Nessuno tocchi i ragazzi

Nessuno tocchi i ragazzi

2a42f030ce280bcda7da3e6b4b7996a8

Fa bene Greta Thurnberg a fissarci con quello sguardo torvo, severo, fa bene  a non fidarsi degli adulti. Non solo stanno devastando il mondo e le sue risorse fomentando guerre per far funzionare meglio i cellulari e riducendo intere popolazioni alla fame perché le ricche signore possano indossare i collier di diamanti alle serate di gala, si permettono anche di prenderla in giro, di aizzare gli haters, i nuovi dementi, la più squallida e inutile categoria di subumani esistente nel mondo occidentale, per beffeggiarla, sbugiardarla, disinnescare la carica eversiva di quello sguardo.

Greta non è malata, sono malati quelli che pensano che sia inquietante e profondamente, gravemente malati quelli che vorrebbero metterla sotto una macchina, sono malati i cinici come Andrea Scanzi, che inquinano il pianeta a suon di lampade abbronzanti e distillano perle di cinismo spiritoso facendo letame della propria intelligenza in editoriali del cazzo.

Greta è giustamente incazzata, come lo sono i ragazzi scesi in piazza in tutta Italia, non per saltare un giorno di scuola, come crede Scanzi che si crede furbo, ma per urlare la loro rabbia, finalmente liberi di farlo.

L’alternativa era restare chiusi in scuole che sono diventate dei riformatori soft, soffocate da regole idiote, con genitori incapaci di comprendere che non è un numero a fare una persona e che la scuola è qualcosa che va oltre quel numero, magari costretti a sorbirsi una pallosissima lezione frontale da parte di un insegnante bravisismo a parlare la lingua del potere, incapace di capire la loro e ancora meno di ascoltarli. Molti insegnanti parlano ai ragazzi, ogni giorno, rischiando di fargli venire l’orchite o l’equivalente femminile, quelli che fanno lo sforzo di ascoltarli sono rari. E sticazzi se poi la scuola non funziona più come ascensore sociale.

E pazienza se qualcuno di loro si fa le canne, ministro Salvini, se l’uovo sbattuto ha prodotto individui come lei, meglio sterilizzare le galline.

Io invidio Greta, la sua rabbia, il suo entusiasmo, il suo credere di poter cambiare il mondo. Si comincia a invecchiare quando smetti di farlo e invece di continuare a provare a cambiare le cose, scappi verso un rifugio più sicuro. La scusa che le nostre lotte le abbiamo fatte non regge, la giustizia non va mai fuori moda, siamo noi che diventiamo cinici, acidi, sfiduciati o, semplicemente, restiamo fermi senza più guaqrdare avanti, perché il futuro ci spaventa.

Non toccate i ragazzi, lo facciamo già noi insegnanti, selezionandoli e bollandoli, come merce al mercato, segnando destini con un tratto di penna, in nome di una meritocrazia che è una parola vuota, priva di significato riguardo ai ragazzi, ed esilarante riguardo agli insegnanti.

Non toccate i ragazzi, lo fanno già famiglie assenti, distratte, ambiziose, la prima fucina dell’individualismo dilagante sono i sogni dei genitori di oggi.

Non toccate i ragazzi, fate come i politici che se ne fottono, anche ieri hanno provato a mettere sopra il cappello alla protesta quelli che hanno deciso che si possono scaricare fanghi velenosi nei fiumi, quelli che faranno la tav, quelli che favoriscono la cementificazione alzando la quota di spesa degli appalti che gli enti statali possono assegnare direttamente, evitando il codice degli appalti.

Non toccate i ragazzi, lasciateli vagare liberi e incazzati per le strade, smettetela di prenderli per il culo, perché loro hanno già vinto: nonostante la vostra ipocrisia, i vostri Suv,  le vostre lampade, i vostri lifting, il vostro tentativo di arrestarlo, il tempo è dalla loro parte.

 

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail
wp_3307042

Lascia un commento