C’è una pagina de L’anello di re Salomone di Konrad Lorenz, il libro che ha fondato l’etologia ed è stato una lettura obbligata per la mia generazione, che mi è sempre rimasta impressa: Lorenz descrive una zuffa tra cani e, a un certo punto, l’animale che sta soccombendo porge la giugulare all’altro, che si allontana soddisfatto della vittoria. Lorenz dice di aver compreso in quel momento il significato dell’evangelico porgi l’altra guancia: non per farti schiaffeggiare di nuovo, ma per impedire all’altro di farlo.

Gli insegnamenti, a dire il vero, sono due: Lorenz in gioventù è stato nazista, anzi, è stato uno degli organizzatori del primo tentativo di sterminio di massa del terzo reich: quello dei disabili. Lorenz, con la sua vita, ha dimostrato che si può crescere, imparare dai propri errori e cambiare radicalmente il modo di vedere il mondo.

Tornando al principio evangelico, ampliandone il senso, porgere l’altra guancia, cioè non replicare alla violenza con la violenza, continuare a camminare per la propria strada senza lasciarsi intimidire, tenere sempre la testa alta e lo sguardo fisso su chi cerca di intimidirci, ostacolarci, etc., è l’augurio per il nuovo anno che sento di fare a me stesso e a chi ha la pazienza di leggere i miei libri e queste riflessioni: brave persone, tutte più o meno divergenti, tutte più o meno aliene dallo Zeitegeist attuale, tutte più o meno soffocate dall’aria che si respira e disgustate dal continuo ciarlare di niente che offre la politica attuale.

Porgete l’altra guancia non per farvi schiaffeggiare ma per mostrare di non avere paura di chi, invece di ragionare, sa solo diffamare, insultare, calunniare. Porgete l’altra guancia se non avete nulla da nascondere, se nel cuore portate i vostri valori valori e nella mente una storia fatta di lotte, con poche vittorie e tante sconfitte da cui si è cercato di imparare. Porgete l’altra guancia allo stesso modo in cui porgete la mano al prossimo, perché la diffidenza e il pregiudizio non vi appartengono.

Ecco, il mio proposito per il nuovo anno, il vostro, se volete, sarà questo: non lasciarmi mai trascinare né sui social né altrove in battibecchi sterili, ragionare sempre sui fatti, leggere più libri che posso e informarmi su tutto quello che posso, tacere quando non so e argomentare nel modo più semplice possibile quando so, perché tutti comprendano, lasciare che non sia la rabbia a parlare al mio posto ma il buon senso, aspettare come il cinese sulla riva del fiume, perché più sono grandi, più sono gonfi di ipocrisia, più credono alle proprie menzogne, più si sentono i padroni del mondo più rumore fanno quando cadono e più velocemente passano nel fiume.

Auguri di buon anno quindi, a chi naviga controvento, a chi si commuove ancora ascoltando El pueblo unido, a chi cerca ancora risposte volate nel vento, a chi non crede nel senso comune, agli anarchici, agli artisti, a chi sventola le bandiere della pace, a chi crede che un mondo migliore è possibile, nonostante tutto, nonostante tanti.

Ride degli altri chi ha nel cuore l’odio e nella mente la paura, auguri, quindi, a chi sa ridere di sé stesso.

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