Cari ex compagni, adesso basta.

Cari ex compagni, adesso basta.

 

giustizia

I comunisti italiani si dividono in due categorie: quelli che hanno sempre ritenuto un loro dovere dare l’esempio, arrivando al punto di rinunciare a benefici del tutto leciti per non essere accusati di ipocrisia e quelli che col partito e sul partito ci hanno mangiato, usandolo a convenienza.

I secondi hanno vinto, i primi sono dinosauri, come il sottoscritto. Tra parentesi: esistono dinosauri socialisti e dinosauri democristiani ma non esistono dinosauri di destra, perché per diventare un dinosauro devi avere delle idee, dei valori ben chiari e un’etica, caratteristiche latitanti storicamente a destra. I fascisti di ieri leggevano solo qualche libro in più dei fascisti di oggi ma le le loro schifose idee erano identiche.

I post comunisti che hanno vinto, hanno portato il più importante partito comunista europeo diventare il Pd, ma il partito comunista non era già partito comunista con Berlinguer, che aveva in mente quel grande partito socialdemocratico europeo che non è mai nato, per lo stesso motivo per cui, nel nostro paese, non è mai nata una destra europea antifascista. L’estremismo di sinistra, il terrorismo, il radicalismo, la deriva dei socialisti che hanno anticipato Renzi e il renzismo, hanno impedito che il disegno di Berlinguer, l’unico possibile in un sistema capitalista, che piaccia o no, potesse maturare.

A Renzi non va imputato il fatto di aver portato il partito ad aprirsi al liberismo, come fanno molti, perché il liberismo non si sconfigge ma si può usare, ma di aver abbandonato principi e valori etici che furono del Pci e che possono trovare spazio anche in un’economia capitalista: la lotta per i diritti civili, la lotta contro lo sfruttamento dei lavoratori e il lavoro nero, la battaglia per l’equità fiscale e la lotta contro gli evasori, un’azione decisa contro le mafie, una politica del lavoro lungimirante, il recupero delle periferie e i diritti dei senza diritti, ecc.

Per questo è giustamente detestato ma per questo invito i compagni a piantarla. E’ assurdo che se si pubblica un intervento di Letta che critica correttamente l’operato di Salvini ci si accanisca contro Letta, per fare un esempio recente, e questo succede ogni giorno ad ogni intervento di un politico del Pd. I più accaniti haters sono proprio i compagni, perché possono parlare con cognizione di causa, al contrario degli sgrammaticati e ottusi haters di destra. E

E’ ora di finirla, si fa solo del male al paese , si fa come chi, consapevole che la faccenda Seawatch è stata una grande porcheria, accusa il Pd di sfruttare i bambini, che è una enorme cazzata amplificata dalla rete: non si può condannare un sistema che funziona, come l’assistenza sociale in Emilia, per le colpe di un gruppo di criminali.

Quella in atto, ormai, è una battaglia per la libertà e la tenuta democratica del nostro paese. Lega e Cinque stelle, oltre che incompetenti e bugiardi, come chi li ha preceduti, Renzi compreso, almeno in parte, stanno trasformando la politica in una commedia che si può trasformare in tragedia da un momento all’altro.

Questa è una politica del non fare, caratterizzata dal governo che ha legiferato meno negli ultimi trent’anni e inutilmente: poche leggi, fallimentari. Per mascherare questa incapacità strutturale di fare politica, Salvini è alla costante ricerca dell’incidente, il caso Sea Watch è emblematico, ma in Europa sta facendo la stessa cosa, sistematicamente. I Cinque stelle, ormai cannibalizzati da Di Maio, non esattamente una delle nostre menti più fulgide, sono ormai complici a tutti gli effetti di questo andazzo e continuano a perdere pezzi e a regalare voti a Salvini.

Quando la corda si spezzerà, Salvini andrà alle elezioni e il suo mantra seguirà le preziose indicazioni del nume tutelare di Luca Morisi, il guru che gestisce la sua comunicazione in rete: Dite una bugia dieci, cento, mille, un milione di volte e diventerà verità (J. Goebbels).

Prendersela con Renzi o con Letta perchè il 25% degli italiani sono o dementi o fascisti ( questo è il reale consenso della Lega)  e Salvini è riuscito a dargli voce, è autolesionismo oltre che assurdo, è la reiterazione del male antico della sinistra che l’ha portata all’autodistruzione. Altrettanto autolesionista sarebbe fare quello che ha fatto Renzi, cercare di imitare Salvini, di seguirlo sulla sua strada.

Le forze democratiche di questo paese dovrebbero compattarsi, attorno a un programma condiviso, che guardi possibilmente lontano, scegliere un leader che sia al di sopra delle parti e possa mettere d’accordo la sinistra radicale e quella liberista, il mondo cattolico e quello dei piccoli e medi imprenditori, il terzo settore e i deprivati delle periferie, un leader che abbia una statura morale tale da poter replicare a Salvini senza diventare oggetto del fuoco amico e l’intelligenza di circondarsi di persone competenti e capaci, di ascoltare tutti ma andare dritto per la sua strada. Non necessariamente un santo o un condottiero illuminato, forse i tempi sono maturi per una leader donna, magari proveniente dal mondo del terzo settore, o, perché, dall’imprenditoria.

Dimentichiamo troppo spesso che una nuova via al liberismo questo paese l’ha creata e poi l’ha tradita, che Adriano Olivetti era a capo di una multinazionale e non calpestava i diritti dei suoi lavoratori, che, si parva licet…, Della Valle ha introdotto nelle sue fabbriche di scarpe un sistema di lavoro accettabile e rispettoso dei diritti dei lavoratori, che Illy ha creato un impero del caffè basato sulla qualità e sostenibilità, ecc.ecc. L’eccellenza italiana esiste, anche nel mondo della globalizzazione ed è da lì che si può ripartire, lasciando perdere l’autolesionismo e il benaltrismo che imperano a sinistra. Se un imprenditore fascista ha governato per vent’anni questo paese col mito del saper lavorare, forse un imprenditore altrettanto capace ma più onesto, può fare altrettanto. E’ un ‘idea che non mi piace ma che, forse, potrebbe risultare vincente.

Il mondo è questo oggi e i mali del mondo si possono combattere utilizzando gli strumenti che abbiamo a disposizione, non inseguendo utopie che la storia ha condannato.

Se questo paese subirà una deriva autoritaria e l’unica nostra consolazione sarà aver inveito a suo tempo contro quelli che stavano dalla nostra parte e ci hanno tradito, ci sentiremo migliori e più sollevati? O saremo dei complici, come i Cinque stelle oggi? 

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