Cassandra Clare: la fantasy diventa adulta

Febbraio 9, 2020 Cultura, Recensioni Libri

Breve premessa: d’ora in poi questo blog parlerà di libri. Sono arrivato alla conclusione dopo diversi anni e molti articoli, alcuni raccolti ne Il paese sospeso, il mio primo libro, che sia inutile sia cercare un confronto aperto con chi la pensa diversamente da me, sia stigmatizzare l’ipocrisia che ci circonda per chi ne è perfettamente consapevole. Quindi parlerò di quello che conosco meglio, i libri, la letteratura, fornendo di tanto in tanto qualche consiglio a chi si appresta a scrivere o a chi, come me, insegna a scrivere agli altri. Da anni tengo un corso di scrittura creativa a scuola e ho imparato dai miei ragazzi che la scrittura può essere terapeutica, liberatoria, importante per l’autostima, fondamentale per conoscere meglio sé stessi. Quindi, senza alcuna presunzione, cercherò di fornire qualche consiglio ai colleghi che vogliano sperimentare la scrittura creativa a scuola o ai lettori che vogliano sperimentarla in prima persona.

Cominciamo con una recensione generale dei libri di Cassandra Clare, scrittrice iraniana naturalizzata americana, che ha girato il mondo prima di stabilirsi in California, dove ha lavorato come giornalista.

Il suo primo libro, Shadowhunters, Città di ossa, da cui è stata tratto un buon film e una serie televisiva così così, modifica radicalmente il fantasy molto più a fondo di quanto possa sembrare in apparenza, cambiandone la natura radicalmente.

Come ha raccontato con dovizia di particolari e grande acume, Alessandro Dal Lago nel suo Eroi e mostri, l’ideologia che sta dietro al fantasy classico, dal Signore degli anelli, alle Cronache di Narnia ecc., è un’ideologia reazionaria, intrisa di cattolicesimo di destra e portatrice di valori come l’ordine che cancella il caos, il mito dell’uomo forte, e altro ancora, che appartengono, appunto, alla destra. Per Dal Lago, insomma, e io che al contrario di lui, sono un discreto lettore di libri fantasy, questo genere letterario propone una visione del mondo manichea, porta avanti il mito dell’uomo forte che ha il diritto di schiacciare i malvagi anche con l’uso della violenza, se necessario.

Questo non vale per i libri di Cassandra Clare, dove gli stereotipi del genere vengono completamente ribaltati. Ci sono sempre maghi, demoni, oggetti magici, ecc. ma la prima novità è che si muovono in un mondo non parallelo al nostro ma dentro il nostro, in un tempo che è il nostro. La seconda novità è che i personaggi, una stirpe di guerrieri con sangue angelico nelle vene, i demoni, loro nemici, e lupi mannari, vampiri, fate, elfi, ecc. a fare da contorno, crescono, cambiano, non solo diventando adulti e acquisendo coraggio e forza, nella migliore tradizione fantasy che contempla sempre, al proprio interno, caratteristiche del romanzo di formazione, ma imparando a guardare all’altro, al diverso, con uno guardo nuovo. Conoscendosi e scoprendo di non essere poi così diversi come credevano.

I libri di Cassandra Clare costruiscono un discorso complesso sul valore della diversità e sul rispetto, sulla cooperazione e sull’accoglienza, sulla possibilità che mondi apparentemente destinati a scontrarsi si incontrino e collaborino a sconfiggere un nemico comune, quello del razzismo ottuso che propugna chiusura e violenza come uniche soluzioni.

Per la prima volta in un fantasy, l’omosessualità, sia maschile che femminile, non è più un tabù e i personaggi gay non sono destinati a una fine orrenda, come accade, per esempio, nella saga del Trono di spade ma hanno un ruolo importante, nell’economia dei vari racconti e vengo tratteggiati con grande acume psicologico.

Naturalmente è facile leggere in sottofondo alle trame di questi libri un accenno alle divisioni razziali tornate prepotentemente alla ribalta negli Stati Uniti o all’oppressione religiosa nel paese d’origine della scrittrice, come si leggono chiari accenni alla discriminazione sessuale, all’omofobia, al destino degli emarginati di ogni paese, alla necessità di ricostruire la nostra società su basi diversi. La riflessione sul bene e sul male è meno manichea e più complessa, più ricca di sfumature di quanto di solito sia solito nella letteratura fantasy.

La scrittura è scorrevole, il ritmo incalzante, la trama avvincente. Naturalmente la serialità sacrifica qualcosa alla varietà, i libri possono apparire un po’ ripetitivi, nonostante gli sforzi dell’autrice di inserire ogni volta elementi nuovi, tuttavia reiterare certi valori gioca, specie alle nuove generazioni, a cui questa serie di romanzi è indubbiamente diretta.

Per concludere, consiglio la lettura di questi libri sicuramente ai ragazzi e a chi voglia toccare con mano come si possa parlare di problemi importanti e attuali, senza essere superficiali, divertendo e usando la fantasia.

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