Informazione o distrazione?

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Il problema è meno banale di quanto possa sembrare e riguarda tutti: fino a dove arriva la libertà d’informazione e qual è il limite in cui si trasforma in qualcos’altro? Il diritto di espressione in democrazia va esteso anche a chi si pone fuori dalla legge e dalle norme del vivere civile? Tutti hanno il diritto di dire la propria, per quanto assurda e insensata possa risultare? Nell’epoca di Internet e dei social, questo discorso ha ancora un senso?

Mentana ha lanciato un sasso nello stagno, subito raccolto da un esponente di Italia Viva, formazione che con la sua naturale propensione al trasformismo più bieco, non perde occasione di rimestare nel torbido.

Ha detto Mentana che lui non invita no vax nei suoi telegiornali allo stesso modo in cui non invita nazisti o terrapiattisti. Scelta legittima da parte del direttore di una rete privata, scelta che di pancia sposo completamente, ma che, a una riflessione più profonda, risulta sconcertante. Non è forse meglio confutare e smentire le opinioni contrarie alla logica piuttosto che ignorarle? Davvero ridurre al silenzio una parte minoritaria ma chiassosa della popolazione, parte con la quale non concordo su nulla, tanto per essere chiari e che mi irrita parecchio, per essere ancora più chiari, è una buona strategia? Non si rischia di radicalizzare ulteriormente uno scontro che è già abbastanza avvelenato, di far crescere un malcontento che può sfociare, come già successo, nella violenza?

Io credo che la rai, come servizio pubblico, debba dare voce a tutti ma con criterio: cosa che non sta accadendo. le risse indecorose a cui si assiste in tv, la presenza di personaggi improbabili, il rilievo mediatico dato a filosofi no vax e la non visiblità mediatica data a filosofi altrettanto auorevoli e titolati che esprimono opinioni opposte, finisce di ottenere lo stesso risultato, non so quanto involontariamente.

Zerocalcare parlando nel suo ultimo, bellissimo libro della cancel culture dice che è quella cosa per cui la gente dice che non si può più dire niente. Tranne che in Italia, dove non solo si può dire tutto ma più cose orrende dici, affermazioni omofobe, fasciste, negazioniste, ecc. fai, più ottieni visibilità.

Ecco, la penso come lui. Un’informazione di basso livello non ha senso della misura, non si assume la responsabilità di quanto propone e con la scusa della libertà di opinione offre spazio a chi non vuole discutere ma imporre solo la propria opinione senza ascoltare quella degli altri.

Ma l’informazione è uno strumento di potere e funziona da parecchio tempo come arma di distrazione di massa: un no vax che spara le sue corbellerie su una rete nazionale, un incanutito Agamben che propone tesi antistoriche e prive di senso, distolgono l’attenzione dai problemi ben più seri che ha il nostro paese.

Quando capiremo che il green pass non è un problema di libertà ma l’appiattimento dell’informazione sulle opinini del capo di un governo che non esiste e non ha alcuna facoltà di intendere e di volere se non su fatti marginali, sì, forse cominceremo a vedere uno spiraglio di sereno in questa lunga notte della ragione.

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