Quelli che, come l’ANP, non entrano nel merito della questione

Quelli che, come l’ANP, non entrano nel merito della questione


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In occasione di sgradevoli fatti di cronaca come la sospensione comminata all’insegnante di Palermo, c’è sempre qualcuno che posta un pippone cominciando con:” Non entro nel merito della questione”.

Nel caso specifico, non si capisce cosa ci fosse da entrare nel merito: l’accusa di culpa in vigilando costata la sospensione alla collega era chiaramente fuori luogo e immotivata, come è evidente che dare risalto a una notizia così, chi lavora nella scuola sa cosa voglio dire, significa sì provocare una levata di scudi da parte dei soliti noti ma anche fare sì che un copspicuo numero di appartenenti alla maggioranza silenziosa si auto imbavaglino per paura.

A furia di non entrare nel merito della questione, di far finta di non sapere, di voltarsi dall’altra parte per non criticare chi sventolava la nostra bandiera abbiamo permesso a Renzi di fare a pezzi il Pd per eccesso di narcisismo e mancanza di contraddittorio, lasciando il paese in un momento critico della propria storia senza un’opposizione degna di questo nome.

A furia di non entrar nel merito della questione, di lasciar lavorare dei giovani inesperti, di trovare perfino la sinistra a destra, leggi Cinque stelle, abbiamo un governo di razzisti e incompetenti che sta traghettando il paese verso il disastro.

A furia di non entrare nel merito della questione, ci sediamo sulle comode poltrone dell’antifascismo senza comprendere che siamo di fronte a un fenomeno nuovo di condizionamento di massa, che la cieca sudditanza dei Cinque stelle è frutto di una accurata poltica aziendale, che Salvini manda i suoi post attraverso i social ai giovanissimi, per preparare nuovi proseliti. Il fascismo in Italia è fermo da decenni all’1% e così resterà nei secoli.

A furia non entrare nel merito della questione ce la prendiamo con la scuola che non insegna storia. Beh, chiedetelo ai miei alunni che lunedì hanno una verifica su guerra fredda, sessantotto e terrorismo, chiedetegli quanto abbiamo parlato di mafia e corruzione e non credo che solo nella mia scuola si affrontino certi argomenti. Quanti di quelli che criticano li affrontano a casa con i loro figli?

A furia di non entrare nel merito della questione, stiamo dimenticando che la Memoria non è un punto di partenza, ma un punto d’arrivo, come dimostra l’egregio lavoro dei ragazzi di Palermo ( a proposito: se i miei alunni mettessero su un powerpoint così girerei ubriaco per il mio quartiere cantando canzoni goliardiche per la gioia, perché mi sentirei utile), che la memoria non è condivisa, anche se sarebbe bello che lo fosse, che bisogna cominciare a leggere il presente per ritrovarvi i semi del passato, ma leggere tutto il presente, non solo quello che ci serve.

A furia di non entrare nel merito della questione tolleriamo quotidianamente un uso improprio dell’operato delle forze dell’ordine consentendo senza fiatare piccoli abusi di potere che forse resteranno tali, forse diventeranno grandi abusi di potere e la colpa sarà di chi non è entrato nel merito della questione a suo tempo.

A furia di non entrare nel merito della questione, stiamo accettando una quotidiana diminuizione di umanità, un quotidiano sopruso ai danni degli ultimi a cui restiamo indifferenti nelle nostre tiepide case.

E chi sa un po’ di libri, sa già come andrà a finire.

E sarebbe buona creanza, che chi non vuole entrare nel merito della questione, tacesse.

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