Sciacalli senza onore

Sciacalli senza onore

Camilleri

Sono molto legato a Camilleri perché, indirettamente, ha contribuito all’inizio della mia carriera di insegnante. Al concorso di abilitazione portavo, infatti, un percorso originale, l’idea di una nuova scuola siciliana che partiva da Verga e passando per Pirandello, Vittorini, D’Arrigo, Sciascia e Consolo, arrivava, appunto a Camilleri. Il presidente della commissione mi chiese, dopo l’esame, se secondo me Camilleri sarebbe durato: risposi di sì, non solo per l’allora nuova serie di Montalbano, ma soprattutto per gli altri suoi libri, dove rivelava la natura di scrittore autentico.

Provo quindi un insopprimibile senso di disgusto di fronte ai miserabili attacchi subiti dallo scrittore siciliano sui social, da parte di individui che, probabilmente, mai hanno aperto un libro in vita loro, e ancor di più per lo squallido, ignobile e vile articolo di Vittorio Feltri su Libero, che come consuetudine di certa stampa di destra, non perde mai l’occasione per mostrare la propria natura necrofaga.

Lo stesso schifo provo per le esternazioni del ministro Salvini riguardo la Sea Watch e la chiusura dei porti italiani alla nave, dovuta agli atti firmati dai ministri grillini. Salvini è fuggito come un coniglio di fronte al tribunale che avrebbe dovuto processarlo, dopo settimane di esternazioni da macho, macho s’intende, da commedia, come l’indimenticabile burino romano di Verdone, e si permette di continuare a insultare persone che ogni giorno salvano vite, persone che sono state sottoposte a inchiesta giudiziaria da parte di un giudice amico di Salvini, non sono scappate come lui cercando l’aiuto degli amici e ne sono uscite pulite. Camilleri molto ha detto a questo riguardo e, forse, come chiunque pronunci verità in un paese di bugiardi e sepolcri imbiancati, a questo è dovuto l’astio nei suoi confronti.

La domanda che mi pongo è: per quanto dovremo sopportare questi sciacalli senza onore, mentre le aggressioni fasciste, condotte come  al solito, quattro o cinque contro uno, o una, aumentano ogni giorno? Quando l’opposizione si renderà conto che la democrazia non solo è in pericolo nel nostro paese ma ha già subito colpi pesanti con i decreti sicurezza, la legge sulla legittima difesa, ecc.? Quando le teste d’uovo comprenderanno che è necessario portare nuove idee sul tavolo, tornare a occuparsi delle fasce più basse e vulnerabili della popolazione e lasciar perdere, per il momento, un ceto medio che come una escort di lusso si vende al miglior offerente?

Penso ai ragazzi che oggi sono impegnati nelle prove di maturità, alla schizofrenia di uno Stato che li fa riflettere su Ungaretti, Stajano, Sciascia e Dalla Chiesa per poi tradirne ogni momento la lezione e la memoria. Come si può far coincidere l’immagine di uno Stato che considera Dalla Chiesa un eroe con quella di un ministro degli interni amico di un sottosegretario che, secondo le accuse,  fa affari con la mafia? Quale futuro si prepara per i nostri ragazzi? Un paese chiuso, cinto da mura mentali e materiali, soffocato da un egoismo che tracima nell’odio verso tutto ciò che risulta diverso agli occhi di chi non è in grado di andare oltre un pensiero elementare e gretto? Un paese guidato da uomini di un’ignoranza senza limiti, di cui si fanno vanto, incapace di guardare al futuro e orientato verso un passato sconfitto e sepolto? Un paese da cui andare via appena possibile?

Per quanto questi sciacalli ci ammorberanno quotidianamente con le loro corbellerie, le loro minacce, le bugie gratuite a flusso continuo, l’incapacità manifestata a ogni passo, l’arroganza da coatti che non hanno altra arma di difesa?

Quando cominceremo a dire basta? Io trovo che il silenzio di chi dovrebbe parlare e invece tace, sia un insulto molto più grave a Camilleri degli insulti dei miserabili che infestano il web, il silenzio dei suoi colleghi scrittori, della sua parte politica di riferimento, il silenzio di quegli intellettuali che sembrano scomparsi nel nostro paese, il silenzio di quegli artisti che hanno mangiato e prosperato alle feste dell’Unità per poi adottare la resilienza e adeguarsi al nuovo corso. Un silenzio assordante, ipocrita e meschino quanto l’assordante rumore di fondo degli sciacalli.

Spero che Camilleri ce la faccia, che torni a illuminarci con le sue riflessioni di uomo che tanto ha visto e, per questo, sa guardare lontano. Se così non fosse, resteranno comunque le sue parole, mentre i silenzi e gli insulti si disperderanno nel vento, come letame inutile e secco.

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