Il problema è non farli arrivare…o il problema sei tu?

Settembre 25, 2019 Politica italiana

Il problema è non farli arrivare, dice Di Maio dopo l’accordo stipulato dal governo sui migranti, su cui ho scritto ieri.

Trovo che siano parole terribili che, da un lato, strizzano l’occhio all’ala destra del movimento, sempre più di malumore, dall’altro denotano una mancanza di sensibilità sconvolgente in una persona stupida ma giovane come il ministro degli esteri.

Perché stiamo parlando di esseri umani sofferenti, uomini, donne, bambini in fuga dalla guerra e dalla morte per fame, non di pacchi di merci. Ecco, questa deumanizzazione costante a cui abbiamo assistito nell’ultimo anno, questa continua reificazione di esseri umani ridotti a rifiuti, a cose inutili e ingombranti, è terrificante, va contro tutto quello che, ogni giorno, quando entro in una classe, insegno ai ragazzi e alle ragazze che mi trovo di fronte, va contro tutto quello in cui ho sempre creduto: la solidarietà, la necessità di prendersi cura dell’altro, il concetto che i diritti degli ultimi sono i diritti di tutti.

Mi chiedo: può il Pd accettare dichiarazioni di questo tipo? Può il Pd tollerare un ministro degli esteri dannoso oltre che inutile?

Ma la sinistra oggi sembra più impegnata in una guerra fratricida a base di insulti tra renziani e non renziani che si rinfacciano colpe comuni, più che a migliorare questo paese.

Intendiamoci, non aumentare l’IVA e risanare, almeno un po’, il bilancio dello Stato va benissimo, ma lo Stato è fatto di persone e, in questo momento, lo Stato italiano è fatto, per una parte consistente, di persone parecchio brutte, alcune delle quali sono al governo, altre imperversano sui social insultando persone malate o ragazzine che chiedono politiche ambientali forti, altre ancora continuano a prendersela con i migranti.

Ci vorrebbe un nuovo umanesimo, un ritorno di valori che sembrano scomparsi. Bisognerebbe partire dalla scuola.

Questo governo dovrebbe occuparsi di riformare la scuola, cancellare la 107, uno dei motivi per cui sono felice che Renzi sia andato a terminare la sua carriera invero poco gloriosa nell’oblio, aprire un dibattito pubblico con chi la scuola la fa ogni giorno e decidere quali siano le priorità per tornare a formare cittadini attivi, pensanti, acculturati che possano diventare la classe dirigente di domani, cittadini migliori di Di Maio, insomma, non ci vuole molto. Ma di questo non si parla, non interessa al nuovo governo come non interessava al vecchio.

Mi sembra invece che la linea del governo sia quella di dare un corpo al cerchio e uno alla botte, non scontentare nessuno, rendersi impermeabili alle critiche facendo poco e strizzando l’occhio sia a destra che a sinistra. D’altronde, cosa ci si può aspettare da un esecutivo guidato da un mago del trasformismo, un uomo senza qualità buono per tutte le stagioni e tutte le bandiere?

Chi pensava che avessimo risalito la china, si sbaglia. Continuiamo a scendere, più lentamente, ma scendiamo.

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