Il gioco delle parti sulla pelle dei curdi

Turkey Moves Forces Into Northern Syria

La Turchia vive sotto dittatura da anni e l’Europa, da anni, lo accetta senza battere ciglio. Anzi, conclude affari con Erdogan, addirittura lo paga per tenersi gli immigrati e fare il lavoro sporco al posto suo. Erdogan il negazionista che minaccia ritorsioni a chi si azzarda di parlare degli armeni, Erdogan il genocida, che vuole eliminare i curdi siriani dal Rotava, dove loro hanno scacciato gli arabi ( le questioni in medio oriente non vanno mai affrontate in modo manicheo).

Non esiste un governo politico europeo forte, compatto e coeso che possa, dopo l’aggressione ai curdi, fare la voce grossa contro Erdogan. L’Europa sembra più preoccupata di arginare la deriva sovranità che di giocare il suo ruolo nello scacchiere internazionale.

Il richiamo ai valori europei calpestati molte volte in questi anni, con le  due  guerre del Golfo e prima ancora la guerra nell’ex Jugoslavia, suona quasi ironico, se non tragico.

Ci sono grandi interessi economici in gioco, più grandi dei diritti di giornalisti, attivisti civili, insegnanti, intellettuali imprigionati da Erdogan a centinaia. Più dei processi sommari e delle sentenze farsa. Vendita di armi, fabbriche, agevolazioni di mercato per la Turchia, il gas: interessi che valgono miliardi di euro.

L’Italia poi, dopo aver perso qualsiasi credito internazionale grazie a Berlusconi prima e a Salvini poi, si affanna penosamente a conservare un residuo di dignità senza riuscirci .

Non si spiega altrimenti l’ipocrita presa di posizione sulla vendita di armi alla Turchia: è necessario un accordo in tutta Europa, sospenderemo le nuove licenze. Tutto qui, il nostro intervento su un conflitto proditorio che sta insanguinando un territorio tormentato e allo stremo e si prefigge come scopo un genocidio, è tutto qui.

Non riusciamo a uscire dalla retorica, non riusciamo a cambiare la narrazione di un paese che continua a vagare smarrito in una terra di nessuno senza sapere quale direzione prendere. Non si può pretendere che un governo nato per contrastare un male maggiore, un’alleanza impossibile tra due forze incompatibili, almeno in teoria, possa mostrare i muscoli a un dittatore che, con l’avallo di Trump, sta facendo quello che tutti sapevano che prima o poi avrebbe fatto. Ma abbiamo continuato a finanziarlo nonostante tutto.

Per inciso, il tradimento di Trump nei riguardi dei curdi, la sua cecità politica riguardo la presunta sconfitta dell’Isis, aprono inquietanti prospettive sulla questione medio orientale nei giorni a venire, e quindi, sul futuro del mondo.

Nessuno farà nulla contro Erdogan, per paura, per viltà, perché non conviene, e ci dimenticheremo presto dei Curdi, lasciati, come sempre, da soli, come soli, in questo momento, sono gli ecuadoriani, i venezuelani, una decina di popoli africani e chissà quanti altri che lottano per la libertà sparsi per il mondo.

Ma continuiamo pure a fare doverosi appelli, per tacitare la nostra coscienza, a lanciare petizioni e twittare ogni giorno indignati. Fino a quando cadrà il silenzio sulla nostra vergogna.

 

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Un mondo connesso con l’indifferenza

indifferenza

Silvestro, protagonista del capolavoro di Vittorini, soffriva per i mali del mondo; Che Guevara diceva che non può esserci felicità se da qualche parte nel mondo un uomo è oppresso; gli studenti del ’68, quando la speranza di cambiare il mondo divampò e si spense rapidamente come un bel sogno, dicevano I care, me ne curo; a Genova, nel 2001, giovani e meno giovani gridavano che un mondo diverso, più giusto, con meno diseguaglianze, più sostenibile, è possibile.

Sogni, lampi di speranze spente in una giungla boliviana, dal piombo del terrorismo o dalle torture nella caserma di Bolzaneto, un tensione verso l’altro che oggi sembra scomparsa sia dall’agenda politica della sinistra, sia da quella destra destra, se non i termini di bieco populismo, di politica anti sistema che, in realtà, vuole mettere a tacere chi al Sistema si oppone. Quel che è peggio è che sembra sparita anche nella gente, sempre più chiusa, impaurita, restia ad accettare l’altro, che si tratti dei migranti o di chi, semplicemente, la pensa in modo diverso. Il rifiuto al posto del confronto.

E’ un mondo, quello di oggi, dove chi prova a spendersi per gli altri viene dileggiato, diffamato o, nella migliore delle ipotesi, ignorato. Se poi trova consenso, arrivano le minacce, come il fantoccio impiccato di Greta a un viadotto dell’autostrada. O gli insulti, come quelli piovuta su Carola, prima e dopo il suo intervento a Bruxelles. Chi si spende per gli altri mette a nudo davanti allo specchio la pochezza umana di chi non lo fa, per questo irrita.

E’ un mondo connesso nell’indifferenza globale, che dibatte sul particolare dimenticando l’universale, sempre più simile al mondo descritto da Guicciardini: egoista, teso all’autoffermazione individualistica, privo di valori. Anzi si può dire che Guicciardini abbia ormai soppiantato definitivamente, come modello di riferimento, quel Machiavelli citato spesso a sproposito, che mascherava dietro l’apparente  cinismo un  forte  idealismo e un amore disperato per il popolo.

Il pensiero liquido ha lasciato il posto alla tentazione del pensiero unico, o del pensiero flessibile, mutuato dalle opinioni volubili del capo, non importa se si tratti dell’ego della bilancia che prossimamente riunirà gli stati generali alla Leopolda o dell’inutile Di Maio. Il pensiero liquido ha lasciato il posto al non pensiero, all’azzeramento dello spirito critico e alla trasformazione delle fazioni politiche in sette con i rispettivi, infervorati adepti.

E’ un mondo pericoloso, dove un squallido cialtrone come Donald Trump fa e dice quello che, fino a poco tempo fa, sarebbe stato inaudito e indicibile senza trovare nessuno che riesca a contrastarlo, neanche tra le fila del suo partito, che ha annoverato in passato anche persone decenti ma che preferisce l’esercizio del potere all’esercizio razionale del potere, anche se al potere c’è un demente.

Il mondo italiano si contraddistingue per un di più di squallore, di pavida ipocrisia. Solo così si spiega il silenzio del Pd, in particolare, sulle donne e bambini morti al largo delle nostre coste. Con il pretesto di non voler dare fiato alla propaganda razzista della destra si finisce per cadere in un’ignavia colpevole, per certi versi, ancora peggiore.

Siamo insomma passati dal soffrire per i mali del mondo a fottercene allegramente, a fare finta che quei morti siano una triste fatalità e non il frutto di immondi compromessi. Molto meglio applaudire un’inutile riforma che diminuisce la dmeocrazia, piuttosto che dedicare un minuto di silenzio a quei morti che pesano sulla cosceinza di quelli che applaudivano più forte.

Non manca, ovviamente, un tocco di grottesco che si concretizza nei cinquecento pseudo scienziati che negano l’evidenza attaccando Greta, o negli articoli di certa sinistra per cui tutto ciò che è mediatico è il male, come ieri loe ra tutto ciò che era popolare,  e accusa una ragazza di sedici anni di porre problemi e non di proporre soluzioni. E’ evidente che Popper non abita più qui.

Invece di preparare un neo umanesimo, necessario e auspicabile per cambiare il presente, stiamo scivolando in un neo oscurantismo, un medioevo prossimo venturo che non lascia presagire nulla di buono.

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La strana politica della sinistra

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Dunque, secondo la Morani e Bersani, con parole diverse ma il senso è lo stesso, non è il momento di parlare di diritti civili, specie per i migranti, perché si farebbe un favore a Salvini.

Non è il momento di aumentare selettivamente l’IVA (tassare i beni di lusso) perché si farebbe un favore a Salvini.

Non si possono neanche tassare le merendine (cibo spazzatura), perché si farebbe un favore a Salvini.

Forse, come in tutta Europa, si abolisce finalmente il contante ma non è sicuro, perché si rischia di fare un favore a Salvini. Tra parentesi: le tasse bancarie sui Pos si possono abbassare, ci sono altri mezzi per pagare elettronicamente, il provvedimento è caldeggiato da tempo, in funzione anti riciclaggio, da chi si occupa di mafia e corruzione. Ovvio che ci si gioca il voto dei commercianti che già frignano e questo frignare dovrebbe dar da pensare a chi di dovere, oh quanto!

Si possono tagliare i parlamentari, risparmiando meno di un jackpot alla lotteria ma permettendo ai Cinque stalle di proclamare al mondo un successo epocale.

Forse si può abbassare il voto a sedici anni (ma anche no), ma bisogna vedere se così non si fa un favore a Salvini.

Comunque i soldi per non alzare l’Iva ci sono, dove e come non si sa, sorpresa. Addirittura c’è il bonus befana, cioè lo stesso che il governo precedente ha tolto a cazzo lo ridiamo a cazzo.

Mi sorge un dubbio: vuoi vedere che per combattere la destra bisogna fare cose di destra e noi imbecilli non ce ne siamo mai accorti?

 

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Breve dizionario antropologico della sinistra

usbecomunismo

Il futuro è solo a sinistra e questa breve disamina mostra che il nostro paese non ha futuro.

Le brave persone

I peggiori. Democristiani, ex attivisti che hanno fatto i soldi, borghesi, rimasti nell’ombra del partito per convenienza e rispettosi della regola che recita che i rivoluzionari da giovani diventano conservatori da vecchi. Ipocriti. Sono quelli moderati, che ragionano a lungo prima di prendere una posizione e poi scelgono quella più scontata, banale, per non scontentare nessuno, specie quelli come loro. La maggioranza degli elettori di sinistra e la totalità degli elettori di Renzi. Moralisti e un po’ bigotti. Sono quelli che al G8 la polizia si è difesa, Carlo Giuliani se l’è cercata perché la violenza non è una soluzione, gli stranieri sono un problema ma non possiamo accoglierli tutti  e la povera Greta è manipolata.,

Giudizio: Insopportabili

I nostalgici irredimibili

Teneri, rispettabili, degni di ammirazione. Sono i reduci delle feste dell’Unità, quelli che hanno dato tutto al partito e non hanno ricevuto nulla, hanno riempito le piazze, ottenuto grandi vittorie e cocenti sconfitte. Sempre legati alla speranza che qualcosa possa cambiare in meglio, continuano a spendersi per gli altri. Sempre fedeli alla linea. Sono quelli che al G8 quei bastardi dei poliziotti ci hanno menato, quel povero ragazzo l’hanno ammazzato come un cane, gli stranieri sono esseri umani e vanno trattati come tali, poveri figlioli,  e Greta fa venire i lucciconi tanto è bello vedere di nuovo dei ragazzi in piazza.

Giudizio: Necessari per vedere chi eravamo e cosa siamo diventati.

 I post marxisti intellettuali

Insopportabili. Sono colti, quindi per questo, ancor più colpevoli. usano la retorica come un’arma, contando sul fatto che la gente non capisca un cazzo delle loro ipocrite elucubrazioni e resti affascinata dall’eloquio forbito. Portano avanti l’idea che tutto quello che ha fatto la sinistra sia andato a vantaggio del turbocapitalismo, che tutto quello che si fa a favore degli altri, vada a vantaggio del turbocapitalismo. Quindi gli stranieri sono manodopera a basso costo e conviene farli morire in mare per il loro bene, i diritti civili sono un retaggio del passato, qualunque movimento di rivolta sociale è un’arma di distrazione di massa. Sono quelli che al G8 abbiamo assistito a una nuova edizione di Valle Giulia, Carlo è una vittima delle sue idee che hanno creato il sistema di cui è stato vittima, Greta è una marionetta manovrata dai poteri forti.

Giudizio: Da rieducare mandandoli a lavorare nei campi

I duri e puri

Quelli per cui il muro di Berlino non è mai caduto, la rivoluzione proletaria arriverà quando le nuove masse proletarie d’oriente prenderanno coscienza di essere una forza, il capitalismo è ormai allo stremo, la lotta deve essere dura, i fautori degli scioperi a oltranza, sempre dalla parte degli ultimi. Sono quelli che al G8  le hanno prese di brutto, Carlo è un eroe e Greta va supportata cercando di far crescere in questa nuova generazione di ragazzi una coscienza politica di classe.

Giudizio: Rispettabili per la gran maggioranza, fuori dalla realtà, utopisti, ma necessari. Al loro interno, molti paraculi.

Gli incazzati neri

Quelli che hanno sempre creduto che se vuoi essere d’esempio agli altri devi farti un culo così e non accettare compromessi, quelli che hanno visto il partito cercare consenso tra i nemici di ieri, quelli che vorrebbero una linea politica , quelli che si impegnano quotidianamente, ostinatamente, anche se non ci credono più, quelli che si spendono per gli altri senza chiedere nulla in cambio, quelli che non hanno mai abbassato la testa, quelli che odiano la retorica e le posizioni di comodo. Quelli che il G8 è stato l’inizio, una sospensione dei diritti  civili inaccettabile, un massacro preparato con cura, Carlo Giuliani una vittima predestinata e aspettiamo ancora giustizia, Greta una speranza e lasciamoli crescere questi ragazzi.

Giudizio: Gli sconfitti di sempre. 

 

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Un paese di ipocriti benpensanti

se il clima fosse stato una banca

Lasciamo perdere Fusaro, un esempio lampante che la cultura non solo non fa sempre bene ma, se usata a sproposito, è dannosissima. Lasciamo perdere Feltri, Facci, e il letamaio di destra, gente orripilata dal libero pensiero, anzi, gente orripilata dal pensiero tout court.

Anche Cottarelli si sente in dovere di pontificare sulla manifestazione di ieri dicendo che avrebbe avuto maggiore valore se i ragazzi l’avessero fatta di domenica. E così tanti altri benpensanti, brave persone, borghesi per bene, a dire che è inutile manifestare se non si rinuncia agli abiti di marca, ai cellulari, etc. Tutta una serie di luoghi comuni triti e ritriti che testimoniano solo una cosa: questa gente non conosce minimamente i ragazzi di oggi, o almeno, una parte consistente di loro. Io, per lavoro, sono obbligato a conoscerli.

Tre milioni di persone rubavano la connessione alle pay tv per vedersi partite e film a sbafo, i sindacati sanno benissimo che se non si organizza uno sciopero di Venerdì o di Lunedì la gente non partecipa, siamo il paese dell’evasione fiscale più alta d’Europa, in Italia si ruba su tutto, siamo il paese delle raccomandazioni, del mi manda Picone, delle mafie e della speculazione edilizia, ultimamente siamo un paese razzista e disumano, l’ipocrisia scorre a fiumi, la politica è ridotta a barzelletta e sta gente si preoccupa di pontificare su un milione di ragazzi scesi in piazza anche per loro, discettando sulle giustificazioni e, come sempre succede, guardando il contorno ( in modo ipocrita e stupido) e perdendo di vista la sostanza.

Perché la sostanza, caro Cottarelli e compagnia cantante, è scomoda per i borghesi come lei, perché la sostanza è che quei ragazzi vogliono un mondo sostenibile e per avere un mondo sostenibile bisogna rinunciare tutti a qualcosa perché chi non ha niente abbia qualcosa, perché una vera politica ambientale seria non può che orientarsi verso la decrescita e la decrescita non è per niente felice, no, è una cosa sgradevole specie per chi ha le tasche piene.

Parlare di decrescita in un  paese dove Salvini distribuisce merendine, cibo spazzatura, ai suoi fans perchè non vengano tassate e dove Renzi, un eroe per molti, per me non dico cos’è altrimenti mi querela, difende improvvisamente Berlusconi, il re della cementificazione, il signore delle mani in pasta, una delle figure più corrotte e corruttrici apparse nel paese dopo Andreotti, dove la sinistra ha poche idee ma inutili e i Cinque stelle poche idee ma inutili e dannose, parlare di decrescita nel paese dei tuttologi, degli haters, delle Chiara Ferragni, della tv spazzatura, è semplicemente folle e quei ragazzi che ieri sono scesi in piazza, e pazienza se qualcuno l’ha fatto per saltare scuola, a suo tempo l’ha fatto anche Cottarelli, sono assolutamente folli, splendidamente folli nel loro desiderio di cambiare le cose.

Francamente più del riscaldamento globale irrita i miei neuroni l’ipocrisia di chi ho attorno, questa gente che vive nel suo piccolo mondo creandosi gabbie in cui rinchiudersi per stare tranquilli e non sa più sognare oltre gli spot della televisione.

Irrita le mie sinapsi il qualunquismo, il benaltrismo, chi urla e chi tace, chi per vivere tranquillo non esprime mai un’opinione e chi è contro tutto per per partito preso.

Ma mi irrita più di tutto, chi si rifiuta di pensare che altri, in questo caso i ragazzi e le ragazze scesi in piazza, possano essere migliori di lui. Questo voler uniformare chiunque allo schifo che ci circonda, voler trovare manovratori occulti o ragioni meschine per giustificare l’impegno altrui, il continuo dire avrà il suo interesse a farlo tenendo ben saldo il culo sulla sedia e la bocca ben chiusa, è veramente vomitevole.

Cottarelli, e voi, bravi borghesi, non lo dico più da anni ma c’è un limite a tutto: siete vuoti dentro, avete rotto i coglioni e speriamo che la prossima volta i ragazzi siano una marea che vi sommerga.

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Lettera ai ragazzi/e che credono in un mondo migliore

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Siete tanti, bellissimi e colorati, avete riempito le piazze di gioventù, allegria, sorrisi e rabbia, siete il futuro. Speriamo.

Nel 2001, a Genova, a riempire le piazze c’erano altri ragazzi, colorati e sorridenti, insieme a chi, come me,era un po’ più grande ma ancora incazzato. Chiedevano più o meno le stesse cose: un mondo diverso, un modello di sviluppo diverso, sostenibile, un mondo migliore è possibile, dicevano. Già: un mondo migliore è possibile…

Erano tanti quei ragazzi/e, come voi e facevano paura: i loro sogni si sono spenti contro i manganelli della polizia e nelle camere di tortura a Bolzaneto, uno di loro, Carlo, è stato spento da un maledetto proiettile sparato da un carabiniere. Quelle energie si sono perse nel nulla.

Facevano paura quei ragazzi e anche voi fate paura, lo dimostra la gente che ride di voi, i Vittorio Feltri, i Filippo Facci, gli intellettuaolidi di sinistra di sta minchia, quelli che vi invitano a studiare e quelli che vi insultano. Ride chi ha nel cuore l’odio e nella mente la paura, diceva uno dei cantanti che ascoltavamo ai miei tempi, e a loro, che di sogni non ne hanno più, che si sono venduti al migliore offerente e non sanno guardare avanti oltre il loro naso e dietro oltre il loro culo, chi sogna fa paura, chi pensa agli altri fa paura, chi è diverso fa paura.

Voi siete splendidamente diversi, avete idee e rabbia, non disperdete entrambe le cose, coltivatele, fatele crescere, lasciate che germoglino rigogliose come gli alberi con cui volete riempire il mondo.

Studiate, ragazzi/e. perché siete il futuro e il futuro ha bisogno di gente consapevole di quello che dice, padrona del suo sapere, gente che possa spazzare via i servi e i venduti, gente che non abbia paura di dire sempre quello che pensa. Studiate per voi, per sentirvi più forti, per non farvi imbrogliare, impugnate i vostri libri come armi.

Studiate ma coltivate i vostri talenti, suonate, scrivete, dipingete, danzate, diffondete bellezza, come avete fatto oggi, portate aria fresca in un mondo dove l’aria è stantia e si fa fatica a respirare.

Ma state attenti, perché questo non è solo un mondo inquinato è anche un mondo abitato da pezzi di merda senza scrupoli. Se arrivaste al punto di poter davvero cambiare le cose, se la smetteranno di trattarvi come un fenomeno folcloristico, se riuscirete a diventare una forza vera, state attenti: proveranno a schiacciarvi, l’hanno sempre fatto.

Ma questa gente è stupida, quindi crescete in silenzio, senza clamore, diventate forti e lasciate che polemizzino sulla facenda ridicola delle giustificazioni, gente che sciopera solo il venerdì e che da tempo ha ammainato le proprie bandiere, moralisti del venerdì, lasciateli cuocere nel loro brodo. Siete la parte migliore di questo paese, lontani dall’ipocrisia di chi sta sempre con la ragione e mai col torto e da quelli che vantano una dignità  fatta di vuoto, scusate se cito ancora il cantautore dei miei tempi.

Restate puri, veri, incazzati: cambiate il mondo, come noi non siamo riusciti a fare e non curatevi delle chiacchiere vuote dei rivoluzionari da tastiera.

Lavoro con voi da vent’anni, vi vedo crescere, cambiare, diventare quasi adulti. Un tempo credevo che la speranza fosse nei prolet, qualcuno di voi forse coglie quest’altra citazione, scusate, ma mi guadagno da vivere spiegando cosa hanno scritto gli altri e citare è un’abitudine, oggi credo che la speranza sia nei ragazzi, nonostante tutto, nonostante quelli che pestano i migranti e alzano il braccio nel saluto romano, nonostante la pessima musica che ascoltate, nonostante siate confusi, autoreferenziali, incapaci di gestire le emozioni, a volte violenti, altre malinconici e persi. C’è comunque  bellezza in voi, la bellezza dell’acqua pura di un fiuume di montagna, la bellezza che è forza, energia, voglia di cambiare: non perdetela e vincerete, presto o tardi.

Il cantautore si chiama Francesco Guccini e se ascoltate Il vecchio e il bambino  scoprirete che quarantanni fa diceva quello che voi dite oggi. In bocca al lupo.

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Ipocriti per natura

Sanfilippo

Non c’è nulla da fare, non c’è soluzione: gli italiani sono ipocriti per natura ed è qualcosa con cui bisogna convivere.

Il povero giornalista Fabio Sanfilippo esprime con sarcasmo, in un post su Facebook, la sua rabbia nei riguardi dell’ex ministro degli interni e viene pubblicamente messo alla gogna, dall’ex ministro, dai suoi servi e dalle anime belle del Pd, Renzi in testa, che esprimono una solidarietà del tutto fuori luogo. Una solidarietà all’uomo ( si fa per dire) che continua a definirli il partito di Bibbiano.

Esilarante è poi il provvedimento di sospensione per il giornalista, quando Feltri, Belpietro, Giordano e compagnia cantante, continuano a vomitare quotidianamente i loro insulti nei riguardi di chiunque non la pensi come loro, parlando senza problemi di governo dei terroni, di infami, ecc. Ricordo che della compagnia fa parte anche la Maglie che, qualche mese fa, augurò a Greta di essere schiacciata da una macchina, senza che qualcuna delle anime belle si indignasse per questo. Di Fusaro non parlo perché infierire sui casi clinici non è carino.

Io non sono un’anima bella e, con l’età, sto diventando anche intollerante, ma, soprattutto, ho buona memoria, al contrario di tanti compatrioti. Non dimenticare è il primo passo per non ritrovarsi a commettere gli stessi errori.

Ricordo che Salvini ha difeso senza pudore assassini per pubblicizzare il suo decreto sulla legittima difesa, decreto emanato per proteggere assassini, ricordo che ha sequestrato esseri umani allo stremo per giorni, ricordo che ha quotidianamente insultato i migranti, flirtato con i gruppi neonazisti della penisola, quelli che parlano di supremazia bianca, come il governatore di Milano, ricordo che ha insultato la comunità LGBT tacciandola di anormalità e di essere contronatura, senza contare che, da credente, mi ha irritato ogni volta che ha nominato il nome di Dio e della Madonna in mano.

Per quattordici mesi quest’uomo ( diciamo così) ha seminato odio, ha diviso il paese, ha dato voce agli italiani peggiori, ha mentito senza vergogna per poi, vigliaccamente, tirarsi indietro quando era arrivato il momento del redde rationem. 

Salvini ha provocato una devastazione etica e morale senza precedenti, una diminuzione  del tasso di umanità nel nostro paese che difficilmente si potrà recuperare in tempi brevi.  Al suo confronto, Berlusconi è un nonno un po’ birichino.

Adesso, non trova di meglio da fare che frignare come il bambino capriccioso che è di fronte a un attacco personale all’acqua di rose rispetto a quelli che lui, i suoi servi e Morisi, il suo braccio armato della Rete, lanciavano e continuano a lanciare quotidianamente a decine dagli schemi televisivi, dai giornali, dalle televisioni, ecc.

Mi spiace, ma di fronte ai fatti, di fronte alla quotidianità avvelenata di questo paese dove si prendono a calci bambini tre anni, dove si toglie la mensa ai bambini stranieri, m dove si schedano gli insegnanti di sinistra per poi, magari, sospenderli senza giusta causa, dove si invita ad armarsi e scendere in piazza contro un governo legittimo, se c’è qualcuno a cui esprimere solidarietà è il giornalista Sanfilippo e a lui va tutta la mia comprensione.

 

 

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