Sab. Feb 22nd, 2020

Il granello di sabbia

Basta poco per fermare l'ingranaggio

Il virus peggiore è la paura

Viviamo in un mondo politico, cantava Bob Dylan qualche anno fa, un mondo dove tutto era interconnesso e le dinamiche sociali avrebbero dovuto unire, invece di dividere. Se e quando ci regalerà un nuovo album, probabilmente canterà che viviamo in un mondo dominato dalla paura e dall’egoismo. Oltre che dall’idiozia.

L’ondata di sinofobia che investe il nostro paese, non si può spiegare solo con le legittime preoccupazioni per la salute, stiamo andando molto oltre. Quando una ragazzina dai tratti asiatici sale su un treno e il vagone si svuota come per magia, lasciando soli lei e il sottoscritto, quando un’altra ragazzina, che si sta recando a scuola, viene insultata e fotografata su un mezzo pubblico, casomai fosse un’untrice, quando sui social compaiono lettere deliranti di genitori preoccupati per la compagna di classe dei figli, che viene dalla Corea e l’ha vista solo in cartolina, quando un rettore invita gli studenti cinesi a non recarsi a dare gli esami e quattro governatori di regione propongono di tenere gli alunni cinesi a casa, quando un sindaco, nonostante le rassicurazioni mediche, impedisce a una nave di attraccare in porto, ci troviamo davanti a un cortocircuito che non può essere ascritto solo alla puara.

C’è perfetta continuità con quel rifiuto programmatico dell’alterità, che in questo caso ha anche tratti somatici diversi dai nostri e appartiene a un cultura arcaica, con quella presunta difesa del territorio e dell’italianità che fa parte del programma politico dei neo fascisti e che, evidentemente, riesce a trasmettere la paura attraverso canali privilegiati, non ultimi giornali illeggibili e programmi televisivi dei canali nazionali che sembrano essersi accordati nell’ostinato rifiuto di fare servizio pubblico.

Naturalmente, questa gente si rifiuta di ascoltare i medici, che invitano sistematicamente a mantenere la calma, a non discriminare nessuno e a rispettare norme igieniche elementari che andrebbero usate sempre. Perfino il più allarmista dei commentatori, Burioni, che personalmente non amo ma di cui rispetto la competenza, ha detto che discriminare i cinesi è un comportamento da idioti.

Viviamo ormai in uno stato di quotidiana follia da cui sembra non esserci via d’uscita. Io vorrei che rifletteste su un fatto. I dati e le cifre riguardanti i decessi parlano chiaramente di un virus a bassa letalità, anche più bassa della normale influenza e di un rischio, in questo momento, assolutamente controllato. Due amici arrivati da Shangai con cui ho avuto il piacere di cenare, mi hanno confermato che la situazione in Cina appare sotto controllo, che i cinesi sono fiduciosi e che il governo ha isolato un’area di sessantaquattro milioni di abitanti, agendo in fretta e in modo efficace. Non hanno visto gettare animali dalle finestre nè scene di panico nelle strade.

Perfino il governo italiano, nonostante le consuete bugie di Salvini, che dovrebbe temere la sua passione per il junk food piuttosto che il virus, ha agito tempestivamente e in modo adeguato. A parte la penosa e provincialistica esaltazione per aver isolato il virus per primi. Non siamo stati i primi, ma i sesti .

Quindi perché questa ondata di sinofobia, perché sfogare la propria paura in modo del tutto gratuito e ingiustificato? Posso capire i decerebrati che a Brescia hanno attaccato manifestini sulle serrande dei negozi cinesi ( perché non sulle vetrate, davanti ai padroni? perché sono vigliacchi, come tutti i fascisti), a quelli, come a molti leghisti, manca un numero sufficiente di neuroni per elaborare concetti elementari, sono più o meno come quei rifuti umani che in nome di Dio invitano i gay a immolarsi, frutti amari della legge Basaglia. A turbarmi è la paura della gente normale, dei cittadini sugli autobus e sui treni, questa caccia all’untore che dimostra due fatti incontrovertibili:

A) La gente è capace di una ascolto selettivo che seleziona il peggio e diffida delle persone competenti in materia.

b) Bisogna assolutamente tornare a leggere a scuola La storia della colonna infame, perché Manzoni aveva capito tutto con largo anticipo. oggi ho cominciato.

Io temo cosa potrebbe succedere se l’allarme fosse reale, se la pandemia fosse più grave e le notizie poco incoraggianti. Arriveremmo ai pogrom? O ai lager per cinesi? Perché, signore e signori che avete la pazienza di leggere le mie elucubrazioni, la strada è quella, la paura segue una via che porta sempre allo stesso punto.

Speriamo che l’allarme rientri presto, il picco in Cina dovrebbe essere stato raggiunto e dovrebbero cominciare a calare sia i contagi sia le vittime, in attesa del prossimo capro espiatorio, della prossima categoria vittimaria da perseguire, fino a quando, se la politica per allora non si sarà svegliata e la risposta della gente non si limiterà solo a cantare canzoni in piazza, succederà una tragedia. Speriamo che il sonno della ragione per allora sia terminato e sia cominciato il risveglio delle coscienze.

Perché siamo di fronte, oltre che a un caso evidente di stupidità di massa, a una scelta etica e morale di non poco conto, ci avviciniamo sempre di più al punto critico in cui saremo costretti a decidere chi vogliamo essere e da che parte vogliamo stare, una volta per tutte, seriamente, sapendo che la scelta potrà comportare anche qualche rischio. Reale, questa volta.

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