La spada e la croce

Maggio 19, 2019 Attualità, Cronaca, Politca

++ Lega: Salvini inscena 'giuramento' da premier ++

Da cattolico, quel rosario in mano a Salvini mi disturba più del contenuto dei suoi discorsi. Il rosario è lo strumento con cui ci si connette col trascendente, esiste nel cristianesimo, nell’islamismo, perfino nel buddismo: il cerchio è il simbolo della perfezione, dell’unità completa tra uomo e Dio e i grani sono il mezzo per raggiungerla, il passi da fare per purificarsi l’anima.

In mano a un cinico opportunista ignorante e razzista, il rosario è una bestemmia.

Ieri Salvini ha messo le carte in tavola, e sono carte truccate: non c’è mezza verità nel suo discorso, tenuto accanto ai più squallidi rappresentanti di quella genia avvelenata di xenofobi che appesta ancora la politica occidentale.

Salvini ha mentito dall’inizio alla fine, argomentando sul nulla, parlando di nulla, attaccando indirettamente Papa Francesco, un uomo, e si sa che i quaqquaraquà davanti agli uomini veri si trasformano in conigli. Non ha avuto il coraggio, il capitano de noartri, di fare il nome del suo unico avversario in un paese senza opposizione, se non quella colorata, colorita e gioiosa della gente stufa delle sue bugie, è riuscito a mettersi in difficoltà da solo.

Salvini è il nulla, il paladino di un’Italia senza qualità, chiusa, incapace di guardare al futuro, ingrata verso il passato e senza più una storia da ricordare, una memoria da condividere.  E’ il paladino di un’Italia di cui vergognarsi.

Adesso sta a ognuno di noi, domenica prossima, fare la propria parte.

Io non voterò Pd, a mio parere un’altra faccia del nulla, l’esatto rovescio della medaglia Salvini, con la differenza che la base di Salvini è fatta da individui squallidi, quella del Pd da brave persone ed è ancora più grave la responsabilità politica di un partito che ha perso la strada da tempo.

Non credo al voto utile, nè al voto contro: credo al voto consapevole, alla libera espressione delle proprie idee, alla consonanza tra i pensieri del singolo e quelli di chi lo dovrebbe rappresentare.

Credo nella democrazia, non nel sistema, che però è al momento, il meno peggio, fino a quando uno dei ragazzi di oggi non troverà una soluzione domani. Noi no, noi non la troveremo, imbevuti di ideologia e nostalgie, arrabbiati per esserci fatti fregare  troppe volte, cinici per sopraggiunta età e sconfitti.

Vedremo se questo paese riuscirà a sollevare la testa o se la marmaglia riunita a Milano attorno a un re nudo e blasfemo, l’avrà vinta.

 

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