Il gioco sulla pelle della Costituzione

Il gioco sulla pelle della Costituzione

download Immagine tratta da tpi.it

Negli Stati Uniti il Patriot act, emanato dopo l’attacco alle torri gemelle, stabilisce che chiunque venga arrestato per terrorismo di fatto subisca una sospensione dei diritti civili, compresa una indiscriminata violazione della privacy e la possibilità di essere detenuto a tempo indeterminato senza processo.

E’ un esempio attuale di come, in nome della ragion di Stato, si possano attuare provvedimenti lesivi del rispetto e della dignità della persona, sospendendo la carta costituzionale.

L’immunità parlamentare a Salvini significherebbe la creazione di un precedente pericoloso: un ministro, in nome di una non ben chiarita difesa dei confini, ha sequestrato 177 persone, violando quella stessa legge costituzionale a cui si appella ( art. 1 del 1989)  perché il suo provvedimento è stato, senza ombra di dubbio, lesivo dei diritti costituzionali e della dignità di 177 esseri umani. Lo stesso articolo su cui basa la propria difesa, infatti, è quello che ha violato secondo il parere di insigni giuristi (ma chi, in questi giorni, non è un insigne giurista?).

Al di là del gioco delle parti e della squallida pantomima a cui stiamo assistendo da giorni, il punto nodale di questa vicenda, la domanda che dobbiamo farci e che riguarda tutti è: può un ministro, perché nonostanze le fesserie di Conte la responsabilità dell’azione penalmente rilevante è sempre individuale, a meno che Salvini non abbia agito su mandato del consiglio dei ministri, e questo non risulta, può dunque un ministro arbitrariamente decidere che è lecito sospendere i diritti costituzionali a 177 persone con una motivazione assolutamente insufficiente a giustificare l’atto? Quale minaccia potevano mai portare 177 profughi in condizioni precarie, su una nave della marina, ai confini dello Stato?

Se passa il principio che il comportamento del ministro degli interni è stato lecito, allora tutti noi, non solo i migranti, dovremo considerare i nostri diritti civili limitati e la nostra libertà soggetta all’arbitrio di un singolo, nel caso decida che, per motivi di ordine pubblico, debba essere limitata. Ci troveremmo di fronte a una evidente delegittimazione della Costituzione.

Io credo, ma non sono un leguleio, cerco di usare il buon senso, che non sempre si accorda alla norma, che il ministro degli interni abbia sequestrato i 177 migranti sulla Diciotti, compiendo un reato per il quale è necessario che venga concessa l’autorizzazione a procedere.  Salvini non finirà sicuramente in galera, ma una eventuale sentenza che sanzioni il suo comportamento a parere di molti arbitrario e anticostituzionale, avrebbe una enorme valenza politica e, forse, porrebbe un freno a una deriva autoritaria di cui nessuno sembra accorgersi oggi, giornali e media compresi, perché orientata sui migranti.

Questo governo non ha riconosciuto il nuovo presidente venezuelano, facendo una scelta, a mio parere, coraggiosa e opportuna.  Il discorso sul Venezuela è lungo e complesso e merita un altro articolo per essere commentato, quello che qui mi interessa mettere in luce è la contraddizione di un esecutivo che, di fatto, censura un nuovo capitolo dell’imperialismo americano in nome della libertà di scelta dei venezuelani ma non accoglie poche decine di migranti mandandoli a morire nelle carceri libiche o lasciandoli annegare e mostra molta incertezza quando si tratta di concedere l’autorizzazione a processare un ministro che potrebbe aver violato la Costituzione. Non è un caso che la Lega fosse pronta a inchinarsi agli Stati Uniti come gli altri paesi europei, riconoscendo un governo non eletto dal popolo e che è stata frenata dai Cinque Stelle, non senza polemiche e reciproci scambi d’insulti.

A me non interessa che un’eventuale concessione dell’immunità parlamentare provochi la scomparsa dei Cinque stelle, come probabilmente accadrebbe, anche se sarebbe solo l’ultimo di una lunga serie di tradimenti rispetto agli intendimenti iniziali del Movimento, mi interessa invece, e molto, che quella concessione sancisca che, di fatto, un ministro può impunemente sospendere i più elementari diritti civili a un gruppo di persone senza un valido motivo. Mi interessa e molto che in questa vicenda sia in gioco il valore della Costituzione e l’obbligo, per tutti, di attenersi ai principi che sancisce. Costituzione che non afferma, se non ricordo male, che chi viene eletto dal popolo in nome del popolo può fare quel che gli pare senza alcun  freno.

L’impressione è che il leader della Lega stia tirando il più possbile la corda per valutare fino a dove può spingersi e, fino adesso, nessuno gli ha detto che può bastare, eccettuato il chiaro monito di fine anno del Presidente della repubblica.

Molte affermazioni di Salvini, oggi e in passato, sfiorano la violazione dell’articolo 3 della Costituzione, che censura qualsiasi discriminazione di sesso, razza e religione; ci sarebbe da chiedersi se e quanto sia lecito il suo continuo intromettersi in faccende che non riguardano in nessun modo il lavoro per cui tutti noi lo paghiamo profumatamente e che, a oggi, ha partorito solo il decreto sicurezza, un provvedimento assai discutibile che non tocca neanche lontanamente le priorità del paese in fatto di sicurezza. Evidentemente la sua abilità da trasformista con le divise supera quella da ministro degli interni.

Il sequestro di persona è un reato serio, il sequestro di molte persone inermi e debilitate lo è ancora di più: ripeto, Salvini non andrà in galera comunque, ma sapere che non può continuare a fare impunemente quello che vuole, visto che, a quanto pare, non si riesce a impedirgli di dire tutto quello che vuole, sarebbe tranquillizzante per tutti.

Ma il mio è un pour parler, perché alla fine, verrà votata l’immunità parlamentare da quel consesso di  sepolcri imbiancati e incompetenti che è l’attuale esecutivo, che si assumerà la responsabilità di creare un precedente gravissimo, salvo poi trovare il modo di dare la colpa al precedente governo secondo un ormai stucchevole rituale.

Voglio vedere chi, quando accadrà, avrà ancora il coraggio di scrivere che in questo paese non esiste il rischio di una svolta autoritaria.

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail
wp_3307042

Lascia un commento