Noi siamo voi

Noi siamo voi

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Quanta distanza tra l’esile premier della Nuova Zelanda e il nostro premier ombra impegnato nell’ennesima crociata razzista.

Distanza fisica, morale, politica, siderale. Il discorso della premier è un inno all’inclusione e all’apertura, un richiamo alla pietà e un atto d’amore verso il prossimo.

Noi siamo voi, ha detto alle famiglie dei musulmani assassinati, anche se siete migranti, rifugiati, siete qui, nella nostra terra, parte di noi, noi siamo voi.

Come suona stonato e disgustoso l’arrestateli di Salvini, un uomo squallido che sta mostrando lo squallore e il fiato corto della propria proposta politica,un uomo squallido seguito e idolatrato da altri uomini squallidi, privi di dignità, privi di empatia, privi di quelle qualità che ci rendono umani.

Io, figlio di migranti, sono quei quarantonove migranti su quella nave e sono vicino e solidale a Luca Casarini, che incrociaiquella mattina a Genova, nel 2001, prima che si scatenasse l’inferno e il sogno di una generazione sconfitta venisse cancellato dalla ragion di stato.

Non basta più la solidarietà, cambiare canale quando vediamo certe facce in tv, scuotere la testa disgustati davanti a certi titoli: dobbiamo capire che noi siamo loro, che quello che fanno a loro viene fatto a noi, che dobbiamo dare voce a chi non ce l’ha, che non dobbiamo più sopportare questo schifo, il fiume putrido di ipocrisia che sta trravolgendo ogni cosa, le menzogne quotidiane, l’arroganza dei furbi senza dignità.

Non possiamo più disimpegnarci e pensare ai fatti nostri e non perché, prima o poi, toccherà anche a noi, ma perché rischiamo di perdere umanità, di diventare come loro.

Non ho soluzioni, io insegno a coltivare la bellezza e so che ce la stanno rubando, la bellezza di un sorriso e di una mano tesa, la bellezza dei colori che si mescolano, la bellezza del sentirsi in pace con sé stessi perché sei stato utile al prossimo.

Non ho soluzioni, solo rabbia e disgusto e la speranza che un giorno, anche nel nostro paese, un premier possa dire che noi siamo loro.

 

 

 

 

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