Dei bambini di Foligno e della speranza che i ragazzi non cambino mai.

Febbraio 27, 2019 Attualità, Cronaca, Uncategorized
IMG_20190226_173258 Immagine di Cmnologo

Mi capita quasi quotidianamente di assistere ad episodi di solidarietà tra i ragazzi, quando ritengono che uno o una di loro sia stato/a trattata ingiustamente da un insegnante, ad esempio, o quando percepiscono che il compagno/a sta male e  chiedono di intervenire.

Non mi stupisce quindi l’esempio dei bambini di Foligno, che di fronte al gesto razzista del maestro, quello di far girare un bambino nero verso la finestra, insultandolo con epiteti indegni di un educatore, hanno reagito sia spostandosi a loro volta verso la finestra, sia raccontando il fatto alle maestre.

I ragazzi hanno una capacità naturale a individuare l’ingiustizia, a non trovare un senso dove un senso non c’è, una vera e propria competenza che mi lascia sempre piacevolmente sorpreso perché spesso, non viene fuori dai migliori ma dai più turbolenti, dai borderline, dai problematici.

Accade anche che, se lasciati liberi da vincoli libreschi, vengano fuori le loro capacità creative che si orientano, quasi sempre, verso tematiche che potremmo definire sociali: bullismo, razzismo, droga, ecc.

Mi viene allora da pensare che il vero compito della scuola, oltre a fornire le dovute nozioni e sviluppare il pensiero critico, sia quello di fare sì che i ragazzi restino strutturalmente quello che sono, che sappiano guardare al mondo con logica e stupore, che continuino a non vedere la diversità ma la reputino un valore aggiunto.

Credo che sarebbe necessario inserire tra le materie obbligatorie di studio non una inutile educazione civica, che facciamo tutti quotidianamente, ma l’educazione alla Bellezza, un po’ di ore settimanali in compresenza in cui si cerchi di riunificare il sapere sotto l’ottica dell’armonia e della bellezza, sia che si parli di arte e letteratura che di matematica e fisica ( con qualche difficoltà, per chi scrive, a trovare la bellezza nelle formule matematiche). Insomma, un piccolo ritorno di umanesimo in una società sempre più disumana.

Bisognerebbe tornare ad appassionarli, i ragazzi, a stabilire con loro un legame emotivo, una comune sintonia , bisognerebbe tornare a metterli al centro della scuola, altro che eliminare le materie umanistiche per una scuola al servizio dell’industria come vorrebbe qualcuno!

Dovremmo formare dei ribelli, non carne da cannone per la fabbrica, dovremmo armarli di libri e diritti, non di protocolli operativi. Altrimenti, rischiamo di creare dei mostri, come gli haters sgrammaticati e ottusi che tutti, prima o poi, incontriamo in rete. Passi ilr azzismo, la violenza verbale, l’assenza di qualunque argomentazione logica elementare, quello che non sopporto in gente che ha fatot la scuola dell’obbligo è la sintassi (scherzo, ovviamente non sopporto anche tutto il resto).

Ma il mio è un soliloquio, della scuola non importa nè alla politica, nè alle famiglie, a molti colleghi va bene così e aiu ragazzi, a loro sì, importa, lo stanno gridando nelle piazze in questi giorni anche se nessuno lo dice.

Accontentiamoci quindi dei bambini di Foligno, di quella risposta piena di dignità, valore, empatia, della loro ribellione sana e vitale.  E’ già molto, di questi tempi.

 

 

 

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