Una nota a margine della nostra anima

Giugno 18, 2020 Attualità, Uncategorized

Non molto tempo fa la notizia ci avrebbe riempito d’orrore ma oggi abbiamo problemi più importanti di cui occuparci: superare la pandemia, tornare a una normalità che ci ha condotti sull’orlo del baratro, gioire per le partite di campionato, il Pil, l’economia, ecc.

Peccato che il ritorno alla normalità comporti anche la notizia di un corpicino dentro il suo pigiama, su una spiaggia libica. Un corpicino senza nome e, se non c’è un nome, non esiste, una foto sfocata, una nota a margine delle nostre anime.

Non è solo questione di abolire gli osceni decreti sicurezza, un insulto alla Costituzione, il problema è che, passata la grande paura, almeno per il momento, abbiamo ripreso a comportarci come se nulla fosse successo, come se il tempo sospeso del Covid non ci avesse dato modo di riflettere sulle priorità reali della vita, priorità che abbiamo immediatamente accantonato per tornare a una rassicurante, nevrotica, agghiacciante routine.

Dopo essere passati più o meno indenni dall’orrore temporaneo, non c’è più spazio per l’orrore quotidiano, quello dei bambini annegati in mare, quello di un fascista stupratore di minorenni difeso a spada tratta dai suoi colleghi, quello del razzismo dilagante nelle sue varie forme: in questo periodo tocca all’omofobia ma, se verranno abrogati i decreti sicurezza, firmati, ricordo, dall’attuale Presidente del Consiglio, un maestro del trasformismo, si tornerà allegramente a dare addosso ai negher.

Torneremo anche alle fiaccolate, alle adunanze delle sardine, a manifestazioni di piazza che servono solo a far tacere, per lo spazio di qualche ora, la nostra coscienza di bravi borghesi. Fino al prossimo corpicino, sulla prossima spiaggia.

Lo ignoreremo, come abbiamo ignorato questo, perché è molto più semplice imbrattare la statua di un fascista, gesto che non mi sento di biasimare ma sulla cui utilità nutro forti dubbi, che pensare ai morti in mare, morti per garantire la nostra tranquillità, morti per scelta di politici che la maggioranza di noi ha votato, morti per indifferenza.

Siamo, più o meno tutti, come quel personaggio di Brancati, che ogni sera, prima di andare a dormire diceva: Adesso basta, domani cambio tutto.

Il mattino seguente si alzava e tornava alla sua rassicurante, nevrotica, agghiacciante routine.

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