Un paese assurdo

Il 15 per cento degli italiani non crede nell’Olocausto.

È una percentuale enorme, fatevi due conti su quanti siano numericamente i nostri connazionali che negano la realtà: io non sono bravo con i numeri, ma so che sono tanti.

Questo dato è lo specchio di un fallimento: della Scuola, sicuramente, dei mezzi d’informazione in eguale misura, di una politica che non riesce più a operare secondo un principio di realtà ma solo per narrazioni di comodo, di una società che non è più comunità ed è diventata un insieme eterogeneo di monadi autoreferenziali, tese alla difesa strenua del proprio orticello.

Questo dato è una bestemmia alla memoria, grave quasi come le parole di Alessandra Mussolini e la difesa a oltranza di un criminale assassino che porta avanti da anni, senza che nessuno intervenga a denunciarla.

Questo dato è il risultato dell’analfabetismo di ritorno che in Italia ha dati allarmanti, del fatto di essere uno dei paesi al mondo dove si legge meno, di un politica ormai prima di qualsivoglia sostanza etica e morale disposta a mentire su tutto, pur di ottenere il consenso.

Sarebbe confortante se i negazionisti italiani fossero tutti terrapiattisti, no vax o di quelli che sanno tutta la verità sul Corona virus: potremmo liquidarli come imbecilli e rinchiuderli, circoscriverli, magari in una zona geografica delimitata ( proporrei una qualche area padana) e studiarli, per comprendere come degli adulti possano regredire a tal punto. Temo che però la spiegazione non sia così semplice.

Probabilmente sono gli stessi che non trovano di meglio da fare nel tempo libero delle loro inutili vite che insultare Liliana Segre o scrivere Juden sulla porta di casa del figlio di una vittima dell’Olocausto. Perché forse non sono del tutto dementi, ma sulla loro pochezza umana credo che siamo tutti d’accordo.

Non si può essere così ignoranti, così colpevolmente ignoranti, nell’era di Internet, non quando basta andare su un sito o entrare in una libreria per documentarsi ampiamente sull’argomento e trarne le necessaria conclusioni. Questi non sono ignoranti, sono impregnati d’odio, sono socialmente pericolosi e vanno isolati e rieducati. Istigano al razzismo, giustificano l’ingiustificabile, negano l’evidente.

Negare l’Olocausto non rientra nella libertà d’opinione, negare l’Olocausto significa stare dalla parte di chi ha assassinato milioni di uomini, donne e bambini, negare l’Olocausto è ignobile e vergognoso, negare l’Olocausto è il sonno della ragione.

Io mi auguro che chi di dovere, chi è pagato per questo, prenda atto della necessità di avviare una nuova stagione di politiche culturali in Italia, di bonificare la Tv di Stato e farla tornare ad essere una Tv di Stato, di riformare profondamente la Scuola mettendo mano a indicazioni fumose e onnicomprensive sui programmi, riducendole di numero e chiarendo quali, fatta salva la libertà d’insegnamento, sono i valori e le conoscenze da tramandare senza se e senza ma.

Perché di miserabili e squallidi simulacri di esseri umani, onestamente, ne abbiamo piene le tasche.

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