Assaporare il silenzio ( per non uscire di testa)

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Immaginate se una volta a settimana, solo una,se politici e organi di informazioni, siti internet, blogger, influencer, ecc., ci regalassero il silenzio, concedendoci finalmente di dedicarci a noi stessi senza inseguire le notizie del momento, senza incazzarci o deprimerci, allarmarci, rincuorarci da un minuto all’altro, senza aumentare il carico di stress che, da qualche settimana, opprime più o meno tutti, tranne i negazionisti, che rientrano nella categoria degli errori della legge Basaglia e quindi non contano.

Immaginate come sarebbe bello avere il tempo di guardarsi dentro, di leggere un libro non per distogliere il pensiero da quello che succede ma per il gusto di farlo, di fare l’amore senza il sottile, insinuante sospetto che forse il/la partner potrebbe contagiarci, di chiudere gli occhi e lasciare andare via liberi i pensieri senza sovrastrutture e senza il rumore di fondo dell’inutile chiacchiericco di questi giorni, senza che convergano tutti verso quel Maelstrom degno di Poe che è la paura.

Siamo sovraesposti alle informazioni, inondati da un flusso continuo di notizie, di verità, mezze verità, falsità create ad arte, drogati dalla necessità di leggere gli ultimi dati, le ultime dichiarazioni, in attesa del deus ex machina che ci dica che è tutto passato. Siamo come i ciechi del romanzo di Saramago, vaghiamo per la città come ombre mimando la vita prima del virus senza riuscire a coglierne l’essenza.

Il problema è che, quando sarà tutto passato, la dipendenza bulimica dalle notizie resterà, la macchina orwelliana che da qualche tempo condiziona le nostre vite continuerà la sua marcia inarrestabile, continuermeo imperterriti a cercare le fonti che riportano le nostre opinioni su un problema e ad evitare le altre, a trovare il bene in noi e il male nel prossimo, fino a quando, se anche volessimo, saremmo così immersi in questa torre di Babele globale di notizie da non poterne più uscire, fino a quando non avremo più gli strumenti per capire e formarci un’opinione personale sui fatti.

Siamo incapaci di accettare il fatto che la verità non esiste, che certe cose succedono e non necessariamente c’è un responsabile individuabile, che si può pensarla anche diversamente a patto di non violare la libertà del prossimo e i suoi diritti, che l’ipocrisia che ci circonda è anche nostra, ne siamo imbevuti anche noi, ogni volta che siamo indulgenti con chis emrba stare dalla nostra parte, ogni volta che sorvoliamo sul fatto che se il sistema è marcio lo sono anche i suoi interpreti, a volte in buona fede, più spesso in malafede.

Uno dei primi sintomi del Covid è la perdita dell’olfatto e del gusto. Beh, in questo senso siamo tutti contagiati: cominciamo a non essere più in grado di distinguere l’odore delle bugie e il gusto del silenzio.

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