Il viaggio dell’eroe: la scrittura come scoperta

Questo è il miglior manuale di scrittura creativa sul mercato: semplice, completo, schematico il giusto, è il testo guida utilizzato dagli sceneggiatori americani ma, pur essendo orientato alla scrittura per il cinema, può essere tranquillamente adattato anche per la scrittura tout court.

Cristopher Vogler, l’autore, ha sostanzialmente semplificato e reso accessibile a tutti L’eroe dai mille volti, di Joseph Campbell, un classico dell’antropologia diventato la Bibbia degli scrittori americani e utilizzato in tutte le scuole di scrittura creativa che, da quelle parti, sfornano fior di scrittori e sono gestite dalle università, mentre troppe volte da noi sono solo macchine mangia soldi. Quanto alla scuoila, la scrittura sembra essere la cenerontola delle materie, una faccenda noiosa da ottemeperare rapidamente svilendola in temi, relazioni, pensierini, ecc. e sporecando il potenziale creativo dei ragazzi.

Mi occupo, praticamente da quando ho cominciato ad insegnare, di scrittura creativa e sono arrivato alla conclusione, dopo aver tenuto numertosi corsi per i ragazzi, che a difettare nel loro approccio alla materia, non sia nè la fantasia, nè le buone idee, anche se spesso queste ultime sono mutuate dfalla televisione dal cinema o dai videogiochi, ma l’abilità di creare una concatenazione tra gli eventi e di rendere vivo quello che scrivono.

Questo libro fornisce le linee guida per arrivare a costruire una storia logica, avvincente e ben strutturata, usando tutti i trucchi del mestiere: flasback, flashforward, digressioni, ecc., senza scendere in particolari pedanti o fare esempi troppo alti.

Di solito, fornisco delle mappe tratte dal libro o adattate in prima persona e lascio che i ragazzi lavorino in libertà, seguendo poche indicazioni e rispettando quelli che sono i nodi principali della struttura del racconto: situazione di equilibrio_ rottura dell’equilibrio_ dubbi e passi indietro del protagonista_ accettazione della sfida_ ricerca_ conquista del risultato_ ritorno ad una nuova situazione di equilibrio in cui i protagonisti della storia sono cresciuti.

Ovviamente, la ricerca può essere quella dell’anello del potere, della dimora del vampiro, dell’amore di una ragazza, della libertà per un popolo oppresso, ecc.ecc. Lo schema è multitasking, per usare una parola orribile.

Se ci fate caso, il 90% delle produzioni cinematografiche hollywodiane, più o meno efficacemente, segue questo modello che, permette infinite variazioni sul tema e vale per ogni genere letterario o cinematografico. Non va quindi inteso come una serie rigidadi regole, piuttosto come una mappa per orientarsi e non perdere il filo di quanto si sta scrivendo.

Io stesso mi sono accorto di aver seguito in modo personale queste regole nella stesura del mio Il granello di sabbia, a riprova che dopo anni di pratica si maturano automatismi inconsci, il risultato che auspico di ottenere con i ragazzi e le ragazze con cui lavoro.

Contrariamente a quel che si crede, ai ragazzi scrivere piace, specialmente quando possono scrivere di sé. Detestano invece le prove strutturate, l’angusto spazio espressivo del tema o della relazione, la scrittura scolastica per eccellenza. Se lasciati liberi di esprimersi e di usare la fantasia, seguendo uno schema molto aperto come quello sopra indicato, magari non elaborano capolavori ma le loro capacità di scrittura migliorano rapidamente e il miglioramento si riverbera anche sulle prove strutturate.

Senza contare il fatto che la scrittura è un continuo dialogo con sé stessi, i propri fantasmi e i propri sogni, quindi la creazione letteraria è fondamentale per aumentare l’autostima e, se il lavoro è di gruppo, io di solito strutturo i corsi così, (con buona pace dei fanatici della meritocrazia credo che la cooperazione valga molto più della reiterazione dell’ovvio, se uno sa scrivere sa scrivere), per migliore le capacità di socializzazione e di cooperazione.

La maggior parte dei manuali di scrittura creativa sono verbosi, redatti secondo una logica “scolastica”, pedanti e, purtroppo, la scuola di oggi non è la palestra migliore per affinare il pensiero laterale e le proprie capacità creative. Sempre più nozionistica e competitiva, lascia pochissimo spazio all’espressione di sè, spazio che viene occupato, con risultati devastanti , dai social.

Il viaggio dell’Eroe è una felice eccezione e lo consiglio a chiunque si occupi di scrittura creativa, in prima persona o per lavoro.

Allego di seguito un estratto da Il granello di sabbia, scaricabile una volta aperto, ricordando a chi fosse interessato che può acquistarlo su Amazon.it in formaebook o cartaceo.

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Lo squallido bullismo di un uomo senza qualità e l’ignoranza trasversale.

Salvini è il nulla, umanamente e politicamente, è il prodotto di una cultura superficiale e gretta che si fonda sul pregiudizio e sull’ignoranza come vanto.

Ma, talvolta, chi lo critica non è da meno, quanto a ignoranza.

Ho visto solo oggi il video del ragazzo dislessico, montato ad arte dagli squallidi cialtroni che reggono il gioco a Salvini, per prendere in giro i suoi oppositori. L’atto è stato indegno, ma è solo l’ultimo di una lunga serie. Salvini ci ha abituato a offese pecoreccie rivolte a donne rappresentanti dello Stato (Boldrini), a insulti a donne con le palle, quindi assai diverse da lui (Carola Rackete) a offese ai terroni, ai tossicodipendenti, agli omosessuali, a sbandierare, bestemmiando di fatto, crocifissi, a richiedere protezioni alla Madonna dopo atti spregevoli. Sappiamo che uomo è, se proprio è necessario dargli una definizione antropologica, non stupisce che se la sia presa con un ragazzo simpatico colto in un momento di difficoltà. Ha fatto di peggio e di peggio farà fino a quando non tornerà ad essere il nulla mischiato con niente che era prima.

Ma confondere la dislessia, che non è una malattia e non è una disabilità, con una malattia e una disabilità, come hanno fatto molti nel tentativo lodevole di difendere Sergio Echamanov, che, tra l’altro, se l’è cavata benissimo da solo, sul palco, scherzando sulla propria difficoltà, testimonia ignoranza e approssimazione anche in chi sta dall’altra parte, mostrando che certi mali sono ormai trasversali in Italia.

La dislessia è un disturbo specifico dell’apprendimento che può tradursi in disgrafia, problemi di lettura, ecc., ampiamente noto a chi lavora nella scuola e ampiamente gestibile. Negli ultimi anni le diagnosi di DSA sono aumentate e io, da tempo, utilizzo con tutti gli alunni strumenti come le mappe concettuali, le verifiche mirate al contenuto, ecc. che rientrano tra gli strumenti compensativi e dispensativi che la normativa concede loro.

Einstein, Mozart, Leonardo, Paul McCartney, Spielberg, Bob Dylan, sono solo alcuni nomi di dislessici famosi che mostrano come la dislessia possa essere brillantemente superata e, spesso, accompagni uomini e donne con capacità fuori dal comune.

Non si è reso un buon servizio quindi a Sergio trattandolo sui social come un disabile e o un malato offeso da Salvini. Se anche Sergio non fosse stato DSA, ma un ragazzo che si è impappinato sul palco, l’atto del segretario della Lega sarebbe comunque stato un esempio di viltà e miseria, categorie che accompagnano sempre in ogni luogo le persone senza qualità e i fascisti, tanto per fare una tautologia.

I pregiudizi, di qualunque colore, sono duri a morire e, nel sottotetto di certi commenti, ho letto il pietismo per il povero ragazzo sfortunato, cioè l’atteggiamento che qualunque insegnante sa che non deve mai tenere con i DSA, che vanno trattati come gli altri compagni, possedendo capacità cognitive normali e spesso superiori alla media.

La disinformazione e il pregiudizio non sono, purtroppo, appannaggio solo della destra, basta leggere i battibecchi, a volte esilaranti, più spesso deprimenti tra renziani ed anti renziani sui social quando dibattono su argomenti mostrandone una conoscenza, a voler essere generosi, approssimativa.

Quest’episodio mi ha fatto riflettere sul fatto che il vuoto culturale di questo paese è, probabilmente, molto più profondo di quanto appaia, e appare già in modo allarmante. La scuola, ormai, rischia di diventare obsoleta nel amare d’ignoranza, arroganza e ipocrisia su cui galleggia questo paese, una specie di Fort Apache che si ostina a illudersi di formare ed educare alla comprensione di una bellezza che sembra non interessare più nessuno.

Quanto al pietismo, da cattolico, lo trovo deleterio e stucchevole quanto le invocazioni alla Madonna di Salvini, che io mi auguro vengano ascoltate e adeguatamente ricompensate.

Da insegnante, mi amareggia molto vedere gente confondere DSA e disabilità, autismo e ADHD, DSA e BES, sigle dietro cui si nascondono situazioni diverse, storie diverse, soluzioni diverse. Sigle che accompagnano ragazzi e ragazze, troppo spesso bollandoli nell’opinione comune. Dimentichiamo troppo spesso che siamo uno dei paesi guida in Europa in materia d’integrazione scolastica, una delle poche cose che mi rende ancora orgoglioso di essere un insegnante.

Si finisce per fare come quelli che nella categoria migranti inseriscono tutti: profughi, migranti economici, clandestini, ecc. e non riescono a comprendere che problemi diversi comportano soluzioni diverse.

Il primo passo per risolvere i problemi è la conoscenza e, anche se animati da buone intenzioni, sarebbe buona norma, quando non si conosce la natura di un problema, tacere.

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Un governo schizofrenico

Fioramonti si dimette e crea un gruppo che appoggia il governo con cui è in polemica, viene diviso in due il ministero dell’istruzione, Conte contesta il governo precedente, cioè sé stesso. L’aggettivo che meglio definisce il governo giallorosso è schizofrenico.

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La fiera dei sepolcri imbiancati contro Fioramonti


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Fioramonti si è dimesso e tra chi lo accusa di vigliaccheria, come alcuni suoi compagni Cinque stelle e Italia Viva, e chi tace, come il Pd, asssistiamo a una fiera di sepolcri imbiancati che si accaniscono sulla persona ed evitano accuratamente di entrare nel merito delle sue dimissioni.

Lo dovranno fare presto, malgrado loro, perché il ministro si è impegnato per iscritto con i sindacati su alcuni punti fondamentali e necessari per far ripartire la scuola italiana e, se quell’impegno verrà disatteso, i sindacati riapriranno lo stato di agitazione che hanno ritirato dopo aver firmato l’intesa. Non che i sindacati scuola facciano tremare le vene e i polsi ai politici, ma insieme alle altre categorie incazzate che si preparano a mordere le caviglie al governo passate le ferie, potrebbero costituire il carico da undici.

Di Fioramonti e della sua coerenza ho già parlato, merita solo rispetto, mentre non merita rispetto nè l’opposizione berciante che ha governato per quattordici mesi senza fare un emerito cazzo per la scuola nonostante le promesse elettorali, a parte sparare cazzate come l’abolizione della scuola media, nè l’attuale esecutivo, che si è limitato a una finanziaria di compromesso e ha trascurato completamente la scuola, nè il signor Calenda, che di scuola blatera spesso senza mai entrare nel merito con proposte concrete. A parlar da fuori non si ha mai torto.

I mali attuali della scuola sono dovuti a sconsiderate scelte politiche: la riduzione delle cattedre a diciotto ore frontali, ad esempio, che unita all’impossibilità di chiamar e supplenti immediatamente crea spesso un sovraffollamento dellle classi a causa degli smistamenti, con classi piene quasi sempre oltre il limite di sicurezza.

Le risorse tolte alla scuola pubblica per assegnarle alle private senza alcun controllo da parte dello Statoo nè sulle modalità di arruolamento nè sulla qualità degli insegnamenti .

La sciagurata legge 107 di cui paghiamo ancora le conseguenze,  che ha sì stanziato più risorse di tutti i governi precedenti per la scuola, ma lo ha fatto malissimo, basta pensare alla farsa del merito.

Il problema annoso della sicurezza nelle scuole, con dati allarmanti: in alcune regioni, come la Sardegna e le regioni del sud, più del 50% degli edifici non sono a norma.

Il problema delle enormi differenze tra scuole del nord e del sud e tra scuole di periferia e scuole del centro all’interno delle città: non esiste nessuno strumento che invogli un giovane insegnante a farsi le ossa in una scuola a rischio, tanto per dirne una, nè agevolazioni economiche nè di carriera.

La spinta esasperata e dilettantesca verso l’informatizzazione, quando sarebbe assai opportuno tornare a insegnare a leggere, scrivere e far di conto e usare con una quantità adeguata di grano salis le nuove tecnologie che, contrariamente alla vulgata, i ragazzi non sanno assolutamente usare. Nuove tecnologie, per altro, che hanno tempi di obsolescenza rapidissimi.

Aggiungiamo a questi i problemi storici: il precariato, il sottodimensionamento del personale Ata e delle segreterie, a cui si richiede di fare, con meno unità, ciò che sarebbe già difficile fare a organico pieno, l’odiosa trattenuta sullo stipendio per i giorni di malattia, ecc.ecc.

Altro ci sarebbe da aggiungere, molto altro, ma è Natale e lasciamo perdere.

Ma un cenno vorrei farlo comunque: se davvero la destra estrema governerà il paese dopo le prossime elezioni, verrà messo in discussione, ed è già successo, quel principio democratico fondamentale che è la libertà d’insegnamento. Sarebbe opportuno che l’attuale esecutivo, ammesso ne sia in grado, ideasse adeguati strumenti legislativi per blindarlo senza che qualcuno, domani, possa pensare di modificarlo. Lo so che è già blindato dalla Costituzione ma abbiamo visto recentemente che non basta.

Mi piace pensare che Fioramonti si sia dimesso per questo e altro ancora, anche se, in tutta sincerità, sono convinto che non conosca neanche la metà dei problemi che ho elencato rapidamente.

Mi auguro che chi lo seguirà ne prenda atto anche se, come in una sorta di comma 22 adattato alla scuola, se qualcuno los eguirà significa che non ne ha preso atto.

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