Insegnante? No, un cretino.

Insegnante? No, un cretino.

stock-photo-screaming-teacher-357023054

Mi chiedo se Salvini abbia qualcosa da dire, lui che fece sospendere una collega per una ricerca dei suoi alunni, sulle dichiarazioni di quell’insegnante leghista che ha pubblicamente minacciato i suoi alunni di ritorsioni, offendendoli, se avessero partecipato alla manifestazione delle sardine. Mi chiedo se chiederà una dovuta e prolungata sospensione dall’insegnamento. Non credo.

Perché questo sì che è fare politica a scuola, e della peggior specie, venendo meno, tra le altre cose, a uno dei principi fondanti dell’istruzione: quello di sviluppare lo spirito critico.

Direi lo stesso, e chi mi conosce lo sa, se un insegnante di sinistra avesse minacciato i suoi alunni di ritorsioni nel caso avessero partecipato a una manifestazione della Lega. Giusto per chiarire come la penso.

A me le sardine non convincono, specie dopo aver sentito parlare il loro leader, ma più giovani riempiono le piazze, più si interessano di politica, una politica che guardi al bene di tutti, meglio è per questo paese. Se sbagliano, se come temo tutto si risolverà nell’ennesima bolla di sapone, impareranno dai loro errori e torneranno in piazza con maggiore consapevolezza.

Io faccio fatica a ritenere un collega l’insegnante in questione, faccio fatica a credere che si possa usare il voto come mezzo di pressione per affossare un’idea. È un atteggiamento fascista, razzista, che viola il diritto di opinione. Un atteggiamento leghista, insomma. Quell’insegnante insulta tutti gli insegnanti italiani che svolgono il proprio lavoro con coscienza.

Parlare di politica a scuola significa fare il contrario di quanto ha fatto lui: insegnare a ogni ragazzo che deve maturare un pensiero autonomo, quale che sia, e non avere nessun timore di manifestarlo secondo le norme della buona educazione e del rispetto. Io ho un ex alunno di destra, un altro Cinque stelle, posizioni distanti dalle mie, ma, quando capita, dialoghiamo con educazione e ci scambiamo opinioni, spesso trovandoci anche d’accordo su alcune cose e inevitabilmente in disaccordo su altre. Mai mi permetterei di insultarli o ritenerli idioti perché la pensano diversamente da me, anzi, il loro impegno mi fa piacere, credere in qualcosa è comunque una buona cosa.

Persone così fanno il male della scuola, la squalificano e, soprattutto, fanno il male dei ragazzi. Mi auguro che, chi di dovere provveda istruire questo individuo su cosa significa essere insegnanti. In attesa dei soliti leccaculo che sui soliti giornali giustificheranno questo atteggiamento o del solito Fusaro che col suo linguaggio da Azzeccagarbugli de noartri ci spiegherà che l’insegnante è un vero ribelle contro la plutocrazia di sta minchia.

Perché ormai siamo abituati, in questo triste paese, a sentir giustificare l’ingiustificabile.

cropped-twitter-molto-piccola.jpg

Puoi acquistarlo qui in cartaceo o ebook

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail
wp_3307042

Lascia un commento