Perchè nessuno chiede le dimissioni del ministro degli interni?

Aprile 15, 2019 Attualità, Cronaca, Politca

spari contro stranieri

Morti a Foggia, Milano, Napoli, il traffico di cocaina che incide, secondo le ultime stime, per lo 0,9% del Pil, cioè più della crescita prevista dal nuovo Def, fenomeni come il caporalato, diffusissimo proprio in Puglia, che non vengono minimamente contrastati, le mafie che continuano a prosperare senza che lo Stato se ne preoccupi. femmincidi in aumento, violenze sui bambini in aumento, corruzione in aumento.

A parte l’inutile e dannoso decreto sicurezza, a parte la persecuzione anticostituzionale verso gli immigrati e, adesso, verso i rom, a parte le dichiarazioni da macho riguardo le pene che secondo lui dovrebbero essere comminate ai colpevoli ( ieri ha augurato all’assassino di Foggia di morire in galera) e che sono di pertinenza della magistratura, il ministro degli interni cosa sta facendo? Quali provvedimenti ha attuato per garantire la sicurezza degli italiani, tema che ha sempre avuto sulla bocca durante la campagna elettorale? A parte le chiacchiere e le divise indossate, a parte le pose da burino e l’ìngurgitare  in continuazione junk food, come si guadagna il lauto stipendio che tutti noi gli paghiamo?

Ma soprattutto, la domanda sorge spontanea, esclusi i suoi complici e conniventi pentastellati, che lo contraddicono solo per stucchevoli numeri da avanspettacolo come la finta polemica sul venticinque aprile (una vergogna infinita), perché nessuno chiede le dimissioni di un ministro che, fino ad oggi, non ha svolto il proprio lavoro? Perché non si avvia un procedimento di impeachmente per manifesta incapacità?

Davvero l’opera di ripristino della legalità in un paese si esaurisce in una stupida e inutile variazione di cosa va scritto sulla carta d’identità? Quanto pensa di andare avanti, il ministro, conme le sue idiozie razziste, con gli slogan da avanspettacolo, con i suoi t6weet da adolescente grasso e frustrato, con la sua commedia da due soldi? Per quanto crede di continuare a incantare la sua platea di adoratori dementi con la favola che i problemi di sicurezza dell’Italia si risolvono perseguitando minoranze etiniche irrilevanti e fuori dai giochi della grande criminalità?

Cosa pensa di fare, per esempio, per limitare o almeno controllare la diffusione di stupefacenti nel nostro paese? Perché l’micidio di Milano e l’agguato di Foggia sono entrambi collegati allo spaccio, perché nel nostro paese aleggia una enorme nuvola di polvere bianca da nord a sud, c’è gente che lotta ogni giorno contro la dipendenza, padri e madri che scoprono i loro figli diversi da come hanno sempre creduto, drammi familiari che si consumano quotidianamente a causa della diffusione delle droghe. ma tutto questo, al ministro, non interessa.

Ah, certo, lui la soluzione ce l’ha e la tirerà fuori al momento opportuno, al primo morto utile: inasprire le pene per gli spacciatori e per chi viene trovato in possesso di droga, eliminare la modica quantità che none siste più da vent’anni e dichiarare illegale anche solo il desiderio di uscire, per lo spazio di una canna, da una realtà quotidiana sempre più grigia, tetra, senza vie d’uscite. Riempire le carceri di ragazzi a cui basterebbe, a volte solo un sostegno adeguato per risolvere la propria dipendenza e rovinarli definitivamente. Tanto sono figli degli altri, non dei leghisti che ce l’hanno duro, in Lombardia, com’è noto, il problema della diffusione della droga tra i giovani non esiste.

Forse siamo arrivati davvero alla fine della competenza, se un governo di nullafacenti, a elencarli uno a uno non si trova un ministro che svolga il proprio compito in modo sensato o che svolga il proprio compito, tout court, continua ad ottenere consenso e continua ad ottenere consenso quel ministro che si distacca dagli altri per l’irrilevanza del proprio operato, forse davvero il sonno della ragione, diventato ormai catalessi nel nostro paese, ha generato mostri che ormai sovrastano chi cerca ancora di ragionare su una realtà che non è esattamente quella dipinta dal governo.

In questo paese stanno accadendo fatti gravissimi nell’indifferenza generale, siamo allo sbando e ci comportiamo come se davvero un nuovo vento dsi rinnovamento spirasse sopra di noi.

La questione morale non è più un problema, in Italia, l’Italia è una questione morale, un rebus per logici e studiosi della mente: un paese guidato da una coalizione di incompetenti, razzisti, irresponsabili e bigotti, espressione del pensiero borghese più meschino e reazionario che questo paese abbia mai prodotto, sdoganata come il nuovo, contrapposto a un vecchio che, a giudicare dalle reazioni, è già morto da tempo.

Quanto in basso dovremo scendere, quante menzogne dovremo ancora ascoltare dalla voce di questa gente, quanti morti dovremo contare, perchè qualcuno dia segni di vita dalle parti dell’opposizione? Un’opposizione priva di idee, senza voce e, francamente, vile, timorosa di perdere quel minimo di consenso guadagnato nelle consultazioni elettorali recenti attaccando frontalmente il leader in ascesa.

Forse ha dimenticato, l’opposizione, che il bambino gridò che il re era nudo quando tutti lo acclamavano.

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