La pornografia nella testa della gente

Novembre 21, 2020 Attualità

La storia è nota, è finita su tutti i giornali e sui social, affrontata nel modo più sbagliato possibile, naturalmente.

Una giovane donna, maestra, presumibilmente carina, invia della foto intime (non hard) e filmati intimi ( non porno) al suo ragazzo, in una dinamica erotica che oggi, nell’epoca dei cellulari e delle videochat, è perfino banale per i giovani.

L’ex fidanzato divulga nella chat dei suoi compagni di calcetto foto e video, che cadono sotto gli occhi della madre di uno dei bambini frequentanti la scuola che, a sua volt,a le divulga agli altri genitori e quindi alla preside, che convoca la giovane maestra e la licenzia.

Non mi ha stupito per nulla il fatto che ad essere messa sotto accusa sia stata la giovane maestra, rea, tra le righ,e di essere una puttana e non coloro che hanno creato il caso.

In un paese sempre più maschilista, dove le donne sono oggetti di cui si reclama la proprietà e come oggetti vengono spesso trattate fino a conseguenze estreme, i commenti riflettono la mentalità comune, quel buon senso che, una volta, forse era ispirato alla saggezza contadina e oggi è infarcito di pregiudizi e bigottismo.

Ecco quindi che una donna che gioca con la propria sessualità e col proprio partner in modo disinibito, diventa una che manda foto hard e filmati porno, banalizzando e rendendo volgare una dinamica di relazione che doveva restare privata.

Mostrarsi nuda al proprio partner o mostrarsi mentre ci si masturba in preda al desiderio, non è porno, non è volgare, non è probito dalla legge e non è soggetto al giudizio di terze persone.

Violare l’intimità di una persona con cui la si è condivisa per un tratto di strada, è un atto di uno squallore assoluto, di vuoto umano ed etico, di mancanza di rispetto imperdonabile e, giustamente, punita dalla legge.

L’ex ragazzo della maestra ha consumato su di lei violenza e altrettanto hanno fatto gli altri meschini e loro sì, pornografici e osceni, protagonisti di questa storia. Quale relazione può esserci tra una foto o un filmato resi pubblici proditoriamente e la professionalità di una persona? Quale logica collega il poter insegnare in modo egregio a dei bambini e quello che si fa col proprio/a partner?

La perversità vera è nella bocca a cul di gallina di quella madre e nell’insopportabile ipocrisia della dirigente della scuola, che certamente avrà istruito la giovane maestra sul significato di “decoro”, parola a lei sconosciuta.

Anche il termine di revenge porn attribuito a fatti di questo genere implica un giudizio negativo: non c’è niente di pornografico nel vivere la propria sessualità liberamente, c’è molto di pornografico nell’usare quella libertà per consumare una vendetta. Titolare una rticolo in questo modo, etichetta già la donna in modo negativo.

Ancora peggio ha fatto un sito satirico che, credendo di rendere un servizio alla maestra, ha incautamente citato alcuni versi di Bocca di rosa, accostando di nuovo la sfortunata protagonista a una puttana.

Onore alla maestra, che non ha accettato di cospargersi il capo di cenere e denunciato l’ex, la madre e la dirigente, il primo per aver divulgato senza il suo consenso materiale privato e le altre due per diffamazione.

Mi chiedo quale futuro l’attenda in quel paese, se riuscirà a sopportare le occhiate lubriche e le battute a mezza voce, gli sguardi accusatori, i sorrisini, se riuscirà a trovare un lavoro vicino a casa o sarà costretta, dalla pornografia nella mente degli altri, ad andare via dove nessuno la conosce.

Concludo con una nota a margine: davvero c’era bisogno di invitare gli italiani alla delazione? Questa vicenda mostra l’abitudine, assai diffusa in questo paese a non farsi mai i cazzi propri. Mi sembra, quindi, un invito del tutto superfluo.

P.S. Consiglio oggi la rilettura de I Promessi sposi, libro geniale di uno scrittore che attraversa i tempi e le epoche. Su calunnie, fake news, delatori e malignità ha detto quasi tutto quello che c’era da dire.

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2 Replies to “La pornografia nella testa della gente”

  1. Antonio ha detto:

    Certo. La reputazione sessuale è l’unica che conti,per una donna. Non l’intelligenza,non la preparazione…forse un po la classe sociale..(oddio ..ho detto classe..😉 😉 )
    Questo la dice lunga….Pare strano che quel tipo di giudizio (prima di essere un “pre” è un giudizio…) non sia stato ancora stravolto dal liberalismo progressista….Oddio..la “rivoluzione sessuale” di sessantottina memoria ha resi disinvolti alcuni tabù esteriori…ma non sembra aver ancora fatto tutto il suo sporco lavoro…Non come c’è riuscita altrove.

  2. Gianni Priano ha detto:

    piena solidarietà alla collega.

    gianni

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