Per favore, sciogliete il Pd

Per favore, sciogliete il Pd

Renzi

La lettera di Matteo Renzi che ha inviato a Repubblica parrebbe un’ammissione di colpa mentre, in realtà, è l’ennesimo sasso lanciato sul partito ritirando la mano.

Renzi infatti, si guarda bene dal dire “ho sbagliato” riguardo scelte scellerate come il patto con la Libia sui migranti o la mancata approvazione della legge sullo ius soli, la cui responsabilità è solo sua, si limita invece ad usare un plurale generico che sottintende che la colpa va attribuita ad altri. Addirittura, l’uomo che diede chiare disposizioni a Minniti, seguendo Salvini sulla sua strada, arriva a dire che si è fatto tanto allarme per pochi sbarchi.

Parla anche della scelta di campo ineludibile della sinistra riguardo l’immigrazione, scelta che lui ha eluso e tradito, dicendo che non si possono tradire quei valori che lui ha abbondantemente tradito.

Non dice una parola su un’ottima riforma partorita dal suo governo, quella riguardante le pene alternative, poi non approvata dall’attuale esecutivo, forse perché viene dal nemico Orlando.

L’impressione è che siamo di fronte a un’ennesima guerra interna al Pd condotta da chi o è talmente autoreferenziale da non rendersi conto dello sfacelo del paese, o è talmente compromesso da non poter rinunciare al potere. In questo caso, la difesa, anche accettabile ma del tutto fuori contesto, della globalizzazione, potrebbe rappresentare un chiaro messaggio per qualcuno.

A questo punto, credo che il Pd e Renzi siano incompatibili e Zingaretti dovrebbe assumersi l’onere di sciogliere il partito per il bene del paese. Perché l’Italia ha bisogno di una forza di sinistra compatta, coesa, ambientalista, liberista con distinguo ed europeista, una sinistra moderna che guardi al futuro senza abiurare al passato e Renzi e i suoi seguaci sono incompatibili con questa idea di sinistra tanto quanto i pasdaràn e i nostalgici della rivoluzione proletaria.

Salvini e il salvinismo devono essere fermati, Di Battista, questo pover’uomo annoiato dalle Ong e, quindi, dagli esseri umani che continuano a morire nel mediterraneo, deve essere rispedito nel nulla da cui è arrivato insieme al suo amico-rivale Di Maio, non si può più lasciare il paese in mano a una banda di buffoni razzisti e filo fascisti.

Per fermarli servono idee e programmi chiari, non estemporanee apparizioni nella periferia romana, non dichiarazioni di principio sull’immigrazione accompagnate costantemente dall’aiutamoli a casa loro, il nauseabondo refrain di chi, casa loro, prima l’ha depredata.

La violenza fino adesso sublimata nei post che invocano stupri sulle volontarie e su chi aiuta gli stranieri, rischia di trasformarsi in realtà se non si riesce ad arginare la follia che sembra dilagare nel nostro paese.

Nei prossimi vent’anni la principale causa di immigrazione sarà il riscaldamento globale e l’Italia si rifiutata di ratificare l’azzeramento delle emissioni nei prossimi cinquant’anni, ed è sempre stata assente agli incontri sulla modifica del trattato di Dublino, firmato dal governo di cui faceva parte la Lega.  Siamo praticamente come dei medici che diffondono un virus e poi se la prendono con i malati.

Bene ha fatto David Sassoli, neo presidente della commissione europea, a mettere al primo posto della sua agenda la modifica degli accordi di Dublino: se verrà fatta, toglierà ai razzisti nostrani la loro arma migliore, se non verrà fatta a causa dei razzisti nostrani, fornirà alla sinistra un’arma eccezionale per sbugiardarli.

La sinistra possiede al suo interno qualcosa che la destra italiana, storicamente, non ha mai avuto: intelligenza e idee che ha sostituito negli ultimi anni con una insopportabile demagogia. E’ tempo di tornare a metterle sul piatto, di ritrovare il coraggio di guardare avanti ma perché accada, Matteo Renzi deve prendere un’altra strada, non perché sia la fonte di tutti i mali ma perché le sue idee non sono di sinistra e sono incompatibili con la sinistra che serve oggi al paese. Magari può diventare il fondatore di quella destra moderna ed europea che tanto bene farebbe all’Italia.

Dal momento che lui non se ne andrà mai, il narcisismo patologico è una brutta malattia, tanto vale sciogliere il partito e andare ognuno per la sua strada, con tutti i rischi che questo comporta ma anche con tutti i benefici che potrebbe portare al paese.

Bisogna farlo subito, prima che sia troppo tardi, perché, permettetemi un’autocitazione: quando si apre la porta all’orrore, l’orrore se la chiude alle spalle e diventa difficile tornare a pensare che sia possibile un mondo diverso ( Pietro Bertino, Un mondo quasi perfetto, di prossima pubblicazione).

Ecco, secondo me, noi, ci siamo molto vicini.

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