Mar. Gen 21st, 2020

Il granello di sabbia

Basta poco per fermare l'ingranaggio

I giovani e il futuro

L’ha detto Mattarella nel suo discorso di fine anno: i giovani sono il nostro futuro, bisogna investire su di loro. Una frase quasi ingenua nella sua ovvietà ma regolarmente disattesa dalla politica.

L’Italia è un paese per vecchi: conservatore, sessista, classista e straordinariamente ignorante, con una differenza rispetto al passato: oggi molti sbandierano la propria ignoranza come un vanto.

Esiste un problema di migrazione giovanile all’estero: i ragazzi che partono non rientrano e quella italiana è una mgirazione spesso qualificata.

A partire sono laureati, tecnici, ricercatori che trovano in Europa spazi e stipendi che in Italia gli sono preclusi.

I giovani sono politicamente impegnati, le manifestazioni nel segno di Greta e delle sardine lo dimostrano ma attenzione: politicamente impegnati non significa schierati, le sardine non sono l’avanguardia di un nuovo 68 come molti amano pensare ma una spontanea protesta di massa contro una politicasempre più distante dai reali bisogni della popolazione, sempre più asservita a quei meccanismi che promuovono lo sfruttameno indiscriminato dei lavoratori, sempre più imbarbarita nella difesa acritica di posizioni contrapposte, sempre più volgare e vuota.

Articoli sprezzanti e volgari come quelli di un vecchio fascista come Vittorio Feltri, che sta invecchiando malissimo, sono la voce del pensiero comune sui giovani, riscuotono molto più consenso di quanto si creda e, perlomeno, sono meno patetici, anche se spregevoli, delle performances di Salvini su Tik Tok.

In Italia muore una donna ogni due giorni, assassinata generalmente dal coniuge, dal fidanzato o dal suo ex che ha buone possibilità di farla franca o di scontare una pena mite, le donne stuprate sono moltissime, le discriminazioni sul lavoro alte, la sottovalutazione professionale ancora più alta.

Nessuno in questo giorni sta discutendo del curriculum di Rula Jebreal, tanto per fare un esempio sulla bocca di tutti. Perché una giovane laureata italiana, capace, intelligente, preparata, dovrebbe restare in questo paese? Quali sono le sue prospettive?

I giovani non sono razzisti, la Scuola gli sta insegnando da anni che la condivisione di percorsi comuni con chi proviene da altre realtà non solo è possibile ma inevitabile e necessaria. Guardano all’Europa come casa loro, non hanno il mito del posto fisso, hanno capacità di adattamento e voglia di conscere il mondo.

I giovani sono un patrimonio di inestimabile valore che stiamo disperdendo. perché non importa a nessuno della loro sorte. Fa tristezza vedere i giovani-vecchi della politica, animati da buone intenzioni prima di raggiungere il potere trasformarsi in copie dei vecchi che dicevano di voler rottamare: pensate a Renzi e Di Maio, pensate al loro sguardo e a quello dei leader delle Sardine.

I giovani non sono una priorità nell’agenda politica per questo è stato, è e sarà sempre il paese del Gattopardo e fa comodo a tutti: destra, sinistra centro, perché tutti hanno il terrore che le cose cambino davvero, che gli equilibri vengano sconvolti e le consorterie di destra e di sinistra crollino.

Servirebbero politiche che guardino all’Istruzione, alla Ricerca e al mondo del lavoro con occhio diverso, servirebbe una politica economica keynesiana che spezzi il monopolio mafioso delle quattro, cinque famiglie che decidono il destino economico del paese e rilanci quell’eccellenza italiana che esiste ma viene ogni giorno di più umiliata e offesa, servirebbero politiche illuminate sull’accoglienza che partano da Riace, per ripopolare con nuovi giovani i borghi deserti da cui i giovani sono andati via, servirebbero nuove idee al sud, sia per contrastare la criminalità sia per eliminare il malgoverno feudale, le cricche, i freni che da secoli fermano lo sviluppo.

Servirebbero voci nuove,giovan, al governo, forse per questo si fa di tutto per mandarle via.

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