La fiera dei sepolcri imbiancati contro Fioramonti

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Fioramonti si è dimesso e tra chi lo accusa di vigliaccheria, come alcuni suoi compagni Cinque stelle e Italia Viva, e chi tace, come il Pd, asssistiamo a una fiera di sepolcri imbiancati che si accaniscono sulla persona ed evitano accuratamente di entrare nel merito delle sue dimissioni.

Lo dovranno fare presto, malgrado loro, perché il ministro si è impegnato per iscritto con i sindacati su alcuni punti fondamentali e necessari per far ripartire la scuola italiana e, se quell’impegno verrà disatteso, i sindacati riapriranno lo stato di agitazione che hanno ritirato dopo aver firmato l’intesa. Non che i sindacati scuola facciano tremare le vene e i polsi ai politici, ma insieme alle altre categorie incazzate che si preparano a mordere le caviglie al governo passate le ferie, potrebbero costituire il carico da undici.

Di Fioramonti e della sua coerenza ho già parlato, merita solo rispetto, mentre non merita rispetto nè l’opposizione berciante che ha governato per quattordici mesi senza fare un emerito cazzo per la scuola nonostante le promesse elettorali, a parte sparare cazzate come l’abolizione della scuola media, nè l’attuale esecutivo, che si è limitato a una finanziaria di compromesso e ha trascurato completamente la scuola, nè il signor Calenda, che di scuola blatera spesso senza mai entrare nel merito con proposte concrete. A parlar da fuori non si ha mai torto.

I mali attuali della scuola sono dovuti a sconsiderate scelte politiche: la riduzione delle cattedre a diciotto ore frontali, ad esempio, che unita all’impossibilità di chiamar e supplenti immediatamente crea spesso un sovraffollamento dellle classi a causa degli smistamenti, con classi piene quasi sempre oltre il limite di sicurezza.

Le risorse tolte alla scuola pubblica per assegnarle alle private senza alcun controllo da parte dello Statoo nè sulle modalità di arruolamento nè sulla qualità degli insegnamenti .

La sciagurata legge 107 di cui paghiamo ancora le conseguenze,  che ha sì stanziato più risorse di tutti i governi precedenti per la scuola, ma lo ha fatto malissimo, basta pensare alla farsa del merito.

Il problema annoso della sicurezza nelle scuole, con dati allarmanti: in alcune regioni, come la Sardegna e le regioni del sud, più del 50% degli edifici non sono a norma.

Il problema delle enormi differenze tra scuole del nord e del sud e tra scuole di periferia e scuole del centro all’interno delle città: non esiste nessuno strumento che invogli un giovane insegnante a farsi le ossa in una scuola a rischio, tanto per dirne una, nè agevolazioni economiche nè di carriera.

La spinta esasperata e dilettantesca verso l’informatizzazione, quando sarebbe assai opportuno tornare a insegnare a leggere, scrivere e far di conto e usare con una quantità adeguata di grano salis le nuove tecnologie che, contrariamente alla vulgata, i ragazzi non sanno assolutamente usare. Nuove tecnologie, per altro, che hanno tempi di obsolescenza rapidissimi.

Aggiungiamo a questi i problemi storici: il precariato, il sottodimensionamento del personale Ata e delle segreterie, a cui si richiede di fare, con meno unità, ciò che sarebbe già difficile fare a organico pieno, l’odiosa trattenuta sullo stipendio per i giorni di malattia, ecc.ecc.

Altro ci sarebbe da aggiungere, molto altro, ma è Natale e lasciamo perdere.

Ma un cenno vorrei farlo comunque: se davvero la destra estrema governerà il paese dopo le prossime elezioni, verrà messo in discussione, ed è già successo, quel principio democratico fondamentale che è la libertà d’insegnamento. Sarebbe opportuno che l’attuale esecutivo, ammesso ne sia in grado, ideasse adeguati strumenti legislativi per blindarlo senza che qualcuno, domani, possa pensare di modificarlo. Lo so che è già blindato dalla Costituzione ma abbiamo visto recentemente che non basta.

Mi piace pensare che Fioramonti si sia dimesso per questo e altro ancora, anche se, in tutta sincerità, sono convinto che non conosca neanche la metà dei problemi che ho elencato rapidamente.

Mi auguro che chi lo seguirà ne prenda atto anche se, come in una sorta di comma 22 adattato alla scuola, se qualcuno los eguirà significa che non ne ha preso atto.

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