Archivia Agosto 2017

Mi sento straniero in casa mia

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Le  immagini dello sgombero di Roma sanno, purtroppo, di deja vu per chi era a Genova nel luglio 2001. Poliziotti che pestano persone inermi, tutto già visto, solo che questa volta sui social il plauso per quello che è successo ieri, è quasi unanime.

Ancora una volta, come in occasione dello sgombero del campo rom di Cornigliano, a Genova, pochi mesi fa, sono stati violati i diritti dei bambini, diritti sanciti non solo dalla costituzione ma da parecchi trattati internazionali che, evidentemente, nessuno ha fatto studiare ai poliziotti.

Quest’estate ha visto tornare, e non venitemi a dire che la democrazia non è in pericolo, lo spettro del fascismo nel paese in cui, ricordiamolo, il fascismo è nato, prima del nazismo. La svolta a destra dell’attuale governo, con il sostegno di buona parte della popolazione, è una realtà che solo chi non vuol vedere può mettere in dubbio.

Prima gli attacchi alle Ong, che sono certo si riveleranno del tutto ingiustificati, lo sporco accordo con la Libia, il tam tam della stampa compiacente su un allarme invasione che non esiste, il provvedimento sul decoro dei centri urbani, che sembra fatto apposta per tranquillizzare i bravi borghesi che abitano le loro comode case del centro, e furono proprio i borghesi, lo ricordo, ad appoggiare in massa il fascismo, adesso le botte ai migranti.

Nel mezzo, i crolli di Ischia, il solito blablabla sugli attentati, le solite sparate estive su una scuola pubblica che, è evidente, lo Stato ha deciso di dismettere, e poi il nulla: nessun decreto che possa tamponare la piaga del lavoro nero, incapacità totale del governo di porre freni ai licenziamenti che, grazie anche a Renzi, si diffondo a macchia d’olio in tutta la penisola, nessun decreto d’urgenza per la messa in sicurezza idrogeologica del paese, le mafie tacciono, la corruzione pure, i Cinque stelle stanno diventando più razzisti di Salvini e più inutili della Meloni, finito di pestare gli immigrati tutti i problemi si risolveranno.

Cosa racconterò ai miei ragazzi quando riprenderà la scuola se mi chiederanno cosa sta succedendo in questo paese? Molti di loro sono stranieri, probabilmente impauriti e preoccupati. Io, per abitudine, non mento ai ragazzi e non me la sentirei in questo momento di tranquillizzarli, di dirgli che non c’è problema, che potranno continuare a venire a scuola tranquilli. Perché davanti a certe derive nessuno è tranquillo.Perché oggi sono gli stranieri, domani gli operai e non serve dare la colpa ai poliziotti, che sono ragazzi che svolgono il proprio lavoro, che sono stati addestrati e indottrinati a fare quello e nessuno gli ha spiegato che, prima di ogni dovere, dobbiamo rendere conto alla nostra coscienza.

Mi sento straniero in questo paese razzista, io, genovese per caso, siciliano nell’anima senza terra sotto i piedi, con tutti i libri che ho letto, con le storie che conosco, con la Storia che studio e insegno, con il mio impegno civile, mi sento inadatto ad affrontare questa marea di odio che sembra salire, mi sento, quando faccio certi discorsi in classe, come il ragazzo della diga di Harlem, che cerca di tappare i buchi con le sue piccole dita.

Mi sento un estraneo nella mia città, mi sembra di essere piombato in mezzo ai Borg e chi non capisce la citazione, si guardi Star Trek, mi sembra che si stia passando dal pensiero liquido al pensiero unico, il peggiore di tutti i pensieri, il più funesto, il pensiero che ancora odora del fumo dei campi.

E questo sarebbe il paese che pochi anni fa si indignava perché nella Costituzione europea non c’era accenno alle comuni origini cristiane? DI quale cristianesimo stavano parlando allora i nostri Soloni? Di quello bigotto e colluso dello Ior e dei preti che fermano la processione di fronte alla casa dei boss, del Vaticano degli scandali, dei sussurri e grida, dei preti pedofili  o di quello dei don Puglisi e dei Romero, dei teologi della Liberazione e di padre Zanotelli? Ma perché tanta gente va a messa la domenica se poi si comporta per sei giorni alla settimana in modo diametralmente opposto a quello che significa essere cristiani? Forse è arrivato il momento che a catechismo vadano anche i grandi, a imparare a memoria la dottrina sociale della Chiesa.

E questo sarebbe il paese governato dalla sinistra? Ma chi appoggia questa accozzaglia di balordi sa cosa significa essere di sinistra, quanto costi essere di sinistra? Più o meno lo stesso prezzo che sosta essere un buon cristiano e non un bigotto.

Mi sento un estraneo in un paese senza memoria, senza rispetto, senza più un briciolo di dignità, che si crogiola nella sua ignoranza, nella sua televisione spazzatura, nei suoi talk show fasulli, pieni di sepolcri imbiancati e filosofi da bar, la cui unica religione è la partita della domenica, i cui unici valori sono il sesso (meglio se extraconiugale per ammazzare la noia) e il potere (meglio se facendo le scarpe agli altri), un paese di corruttori e di corrotti, un paese con una enorme massa di collusi.

So che molti provano questo senso di straniamento e l’illusione che, passata questa maledetta estate, la pioggia laverà la vergogna di questi giorni. Ma non è così, la pioggia porterà alluvioni, devastazioni, vittime e altri pestaggi, per fare finta che non sia successo niente.

A proposito: il clima non sta cambiando, l’aridità di questi giorni, il caldo soffocante, le coltivazioni che inaridiscono non sono dovuti all’inquinamento. Sono le scie chimiche.

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I valori traditi

Nel mondo del potere, dove è il grande capitale ad armare la mano degli assassini, ha ben poca importanza chi è stato delegato a uccidere.

Leonardo Sciascia, intervista a Le Nouvel Observateur , 1978

Dopo l’attentato di Barcellona sui social si è scatenata la solita cagnara:chi invitava al buon senso e alla calma, i vituperati buonisti, cioè quelli che cercano di ragionare sui fatti, chi incitava a una guerra santa contro un miliardo e ottocento milioni di islamici, la stragrande maggioranza dei quali pacifici e innocenti, chi invitava a un comodo silenzio per rispetto delle vittime.

Ecco, più che i razzisti e i fascisti, che sono la prova provata di come l’evoluzione possa anche recedere, a volte, ho trovato particolarmente stucchevoli questi ultimi. Non credo, infatti, che il silenzio sia il modo migliore per rispettare le vittime, credo anzi che sia il modo peggiore.

La mia opinione è che oggi più che mai bisognerebbe riempire le piazze e chiedere la verità su tanti, troppi lati oscuri che le vicende legate al terrorismo di matrice islamica si portano ormai dietro. In realtà, le risposte le abbiamo, da decenni, le abbiamo sempre avute sotto gli occhi. Abbiamo anche nomi e cognomi, o almeno diceva di averli Pasolini, forse per questo ci ha rimesso la vita.

A essere in crisi, a dover essere cambiato, a necessitare di una svolta radicale sono proprio quei valori e quello stile di vita che molti su Facebook affermano con orgoglio di voler difendere.

A una analisi superficiale, sembra legittimo il desiderio di difendere la libertà di parola, di opinione, di stampa, la democrazia e blablabla, ma se andiamo a fondo, solo un pochino, senza esagerare, senza neanche rispolverare i filosofi marxisti che mi sono cari e che alla fine degli anni sessanta avevano previsto tutto (Adorno, Marcuse, Sanguineti) o quei pochi scrittori, a me altrettanto cari, che avevano visto ancora più lontano ( uno su tutti: Leonardo Sciascia), ci renderemo conto che il modello di sviluppo, l’architrave su cui si fonda quel sistema di valori, li tradisce nelle sue fondamenta. Ecco che la libertà è permessa dal fatto che esistono popoli soggetti a dittature che devono essere sottomessi affinché l’Occidente possa depredarli agevolmente delle materie prime, la libertà di parola, di opinione e di informazione presuppone che i popoli di cui sopra, non tanti, i tre quarti dell’umanità, ne siano privi per evitare che denuncino il furto perpetrato ai loro danni, la democrazia, più o meno libera, più o meno controllata e assai ci sarebbe da dire al proposito, presuppone l’oppressione di altri.

Il nostro è un sistema di valori che si basa sullo spreco, sul consumo, su una psicotica rincorsa a un’affermazione individualista autoreferenziale che comporta lo schiacciare tutto e tutti pur di arrivare.

Il nostro è un sistema di valori basato su un modello di sviluppo in crisi e cosa c’è di meglio, in un momento di crisi, che schiacciare il pulsante della paura, agitare lo spettro della perdita di quei valori basati sulla miseria di tanti, creare, armare e sviluppare un comodo capro espiatorio?

Non vorrei che qualche imbecille pensasse che sto giustificando il terrorismo: aborro come uomo di sinistra e cattolico, l’uso della violenza da qualunque parte, sia che si tratti degli attentati dell’Isis, sia delle bombe sganciate dai droni americani, sto solo tentando di applicare la logica per provare a capire cosa sta succedendo.

Dati di fatto:

– l’Isis è una creatura degli americani, un esperimento di laboratorio che gli è sfuggito di mano. Gli capita spesso, vedi Talebani. Non sto farneticando, basta leggere i documenti ufficiali o, se preferite qualcosa di più leggero, Noam Chomsky o l’ultimo premio Pulitzer.

– Assad era cattivissimo, poi è diventato l’ultimo baluardo contro l’Isis, adesso non se ne parla più e contro l’Isis combattono, suonandogliele di santa ragione, i Curdi, facendo incazzare Erdogan, che cattivo, cattivissimo lo è davvero ma fa tanto comodo all’Europa per via dei rifornimenti energetici e quindi si può passare sopra a quella piccola questione dei diritti umani, agli attivisti di Amnesty international imprigionati, anzi, imitiamolo: fermiamo quelle teste di cazzo di Ong che invece di pensare a fottere e arricchirsi come tutti, aiutano masse di diseredati che in questo momento di crisi economica non ci vengono utili, domani chissà, manodopera a costo zero può sempre servire.

– Dall’11 Settembre quando Al Khajda sferrò un colpo micidiale agli Stati Uniti, e molto, moltissimo ci sarebbe da dire ed è stato detto, basta leggere, abbiamo assistito a una progressiva involuzione militare del terrorismo islamico, almeno in Europa. Siamo passati da una perfetta strategia militare, quella che ha permesso le stragi di Parigi, ad attentati rozzi, violenti ma grossolani, compiuti da sbandati che non sono fanatici religiosi ma sociopatici addestrati e spinti al suicidio. Strano. Le Brigate rosse non cambiarono mai strategia e modus operandi, così la RAF in Germania, ecc. Il terrorismo comporta una certa ritualità e ripetitività nei modi e negli atti, giustificata dal fatto che raramente, quando non è eterodiretto, è guidato da menti eccelse.

– L’Isis è allo stremo, basterebbe pochissimo per disperdere le poche migliaia di fanatici che ancora la compongono e liberarsi per sempre di una organizzazione che non è radicata nel mondo islamico, che sin dalla sua comparsa si è dissociato dal suo modo di operare, in particolare dall’uccisione indiscriminata di innocenti, che il Corano considera peccato. Anche se ai media occidentali fa comodo affermare il contrario. Basterebbe pochissimo per sconfiggerli ma USA e Russia stanno giocando la loro partita in Siria, nazione necessaria per arrivare al petrolio come è necessario l’Afghanistan per arrivare alla prossima guerra a cui tutti saranno chiamati a partecipare: quella contro l’Iran, la più grande riserva di petrolio della terra. Siccome non si sa mai come possono andare certe cose, gli americani nel frattempo cercano di mettere le mani sul Venezuela, usando una stampa compiacente e il silenzio dell’Europa.

Di che valori parliamo, signori miei? Quelli della rivoluzione francese sono stati traditi col Terrore, neanche il tempo di essere enunciati. Da allora l’Europa si è resa responsabile di due guerre mondiali, di genocidi, di un neocolonialismo spietato che ha ridotto in miseria quei popoli a cui oggi chiudiamo la porta in faccia, di una sottomissione totale alla logica imperialista degli Stati Uniti tacendo sulle violazioni dei diritti umani in Sud America, in Indonesia, in Africa e tirando fuori la questione solo con Cuba e l’Unione sovietica. L’Europa è attore e complice di questa globalizzazione criminale che ha portato a una diseguaglianza senza precedenti nel mondo, a uno sfruttamento indiscriminato e folle delle risorse naturali, a mutamenti climatici di cui presto subiremo le conseguenze. Di che valori parliamo?

Il problema chiave dei prossimi anni è il terrorismo, sentenziano i giornali, gli esperti, i politici con le loro facce contrite. La disoccupazione, la povertà in aumento, la povertà etica di gente che non trova nulla di meglio che scagliarsi contro chi è più povero e più indifeso per sfogare le proprie frustrazioni, l’abbassamento del confronto politico a livelli pre fascismo, i nuovi populismi, che del fascismo hanno molto, l’odio nuovo verso chi cerca di essere solidale e cooperativo, la progressiva cancellazione dei diritti dei lavoratori, la riduzione della scuola a bacino di manodopera gratuita per gli imprenditori, l’informazione drogata e distorta, ecc.ecc.? Il problema chiave è il terrorismo, tu
tto il resto è noia.

Ma di quali valori parliamo?

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Italiani veri

Gradirei sapere chi sono gli italiani veri per quegli albergatori, affittacamere, ecc,, che hanno rifiutato di fornire il loro servizi (violando, per inciso, qualche legge, perché il razzismo, in questo paese, è ancora reato, per ora) a coppie di colore.

Sono Italiani veri quel cinquanta per cento di evasori fiscali responsabile del carico fiscale esagerato di chi le tasse le paga onestamente o perché ci è costretto essendo lavoratore dipendente?

Sono italiani veri quegli imprenditori edili che non solo evadono le tasse ma fanno lavorare la gente nero fregandosene delle norme di sicurezza, tanto, specie se stranieri, se succede qualcosa chi protesta?

Sono italiani veri quelli che costruiscono le case con la sabbia?

Sono italiani veri quelli che acquistano materiale scadente negli ospedali?

Sono italiani veri quelli che abusano della propria autorità nelle piccole e grandi cose?

Sono italiani veri quelli che ridevano dopo i terremoti?

Sono italiani veri i bravi padri di famiglia che ogni notte frequentano le signorine straniere che lavorano come schiave sulle nostre strade e di giorno inveiscono contro l’invasione degli immigrati?

Sono italiani veri i mafiosi, i collusi, la zona grigia, quelli che sanno e non  parlano?

Sono italiani veri quelli che cercano le mafie per smaltire rifiuti tossici?

Sono italiani veri tutti quelli che ammazzano, stuprano, picchiano e uccidono le loro donne?

Sono italiani veri gli stimati e insospettabili professionisti che circuivano e violentavano ragazzini a Genova?

Sono italiani veri quelli che stanno dietro al gioco d’azzardo e al riciclaggio di denaro sporco?

Sono italiani veri i caporali, che sfruttano immigrati e no fino a farli morire?

Ecco, gradirei una risposta.

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Infami

Infame, semanticamente, è colui che non deve essere nominato,la cui memoria deve essere cancellata, una cosa talmente vergognosa da non poter essere detta.

Per quanto l’aggettivo mi ripugni, per l’uso improprio che ne fanno fanno i mafiosi, non trovo altro aggettivo per definire chi, in questi giorni, sta facendo bassa politica sulla pelle degli ultimi, chi approva e giustifica l’ingiustificabile, chi sui social, quasi sempre con tono saccente, approva, chi, in un paese dove nessuno rispetta le regole, neanche quelle più elementari, improvvisamente si scopre rigido censore e pretende che vengano rispettate le regole da chi salva vite umane, chi non conosce la storia, neanche quella dei propri nonni e grida alla scandalo per similitudini assolutamente corrette, chi non conosce la storia di oggi e urla a un’inesistente invasione, chi dice “ ora è tutto chiaro” processando e condannando a priori, quando non è chiaro nulla, i leghisti, i fascisti e chi, pensandola come i leghisti e i fascisti, è leghista e fascista a sua volta, che appartenga al Pd o ai Cinque stelle, poco importa, chi dà del buonista a quelli che non hanno scordato la loro umanità, chi ritiene assolutamente corretto rimandare nell’inferno delle prigioni libiche centinaia di esseri umani, chi minaccia di togliere la scorta a chi, giustamente, lo ha accusato di essere uno sciacallo che cerca sciacalli, chi li vuole aiutare a casa loro e chi è contento se ne annegano cento in più, chi fa le barricate contro donne e bambini, chi li fa morire sui binari e  chi condanna un uomo vero, chi mangia ogni giorno frutta e verdura raccolta dai neri sfruttati dai caporali e poi inveisce contro i neri, quelli che non possiamo accoglierli tutti ( e infatti, non lo facciamo), quelli che non hanno mai rispettato una legge in vita loro e parlano di legalità, quelli che, adesso sì che le cose vanno come devono, quelli che quando governeranno loro non entrerà più nessuno, quelli che adorano Trump, un cerebroleso alla guida di quella che fu la prima potenza al mondo, quelli che adorano Salvini, un cerebroleso che solo in questo paese di merda può contare qualcosa, quelli che non dicono niente e guardano alla finestra, quelli che hanno paura di esprimere la loro solidarietà e aspettano di vedere se gli conviene.

Questo è un paese infame, con un’informazione infame, politici trasversalmente infami e persone infami.

Un paese senza memoria è un paese senza storia, facevo recitare ai miei alunni qualche tempo fa, al termine di un cortometraggio sul razzismo. Se decidessi di rigirarlo oggi, dovrei fargli dire che un paese senza storia è un paese senza futuro.

Per fortuna, non sono tutti come voi.

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E voi sareste di sinistra? E voi sareste cattolici? E voi sareste il nuovo che avanza? Un J’accuse.

Io accuso, da uomo di sinistra, il principale partito di governo  di indebita appropriazione della qualifica di partito di sinistra. Razzisti, opportunisti, trasformisti, sfruttatori e amici di sfruttatori non possono appartenere alla sinistra e il Pd ne è pieno.

Accuso Matteo Renzi di aver dilapidato un patrimonio umano preziosissimo e di essere leone con gli agnelli, uno che fa la voce grossa con le Ong e si cala le brache di fronte a banchieri e multinazionali. Ai tempi del Pci, lui , la Serracchiani, la Boschi, Faraone e compagnia cantante, sarebbero stati cacciati fuori a calci in culo.

Accuso Matteo Renzi, da sindacalista, di aver cancellato molti diritti acquisiti dei lavoratori, di aver aumentato il precariato con la scusa di snellire la burocrazia per quanto riguarda le assunzioni nelle imprese, proposito meritevole, non fosse che è completamente sbilanciato a favore degli imprenditori. Lo accuso inoltre di mentire riguardo il reale senso dei dati Istat sul lavoro, manipolando la realtà non da abile comunicatore ma da grossolano bugiardo che ha presa su una società sempre più grossolanamente ignorante.

Accuso questa governo di aver varato la peggiore legge sulla scuola degli ultimi trent’anni, e ce ne voleva! Di aver trasformato le sale professori in arene e aver gettato nel cesso anni di collegialità, impegno e lavoro comune, spirito di servizio, di buona volontà, demotivandoli e umiliandoli. Lo accuso di aver introdotto principi di selezione anticostituzionali, di voler tornare indietro a una scuola per pochi che tramandi il verbo del potere. In realtà, la scuola svizzera è il suo modello.

Accuso questo governo di essere razzista, di guardare alla pancia della gente come sempre ha fatto il fascismo, di perseguire una politica estera esilarante  se non fosse tragica e una politica europea inesistente. Questo governo ha promulgato leggi ignobili come quella sul decoro dei centri urbani e, con certa magistratura, ha avviato uno scandaloso processo alle streghe sulle Ong, forse perché rivelano la sua incapacità organizzativa e gestionale.

Accuso, da cattolico, tanti pseudo buoni cattolici, baciapile e devoti, che uscendo dalla messa domenicale senza aver capito cosa ha detto il sacerdote, riempiono i social di affermazioni razziste, tacciano di francescanesimo chi richiama quelle virtù che un cristiano dovrebbe possedere di default e criticano il Papa perché banale e semplicista, colpevole di alzare l’indice contro chi si comporta come loro. Sono gli stessi che idolatravano un altro Papa, reazionario e anticomunista, quello che ha messo all’indice la teologia della Liberazione e messo in naftalina la beatificazione dell’arcivescovo Romero, ucciso in articulo dei.

Accuso, come cattolico, molti cattolici di ipocrisia, di doppiezza, di mancanza totale di quei principi etici che un cristiano dovrebbe sempre porsi come obiettivo primario. Voi che inveite contro gli stranieri, che non aprite la porta a chi bussa, che state rinchiusi nel soffocante scantinato delle vostre certezze, che possiate pentirvene. Voi che siete corrotti e corruttori, la palla al piede di questo paese e quella parte di gerarchia cattolica che la pensa come voi, andate al diavolo, letteralmente..

Accuso i Cinque stelle di essere una massa di ottusi, utili idioti adepti di un leader fuori di testa che sta guadagnando soldi a palate con il suo marchio registrato, di essere all’occorrenza razzisti e anti razzisti, di sinistra e di destra, arroganti, supponenti, spaventosamente ed enciclopedicamente ignoranti, irritanti.  Se il nuovo è compendiare tutto quello che è vecchio, grazie, potete andare e farvi cancellare dalla storia. Spiace avervi dato credito per un minuto, ma come dai diamanti non  nasce niente, da un miliardario non può venire nulla di buono per la povera gente.

Ringrazio, come uomo di sinistra e cattolico, le Ong, che salvano vite umane nel silenzio e contro tutti,  i lampedusani, e tutte le persone che operano onestamente nel sociale, occupandosi di quelli di cui non si parla mai perché è comodo non parlarne: i drogati, i barboni, i poveri, gli ultimi di questa società di merda fatta di gente di merda che ha paura di non potersi comprare il prossimo iphone se si salvano dei bambini dalla morte per annegamento. Esprimo la mia solidarietà alla nave tedesca fermata, forse con lo scopo di far morire nel frattempo un po’ di migranti e alleggerire il problema.

Noto che Famiglia Cristiana ( non Repubblica, non Il Fatto quotidiano, casse di risonanza del potere) al riguardo parla di strani intrecci con la destra neonazista europea e un piano per colpire le Ong e impedire l’afflusso ai migranti. Mi chiedo se i buoni cattolici di cui sopra la leggano, Famiglia cristiana.

Questo sfogo non serve a niente, ma mi sento molto meglio.

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