione, prima di tutto perché Guccini ha già sintetizzato il senso di queste mie righe e poi per non togliervi il piacere della lettura di un libro malinconico ed esilarante, di cui vi parlerò in uno dei prossimi articoli.

Quello del discredito sociale degli insegnanti è un problema che nessuno vuole affrontare, se non, come Galli della Loggia, discreditando ulteriormente gli insegnanti in un pessimo libro, ma che ha un’importanza capitale in un paese che si ritiene democratico.

Gli insegnanti hanno infatti il compito che un tempo era delegato agli anziani della tribù e poi ai favolisti e ai poeti epici: quello di tramandare alle nuove generazioni la storia, i valori, le conoscenze acquisite nel corso degli anni, quel patrimonio che fa di un popolo quello che è.

Io credo che in Italia, oggi, buona parte dei problemi che abbiamo, siano dovuti all’ignoranza dilagante e all’analfabetismo di ritorno di molta parte della popolazione, che fanno sì che non si sappia più chi siamo e da dove veniamo, mentre dove andiamo, purtroppo, possiamo intuirlo benissimo.

Se uno scalzacane si sente materialmente e moralmente superiore, come dice Guccini, è perché viviamo in un tempo in cui la competenza, la professionalità, il sapere in genere sono svalutati, ognuno crede che basti connettersi in rete per acquisire competenze universali, dai vaccini all’alta politica, dai manovratori occulti del traffico di migranti alle bufale sull’emergenza climatica.

E’ la fine delle competenze, si disprezza  chi si è nutrito di libri polverosi, cito un sottosegretario leghista all’istruzione, ci si vanta di non leggere un libro da tre anni ( altra sottosegretaria, mi pare Cinque stelle), nell’equivoco drammatico che l’università della vita, altro luogo comune devastante, possa sostituire l’università vera.

Tutto queste si riflette, inevitabilmente, sui ragazzi, che vivono la scuola come un luogo altro, una interruzione della vita attiva, valida solo per l’interazione con gli altri sfortunati compagni di prigionia e non perché pone le basi per riuscire ad orientarsi nel mondo e a trovare il proprio posto. Un non tempo, insomma e, per molte famiglie, purtroppo, tempo perso.

I social, specie i social dei genitori, che andrebbero proibiti per legge, sono un coacervo di banalità, luoghi comuni, trivialità, insulti, aggressioni del tutto ingiustificate nei confronti di chi cerca quotidianamente e con fatica, di svolgere il proprio lavoro nonostante tutti, ma proprio tutti, dalle istituzioni, alla burocrazia interna alla scuola, dalle famiglie ai tribunali, che spesso legiferano su bocciature completamente a cazzo, senza rendersi conto del contesto, a, spesso, certi colleghi, remino contro.

Non ho inserito i ragazzi, nel tristo elenco di cui sopra, perché i ragazzi fanno il loro lavoro, che consiste nel fare meno ottenendo il massimo, nel prendere per il culo gli insegnanti e nel far danni uscendone impuniti. Questo fa parte del gioco, lo dai per scontato e cerchi di contrastarlo, il resto no.

Gli insegnanti sbagliano, come tutti, anzi, il nostro è un lavoro che va avanti per tentativi ed errori, che s’impara ogni giorno, in cui le sconfitte sono la regola e le vittorie l’eccezione. Ma quasi sempre sbagliano in buona fede perché il loro obiettivo resta quello di dare un senso ai ragazzi di quella prigionia parziale che è la scuola. Il mio metro e il mio unico referente sono loro perché è con loro che mi rapporto ogni giorno e cerco di stabilire una relazione.

Se si volesse davvero fare qualcosa di utile per la scuola, sarebbe necessario azzerare la Buona scuola, che è riuscita a peggiorare una situazione già poco allegra, specie dal punto di vista dell’armonia interna e della collegialità, eliminare il così detto merito che merito non è, ma cosa diversa e spesso opposta, aprire un ampio dibattito pubblico con chi la scuola la fa e ascoltare cosa ha da dire, formulare delle proposte che vengano valutate ed accettate da quelli a cui sono dirette. Ma in tempi di semplificazione capisco che si tratta di un ragionamento troppo articolato per chi pensa per slogan. Troppi ritengano che la scuola debba solo insegnare a scrivere e a far di conto, non a pensare, non a leggere il presente, non a conoscere il passato per evitare di commettere gli stessi errori. E infatti…

Se non si restituisce dignità alla funzione della scuola e agli insegnanti, stendiamo un pietoso velo sulla retribuzione, il risultato lo abbiamo avuto sotto gli occhi per quattordici mesi e chissà per quanto tempo ne pagheremo le conseguenze: una barbarie diffusa, la cialtroneria come strumento di persuasione di massa, le bugie e una disonesta lettura della realtà come metodo.

Scriveva Brecht (sì, un comunista):

Impara bambino a scuola

impara uomo in carcere

impara donna in cucina

frequenta la scuola,

senza tetto

procurati sapere

tu che hai freddo

affamato, impugna il libro

è come un’arma.

Non temere di fare domande

verifica le cose che leggi

ciò che non sai di tua scienza

in realtà non lo sai.

Io l’ho imparata il primo giorno di scuola, questa poesia, e non ho mai smesso di leggere e di imparare.

Buon lavoro a tutti i colleghi/e

 

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La fatica di vivere è trasparente

Depressione-lavoro-suicidio

La notizia della madre che ha ritirato la figlia da scuola perché non c’era l’insegnante di sostegno, è terribile. Non è ammissibile una simile carenza di servizi.

Da anni, anche in sindacato, porto avanti la necessità che la presenza di insegnanti di sostegno, vista la crescente difficoltà di insegnare, le classi numerose, ecc., debba essere fissa in ogni classe. la scuola deve essere un’isola felice per tutti, non aggravare il disagio chi parte già da una situazione difficile. In Italia la legge sull’integrazione è tra le più avanzate del mondo e ha funzionato, fino a quando non hanno cominciato a fare macelleria sociale sulla scuola, senza più fermarsi.

Qualche giorno fa ho assistito a due episodi che mi hanno fatto riflettere. Un disabile sulla sedia a rotelle non è riuscito a salire sull’autobus ( nuovo) perché la passerella non funzionava. Quando sono sceso alla mia fermata, c’era un ragazzo che poteva avere al massimo sedici anni, deambulava male e aveva una paralisi al braccio ma ostinatamente, un passo dopo l’altro, andava avanti.  L’immagine della fatica di vivere.

I disabili sono invisibili, non ci si fa caso, li si evita, sono cattivi pensieri da scacciare dopo un momento di commiserazione, a volte danno fastidio, specie nei luoghi di villeggiatura, o in tutti quelli dove la gente va per divertirsi. Se ti rilassi, non vuoi pensare a chi non si rilassa mai.

Sono invisibili anche i poveri, specie quelli dignitosi, che non chiedono l’elemosina e devono contare gli spiccioli quando comprano da mangiare, visi che fanno tenerezza a vederli, stelle cadute che nessuno raccoglierà.

Sono invisibili gli abitanti delle periferie, isolati in ghetti, rinchiusi dentro palazzi enormi simili a caserme, fissati nell’immobilità di una vita che non prevede cambiamenti se non in peggio, senza prospettive, smarriti fuori dal loro ambiente, come gli uccellini vissuti in gabbia che non riescono a volare.

Sono invisibili gli anziani, perennemente in coda, lenti, quindi fastidiosi, per chi va sempre di fretta, desiderosi di parlare, scambiare quattro chiacchiere sull’autobus o dal salumiere con chi non ha più tempo neanche per essere cortese e li ignora sgarbatamente.

Quelle che ho elencato sono espressioni di una fatica di vivere che non è contemplata dai programmi di governo, a cui non guarda né la sinistra né la destra, sono marginali ed emarginati, fuori dal mercato, tanto per usare un’espressione attuale.

Spesso nel mio lavoro mi capita di parlare con nonne disabili, povere, che vivono in periferia e si occupano dei loro nipoti, di vedere sintetizzata in una persona la fatica di vivere. Sono momenti poco piacevoli non perché ne sia infastidito, ma perché, spesso, non ho risposte, non posso neanche regalargli un sorriso dicendo che il ragazzo o la ragazza va bene a scuola perché non è così, non può essere così. Se poi la fatica di vivere la vedi nei ragazzi, diventa straziante e la frustrazione insopportabile.

Prendersi cura degli altri per lavoro, non lo rende più facile, anzi, proprio per il fatto di essere retribuito da quello Stato che, sempre più spesso, è la causa dei problemi di chi devi aiutare, rende il lavoro più difficile, con un surplus di senso di responsabilità, di quella maledetta etica del lavoro che ti hanno inculcato i tuoi genitori, che ti fa arrivare stremato a fine settimana.

Immagino chi lavora sulle navi delle Ong, quelli che si occupano di tossicodipendenti, chi lavora nei servizi sociali, chi quotidianamente, ogni santo giorno, incontra la fatica di vivere nei suoi aspetti più estremi. Provo rispetto e ammirazione per queste persone, spesso denigrate, diffamate, insultate, basta fare un salto sui social e leggere i commenti sul coraggioso intervento di Carola Rackete, che ha accusato le nazioni europee di avere lasciato lei e i suoi compagni soli, quando avevano bisogno del loro aiuto.

Ecco, ci si sente soli, spesso, gli insulti, le calunnie, le critiche, scivolano, ma la solitudine no, ed è sempre più forte, negli ultimi tempi, la sensazione, in  chi si prende cura degli altri, di sentirsi diverso in mezzo ai diversi, di soffrire, in modo più lieve, della fatica di vivere che si cerca di alleviare.

Ma si va avanti, nonostante una politica di uno squallore inedito anche per il nostro paese,  dove lo squallore è di casa, nonostante il fuoco amico, nonostante un senso d’inutilità che a volte diventa quasi concreto, lo puoi toccare, sentire, odorare, si va avanti perché bisogna pur trovare un senso alla vita, qualcosa che vada oltre il possesso, bisogna pur essere qualcosa oltre ad averlo.

Alleviare per un momento la fatica di vivere al prossimo, quando ci si riesce, dà un senso, regala perfino momenti di gioia, a volte.  Se si riuscisse a farlo capire non a chi ci governa, è inutile, ma a chi ci vive attorno, forse il nostro sarebbe un paese migliore.

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La strana politica della sinistra

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Dunque, secondo la Morani e Bersani, con parole diverse ma il senso è lo stesso, non è il momento di parlare di diritti civili, specie per i migranti, perché si farebbe un favore a Salvini.

Non è il momento di aumentare selettivamente l’IVA (tassare i beni di lusso) perché si farebbe un favore a Salvini.

Non si possono neanche tassare le merendine (cibo spazzatura), perché si farebbe un favore a Salvini.

Forse, come in tutta Europa, si abolisce finalmente il contante ma non è sicuro, perché si rischia di fare un favore a Salvini. Tra parentesi: le tasse bancarie sui Pos si possono abbassare, ci sono altri mezzi per pagare elettronicamente, il provvedimento è caldeggiato da tempo, in funzione anti riciclaggio, da chi si occupa di mafia e corruzione. Ovvio che ci si gioca il voto dei commercianti che già frignano e questo frignare dovrebbe dar da pensare a chi di dovere, oh quanto!

Si possono tagliare i parlamentari, risparmiando meno di un jackpot alla lotteria ma permettendo ai Cinque stalle di proclamare al mondo un successo epocale.

Forse si può abbassare il voto a sedici anni (ma anche no), ma bisogna vedere se così non si fa un favore a Salvini.

Comunque i soldi per non alzare l’Iva ci sono, dove e come non si sa, sorpresa. Addirittura c’è il bonus befana, cioè lo stesso che il governo precedente ha tolto a cazzo lo ridiamo a cazzo.

Mi sorge un dubbio: vuoi vedere che per combattere la destra bisogna fare cose di destra e noi imbecilli non ce ne siamo mai accorti?

 

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Breve dizionario antropologico della sinistra

usbecomunismo

Il futuro è solo a sinistra e questa breve disamina mostra che il nostro paese non ha futuro.

Le brave persone

I peggiori. Democristiani, ex attivisti che hanno fatto i soldi, borghesi, rimasti nell’ombra del partito per convenienza e rispettosi della regola che recita che i rivoluzionari da giovani diventano conservatori da vecchi. Ipocriti. Sono quelli moderati, che ragionano a lungo prima di prendere una posizione e poi scelgono quella più scontata, banale, per non scontentare nessuno, specie quelli come loro. La maggioranza degli elettori di sinistra e la totalità degli elettori di Renzi. Moralisti e un po’ bigotti. Sono quelli che al G8 la polizia si è difesa, Carlo Giuliani se l’è cercata perché la violenza non è una soluzione, gli stranieri sono un problema ma non possiamo accoglierli tutti  e la povera Greta è manipolata.,

Giudizio: Insopportabili

I nostalgici irredimibili

Teneri, rispettabili, degni di ammirazione. Sono i reduci delle feste dell’Unità, quelli che hanno dato tutto al partito e non hanno ricevuto nulla, hanno riempito le piazze, ottenuto grandi vittorie e cocenti sconfitte. Sempre legati alla speranza che qualcosa possa cambiare in meglio, continuano a spendersi per gli altri. Sempre fedeli alla linea. Sono quelli che al G8 quei bastardi dei poliziotti ci hanno menato, quel povero ragazzo l’hanno ammazzato come un cane, gli stranieri sono esseri umani e vanno trattati come tali, poveri figlioli,  e Greta fa venire i lucciconi tanto è bello vedere di nuovo dei ragazzi in piazza.

Giudizio: Necessari per vedere chi eravamo e cosa siamo diventati.

 I post marxisti intellettuali

Insopportabili. Sono colti, quindi per questo, ancor più colpevoli. usano la retorica come un’arma, contando sul fatto che la gente non capisca un cazzo delle loro ipocrite elucubrazioni e resti affascinata dall’eloquio forbito. Portano avanti l’idea che tutto quello che ha fatto la sinistra sia andato a vantaggio del turbocapitalismo, che tutto quello che si fa a favore degli altri, vada a vantaggio del turbocapitalismo. Quindi gli stranieri sono manodopera a basso costo e conviene farli morire in mare per il loro bene, i diritti civili sono un retaggio del passato, qualunque movimento di rivolta sociale è un’arma di distrazione di massa. Sono quelli che al G8 abbiamo assistito a una nuova edizione di Valle Giulia, Carlo è una vittima delle sue idee che hanno creato il sistema di cui è stato vittima, Greta è una marionetta manovrata dai poteri forti.

Giudizio: Da rieducare mandandoli a lavorare nei campi

I duri e puri

Quelli per cui il muro di Berlino non è mai caduto, la rivoluzione proletaria arriverà quando le nuove masse proletarie d’oriente prenderanno coscienza di essere una forza, il capitalismo è ormai allo stremo, la lotta deve essere dura, i fautori degli scioperi a oltranza, sempre dalla parte degli ultimi. Sono quelli che al G8  le hanno prese di brutto, Carlo è un eroe e Greta va supportata cercando di far crescere in questa nuova generazione di ragazzi una coscienza politica di classe.

Giudizio: Rispettabili per la gran maggioranza, fuori dalla realtà, utopisti, ma necessari. Al loro interno, molti paraculi.

Gli incazzati neri

Quelli che hanno sempre creduto che se vuoi essere d’esempio agli altri devi farti un culo così e non accettare compromessi, quelli che hanno visto il partito cercare consenso tra i nemici di ieri, quelli che vorrebbero una linea politica , quelli che si impegnano quotidianamente, ostinatamente, anche se non ci credono più, quelli che si spendono per gli altri senza chiedere nulla in cambio, quelli che non hanno mai abbassato la testa, quelli che odiano la retorica e le posizioni di comodo. Quelli che il G8 è stato l’inizio, una sospensione dei diritti  civili inaccettabile, un massacro preparato con cura, Carlo Giuliani una vittima predestinata e aspettiamo ancora giustizia, Greta una speranza e lasciamoli crescere questi ragazzi.

Giudizio: Gli sconfitti di sempre. 

 

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