Perchè il comizio di Casapound è un’offesa a Genova

Perchè il comizio di Casapound è un’offesa a Genova

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Forse non esisteranno, come dice il sindaco Bucci, problemi legati alla sicurezza, riguardo al comizio di Casapound autorizzato dal Comune, ma stupisce che chi ha nominato spesso (invano) Genova e la sua storia non tenga conto proprio della sua storia oggi.

Va detto che in molte occasioni questa giunta ha preso posizioni certamente vicine a quelle di Casapound, in particolare con qualche assessore, ma da qui ad autorizzare il comizio di un gruppo neofascista con posizioni decisamente anticostituzionali nella città che per prima si è liberata dai nazisti, ce ne passa. Anazi, direi che questo comizio è uno schiaffo a chi ha vissuto in una Genova diversa, quella di Guido Rossa e delle grandi lotte operaie, per esempio. Quella capace di mobilitarsi in ogni sua componente per grandi gesti di solidarietà.

Casapound non è fuori legge per una di quelle strane anomalie del nostro sistema giudiziario, per cui è lecito inneggiare alla superiorità della razza bianca e invitare a stuprare una donna rom o occupare abusivamente da anni un palazzo in pieno centro Roma, mentre non lo è manifestare il proprio dissenso citando De Andrè o invitando a restare umani. Siamo certi che la Digos provvederà ad assicurare che il comizio si svolga in piena tranquillità.

Tuttavia esistono valori etici e morali che fanno parte del dna di  Genova, mi riferisco ad esempio alla solidarietà, all’internazionalismo, che sono del tutto incompatibili con quelli promulgati da Casapound. Io non sono orgoglioso di essere genovese, non mi commuovo davanti alla lanterna, se avessi la possibilità di vivere altrove lo farei, ho visto questa città degradarsi progressivamente e trasformarsi in un modo che non mi piace per nulla e, anzi, mi provoca un profondo disagio. Ma il troppo è troppo.

Evidentemente, nè il sindaco Bucci nè la giunta comunale conoscono la storia recente di questa città, le sue battaglie, la sua orgogliosa e secolare lotta contro ogni oppressione. Evidentemente il sindaco Bucci e questa giunta ritengono eticamente concepibile che da un palco si inciti all’odio razziale, evidentemente il sindaco Buccci e questa giunta non sono in sintonia con la città che dovrebbero amministrare e  che dicono, a parole, di voler far tornare grande. Evidentemente, il sindaco Bucci e questa giunta hanno fatto una chiara scelta di campo e ne dobbiamo prendere atto, anche se il comizio di Casapound sarà seguito dai soliti quattro gatti pelati e privi di neuroni.

Se la grandezza passa attraverso inutili tappeti rossi, false feste della bandiera e comizi fascisti, personalmente, ne farei volentieri a meno. Da genovese, anche se di radici siciliane, forse ancora di più per questo, mi sento profondamente offeso da tutto questo.

 

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