Non spenderò troppe parole sull’omicidio del generale iraniano da parte degli americani: è evidente che Trump, un imbecille al potere, per mantenere il suo notevole culo saldo sulla poltrona presidenziale ha deciso che non c’era nulla di meglio di una guerra contro l’Iran, che, tra parentesi, possiede il più grande giacimento di petrolio del mondo. A lui poco importa che il conflitto possa diventare presto globale. Il generale assassinato era un criminale genocida, non è che sia morta una brava persona, brave persone sono quelle che moriranno per la brama di potere di un cialtrone obeso e maleducato che rappresenta, oggi, il paese più potente del mondo.

Aspettiamo un illuminante commento di Fusaro che ci spieghi come assassinare l’esponente di un govenro straniero in terra straniera sia un’ottima cosa. Magari aggiungendo che la guerra è l’igiene del mondo. E lui la carta igienica.

Non è un caso se, in Italia, l’unico a commentare positivamente il raid è stato un altro idiota senza scrupoli, baciato da una popolarità in calo, che due giorni fa si dichiarava orgoglioso di essere eventualmente processato e oggi mette già le mani avanti, con la patetica formula dell’implicito consenso del presidente del Consiglio sulle sue malefatte. Io che sto coglione ha fatto il classico non ci credo, un uomo di governo non può essere così totalmente digiuno delle più elementari nozioni di geopolitica.

Fortuna che abbiamo un ottimo ministro degli esteri a cui possiamo affidarci ciecamente per gestire la crisi che verrà…

Nonostante l’approssimarsi di un nuovo conflitto, gli italiani sembrano appassionarsi del nulla, divisi dal film di un comico che possiede straordinarie capacità di marketing e l’espulsione di Paragone.

Zalone non è, evidentemente, razzista nè sovranista, è l’erede naturale di Sordi, un pittore di mostri, a tratti greve, come lo era l’attore romano, molto più abile a destreggiarsi con il marketing, contando sull’analfabetismo funzionale di molti italiani.

Paragone, giornalista di nessun merito, presentatore inguardabile e fascischic, ha detto di aver lasciato il nulla, subito applaudito da quel grande esponente dell’inettitudine Cinque stelle che è Di Battista, l’equivalente di un simulacro manvorato ad arte, c’è un bellissmo romanzo di Philip K. Dicxk, scrittore visionario e geniale, che dipinge una società guidata, appunto, da simulacri, molto simile alla nostra.

Diba e Paragone sono contraddittori: se il Movimento era il nulla perché Paragone non l’ha lasciato prima per tornare al suo ambiente naturale, la fogn..ehm, scusate il refuso, la Lega?

Comprendo che il nulla, per una nullità, sia un ambiente confortevole ma questo volersi far cacciare a tutti i costi nell’illusione di contare qualcosa, ha un che di patetico, come Berlusconi che afferma di essere il garante di Salvini o la Meloni che applaude il discorso di Mattarella.

Immediatamente è arrivato l’incogruo plauso del principe del nulla, il Diba, l’ìinutilità fatta persona, che afferma che Paragone è rimasto fedele allo spirito dei Cinque stelle. peccato che lo spirito dei Cinque Stelle sia totalitario, non ammetta deviazioni dalla linea nè voti non linea con le direttive del leader e quindi Paragone, con il suo voto contrario alla manovra, non l’abbia rispettato.

E’ piuttosto esilarante il pensiero di una scissione del Movimento e una coalizione guidata da Diba e Paragone. Come si potrebbe chiamare? Forza Viscidi? Italiani inetti? Fascisti dentro? Zalone suca?

E’ un parlare di nulla, sul nulla, continuo, ossessionante, assillante, un vociare fastidioso che distoglie la mente dai problemi reali del paese e del mondo.

Speriamo non sia il fragore delle bombe a metterlo a tacere molto presto, quando anche gli italiani, forse, prenderanno conoscenza che esiste un mondo e che loro ne rappresentano una parte sempre più insignificante, grazie anche ai loro eroi da commedia dell’arte.

Un libro su quello che potrebbe essere se non corriamo ai ripari in fretta, una riflessione sul mondo che stiamo preparando ai nostri figli, un romanzo distopico per chi ama leggewre libri che fanno riflettere.
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