Miracoli metropolitani: una fotografia del tempo che verrà

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E’ uno spettacolo visionario, duro e disturbante questo “Miracoli metropolitani” della Carrozzeria Orfeo, scritto diretto da Gabriele Di Luca e recitato splendidamente da una splendida compagnia di attori, a cui ho avuto il piacere di asssistere ieri sera al Teatro Modena di Sampierdarena.

In un paese metaforicamente e materialmente sommerso dalla merda a causa del razzismo dilagante e delle fogne che cominciano a esplodere, un ristorante di cibo per intolleranti alimentari che fa consegne a domicilio, offre uno spaccato, crudele e spietato, della realtà.

Una galleria di personaggi che oscilla tra il grottesco e il tragico ci offre, in una sarabanda di battute velenose che strappano molte risate al pubblico, uno spaccato di futuro prossimo sinistramente simile al presente, una proiezione distopica che rasenta la profezia. Chi ha letto i miei libri sa che ci muoviamo nella mia comfort zone e il fatto di aver assistito a uno spettacolo che per tanti versi parla la mia lingua, mi ha regalato momenti di pura gioia.

Tantissime le invenzioni crudeli e dissacranti che giocano sulle mode del momento: la dipendenza dai cellulari, giovani dipendenti dai videogiochi, i luoghi comuni sugli extracomunitari, la mania dei cibi bio, ecc.

Sullo sfondo, la dicotomia tra chi non ha nulla, come la cuoca africana costretta a fuggire dal suo paese e chi ha troppo e spreca, con la potentissima metafora dei rifuti che non trovnao più posto nelle fogne, quasi una vendetta della natura. A dominare è la solitudine in un mondo ormai avvitato su se stesso, dove tutti si illudono di poter essere ciò che non saranno mai.

Lo spettacolo è stato scritto prima del covid ma nell’analizzare l’egoismo dilagante, i vuoti a perdere mentali, la caduta di ogni valore etico e morale nella nostra società, il razzismo strisciante, sembra scritto ieri.

Tutti gli attori meritano un plauso per i tempi tetrali perfetti e la capacità di strappare scroscianti risate e commuovere nel girio di poche battute.

Gli applausi lunghi, sentiti e le numerose chiamate in scena al termine dello spettacolo, hanno decretato un successo meritatissimo.

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