Recensione de I libri di sabbia e di ghiaccio

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La scelta di riunire in un unico volume i libri che ho pubblicato dal 2019 a oggi trova la sua ragione nel desiderio di fare un punto a capo, di chiudere un ciclo, di trarre le somme di un percorso cominciato nell’estate del 2018 per valutare se la strada intrapresa è qualla giusta o necessita di un cambio di direzione.

Il primo libro della trilogia contenuta in questo volume, Il granello di sabbia, nasce nell’estate del 2018 dalla rabbia per il sequestro di una nave della guardia di finanza, costretta a stazionare al largo delle nostre coste, sotto il sole d’Agosto, con un carico di disperati a bordo.

Era un brutto periodo per il nostro paese e nessuno ancora sapeva che sarebbe accaduto di peggio. Ho sentito forte, in quei mesi, la necessità di fare qualcosa e ho fatto quello che so fare meglio: mettermi a scrivere. Ne è nato un romanzo orwelliano, distopico ma non troppo, una visione che, in quel momento, appariva fin troppo vicina. A rileggerlo in questi giorni per correggere i refusi e preparare al meglio questa edizione, mi sono reso conto di aver visto abbastanza lontano.

Il sorriso del lupo è stato scritto in piena pandemia e continua, per certi versi, il discorso del primo libro, inserendo sfumature fantasy, genere a me caro e trasformandosi, via via che lo scrivevo, in un romanzo di formazione tra le cui righe appare, mio malgrado, il professore che sono. Essendo rivolto a un pubblico più giovane rispetto a quello del granello, credo che l’intento didascalico sia perdonabile. C’è la pandemia sullo sfondo ma anche molto altro: il passaggio dall’infanzia all’adolescenza, il rapporto tra l’individuo e la legge, l’uso del diritto come strumento di potere, ecc. Il libro nasce dall’incontro con una volpe, in montagna, nei pressi di quella vetta che il protagonista scala con i suoi genitori all’inizio del racconto.

L’amore non brucia, l’ultimo volume della trilogia, affronta il tema della diversità, dell’amore come arma di difesa contro un potere sempre più oppressivo e violento. Al centro due ragazze che si incontrano in una città devastata e si amano, trovando l’una nell’altra una ragione di vita. Sullo sfondo ancora la pandemia e un approfondimento dei temi affrontati nei libri precedenti.

Il mondo della trilogia è devastato da una catastrofe ambientale preannunciata nel primo volume, dominato da un potere che ha trasformato in legge razzismo, omofobia, diseguaglianza, sfruttamento delle donne, con una popolazione che subisce in silenzio, accontentandosi della nuda vita come unico diritto. E’ l’incubo di chi, nel 2001, era in piazza a Genova e ha visto con i suoi occhi il volto violento del potere.

E’ un mondo senza eroi, dove i protagonisti non sono innocenti ma lottano con tutti i mezzi possibili per mantenere la propria dignità e dove le donne, in tutti e tre i titoli, hanno un ruolo fondamentale e decisivo.

A leggere i tre libri di fila si scorge il filo che li unisce, la coerenza della visione che li anima, il senso del discorso.

Sono libri politici, in senso alto, avvicenti e, forse, inquietanti, che parlano del futuro ma guardano a oggi. Ho tentato di trasformare i miei incubi e le mie ossessioni in parole, cercando di inserire anche un messaggio di speranza, l’idea che un mondo migliore è ancora possibile.

Negli ultimi tre anni il mondo è cambiato radicalmente ma solo in superficie, nella sostanza, è cambiato ben poco e se è cambiato, è cambiato in peggio. Avevamo l’occasione di un reset e l’abbiamo persa, navighiamo a vista come sulla zattera di Saramago.

I miei libri sono per tutti: i più giovani vi troveranno azione ed emozioni, oltre a una velato accenno fantasy, i lettori in cerca d’evasione possono immergersi in questo mondo distopico e pericoloso, quelli più raffinati coglieranno il gioco delle citazioni che mi diverto a seminare qui e là tra le pagine.

Las trilogia è acquistabile come sempre su Amazon. A chi si avvicinerà per la prima volta al mio mondo auguro di trovarvi ciò che si cerca in un buon libro, a chi ha già letto i miei libri chiedo che attivino quel passaparola che è vitale per un autore autopubblicato.

Un grazie a tutti e Buone feste.

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