Di Formigoni e dello strano senso della giustizia per gli italiani

Di Formigoni e dello strano senso della giustizia per gli italiani

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Immagine tratta da gds.it

Strano paese quello in cui si insulta quotidianamente con accenti feroci il capo del precedente governo, mai indagato e mai soggetto ad indagini giudiziarie e si tributano invece attestati di stima e di affetto a un politico che ha costruito un sistema di corruzione furbo e, fino a un certo punto, a prova di giudici, lucrando su un settore ad  alta sensibilità sociale come quello della sanità, condannato in via definitiva, e quindi perché il reato esiste, nemmeno in Italia si condanna in terzo grado sulla base di indizi, al carcere.

Io non amo Comunione e liberazione e don Giussani, quindi sono sicuramente prevenuto anche nei confronti di Formigoni. Sono ovviamente, dato anche il sindacato in cui milito, in sintonia con la dottrina sociale della Chiesa che credo cosa diversa da quello che Formnigoni ha creato in Lombardia.

E’ giustificabile difendere FormigonI sulla base del fatto che il sistema da lui creato in Lombardia funzionava benissimo? Intanto chiediamoci per chi funzionava benissimo, chiediamoci anche come è stato creato e se non ci fossero altri modi, e se anche fosse stato il miracolo di efficienza di cui si favoleggia, no, non è giustificabile difendere un corruttore sulla base del fatto che che ha svolto un buon lavoro.

Il punto di vista degli italiani sulla corruzione è frutto della peggior retorica cattolica  , del perdonismo, dell’idea che a tutti è concesso sbagliare ma se fanno del bene si può perdonare. Un punto di vista che ci ha regalato una sfilza di bravi cristiani con le tasche piene, un punto di vista che vede seduti nei banchi delle chiese fior di mafiosi.

Diciamo la verità: Formigoni non c’entra nulla nè col principio di sussidarietà che è alla base della linea politica di Comunione e liberazione e che si è trasformato, a volte,  negli anni, in qualcosa di molto meno nobile,  prova che le vie dell’inferno sono lastricate di buone intenzioni, spesso buonissime, né con la dottrina sociale della Chiesa da cui Formigoni è lontanissimo.

Ha creato un sistema clientelare e se n’è servito per arricchirsi, tutti sapevano, nessuno parlava perchè a tutti andava bene così.

Formigoni è un corrotto e un corruttore e ha pagato per quello che ha fatto. La severità della pena è proporzionale al ruolo di potere che ha ricoperto per anni nella sua regione, quindi alla responsabilità. Questo della repsonsabilità è un concetto duro da far digerire agli italiani, eppure Stan Lee, il geniale fumettista creatore dei super eroi della Marvel, lo mette in bocca all’Uomo Ragno con parole semplici: a grandi poteri, corrispondono grandi responsabilità.

Gli applausi a Formigoni, le attestazioni di stima, fanno sospettare che qualcuno gli sia grato per aver detto il meno possibile, per essersi comportato come una sorta di Greganti di destra, sembrano il sospiro di sollievo di molti che sono sollevati che sia toccato a lui e non a loro. Comunque Formigoni è stato uomo di grande potere e il potere in Italia è l’unica cosa che si rispetti.

Detto questo, ritengo che una pena più adeguata sarebbe stata quella di far restituire a Formigoni  fino all’ultimo centesimo di quanto accumulato in modo fraudolento e di interdirlo a vita dai pubblici uffici; il carcere, con quello che vediamo e sentiamo ogni giorno, mi sembra pena troppo severa.

Resta la sostanziale indifferenza degli italiani verso un reato, quello di corruzione, che non gode di discredito sociale e per questo è diffuso in modo endemico. Ci si ricorda dei corrotti solo quando cadono i viadotti delle autostrade o le case costruite con la sabbia mischiata al cemento, allora, improvvisamente, si urla al corrotto con rinnovato vigore forcaiolo. Da questa indifferenza, traggono linfa vitale le mafie, che sanno di poter sempre contare sulla corruzione. Non è quindi un reato minore nè tollerabile.

Formigoni è solo uno dei tanti ladri, uno dei pochi ad aver pagato, non merita di essere sbeffeggiato perché il rispetto va usato anche nei confronti di chi ha sbagliato, ma ancor meno merita di essere applaudito e commiserato, perché ha rubato a tutti noi.

 

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