Archivia Dicembre 2016

Azzeramento etico

Le stragi ci toccano solo quando riguardano quelli come noi, l’ho già scritto e lo ribadisco. Sono anni che in quel rettilario che è il medio oriente si consumano stragi che non ci toccano minimamente, guerre per cui nessuno scenderà mai in piazza. Lo stesso accade in Africa e in Asia. Chi conosce il dittatore delle Filippine che si è vantato di aver assassinato a sangue freddo di persona quattro spacciatori per insegnare alla polizia come fare? E deve essere stato un ottimo insegnante dato l’impressionante numero di omicidi consumati dalla polizia a danno di spacciatori e tossicodipendenti. Cosa ce ne importa? Chi conosce il nome di qualcuno delle decine di dittatori africani che continuano a uccidere, imprigionare, torturare e depredare i loro popoli? Che cosa ce ne importa?  Chi ricorda di Guantanamo, la prigione cubana dove si consuma la più clamorosa violazione di diritti civili dal dopoguerra a oggi da parte degli americani? Che ce ne importa?

Dovrebbe importarcene invece, perché se il medio oriente è un rettilario è perché vi si gioca la partita tra Stati Uniti, Russia ed Europa per il controllo delle risorse, partita che comporta costi elevatissimi in vite umane, ma vite di altri, non gente come noi. Risorse, ovviamente, da depredare, spartendole con pochi, ricchi, potenti e ignorando le esigenze delle popolazioni.

Forse ad Aleppo le cose non stanno esattamente come vogliono farci credere, ma la gente muore, cambia qualcosa? Mosul, Gaza, Iraq, Afghanistan, cambia qualcosa?

Forse tra trent’anni l’Isis sarà ricordato come uno straordinario movimento di liberazione islamico, e l’Occidente come una ipocrita culla di torturatori e assassini a sangue freddo tesa a proteggere solo i proprio confini. La storia, a volte, riserva strane sorprese. Ma non ce ne importa nulla comunque. (Considero l’Isis, a scanso di equivoci, un branco di schifosi fanatici assassini mantenuto in loco dagli americani perché non si sa mai come possono andare a finire le cose in Siria).

Non ce ne importa nulla perché, come paventava Levi nella poesia che apre  Se questo è un uomo, abbiamo dimenticato e con la memoria abbiamo perso parte della nostra umanità.

Il sistema capitalista non contempla l’etica, se consideri l’uomo come merce, l’umanità è solo una voce di listino. Stiamo assistendo da anni a un azzeramento etico globale senza precedenti, non si può spiegare in altro modo l’ascesa alla carica più importante del mondo di un industriale fallito, razzista e cialtrone, totalmente privo di idee sensate e di valori che non siano la difesa dell’egoismo americano. Ricordo che gli Stati Uniti sono un paese dove la destra radicale e xenofoba, in combutta con i servizi americani, collaborò all’omicidio di un presidente, di un futuro presidente e di un leader dei diritti civili. Trump è solo una vecchia faccia degli Stati Uniti che esce allo scoperto perché il momento è propizio.

Passando dall’universale al particolare, misero particolare, un commento a proposito della polemica sul nuovo ministro dell’istruzione. Bene, sarebbe opportuno, etico, che il ministro salutasse e si dimettesse, non perché non laureato, cosa che comunque gioverebbe a chi ha il compito arduo di guidare un mondo complesso come quello della scuola, ma perché ha mentito. Il ministro ha inserito nel curriculum una qualifica che non le appartiene e questa è un’infrazione che se viene scoperta nel curriculum di qualsiasi insegnante comporta, da sempre, ben prima del jobs act, il licenziamento in tronco. Se dunque il ministro resta al suo posto compie un grave vulnus. Con quale diritto può definire le regole chi quelle regole viola per primo?

Stesso discorso per Poletti, che aveva ampiamente dimostrato la propria incapacità nel precedente esecutivo: un ministro non può permettersi di offendere quelli che sono costretti a cercar fortuna altrove perché lui, e gente come lui in precedenza, non hanno saputo svolgere il proprio lavoro. Punto.

L’opinione pubblica dovrebbe essere compatta e unita sulle questioni etiche, questi sono due esempi chiari, limpidi, elementari in cui tutti, di qualunque colore politico siano, dovrebbero chiedere che queste persone vengano rimosse dal loro incarico perché non adeguate. Invece si assiste a penose difese, in cui si cita a sproposito Di Vittorio, che era un gigante ma non era laureato e non ha mai scritto di esserlo.

Stiamo perdendo la capacità di guardare al senso profondo delle cose, di vedere i contorni di ciò che essenziale, accecati come siamo da un egoismo di parte insensato e fuori luogo.  Egoismo che si riflette nei nostri leader politici: arroganti, preda di un narcisismo autoreferenziale, privi di valori, di un minimo interesse verso il prossimo, squallidi.  Inutile illudersi: Renzi, Grillo, Salvini, Berlusconi, sono accomunati da un retroterra politico inesistente, da una mancanza totale di valori, dal cinismo, da un peronismo all’amatriciana e dall’uso della politica come strumento di appagamento personale. Chi pensa che uno sia meno razzista dell’altro, o più preparato dell’altro, non riesce a scorgere, appunto, i contorni reali delle cose, il senso delle loro azioni che sono tutte, indistintamente, tese ad appagare il loro ego e favorire amici e amici degli amici ignorando il bene pubblico.

Oggi, uno dei pochi a parlare di etica è Papa Francesco, che sta combattendo una lotta disperata per riaffermare il valore dell’umanità, il senso profondo dell’essere umani che sta, appunto, nell’etica. Come tutti i profeti, è solo, inascoltato, osteggiato, un piccolo e fragile uomo che ha ancora la forza di urlare contro i mostri che, a poco a poco, stanno mostrificando anche tutti noi.

Non sarà l’ideologia a cambiare il mondo, un mitico risveglio rivoluzionario da oriente,  né un leader illuminato, sarà lo scintillio sinistro di una nuova guerra globale o una palingenesi ambientale, a meno che non accada, presto, qualcosa che risvegli le nostre coscienze drogate. In ogni caso, troveremo e troveranno qualcuno su cui scaricare la colpa.

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L’insostenibile leggerezza del senso dello Stato

Quello che risulta dalla vicenda referendaria è l’assoluta, totale mancanza di senso dello Stato da parte di tutti gli attori di quel Vaudeville che è diventato il Parlamento.

La domanda che si è posto Renzi dopo il referendum è: come mantenere il potere? Quella che si sono posti Grillo, Salvini, Berlusconi, e compagnia cantante è: come arrivare al potere?

Non si spiegherebbe altrimenti la fretta di arrivare al voto che pervade tutti gli schieramenti in campo. Nessuno, dico nessuno, si chiede cosa sarebbe meglio per il paese. Nessuno, dico nessuno, si chiede quanti altri mesi di immobilità politica possano sopportare i disoccupati, i nuovi poveri, i giovani in cerca di lavoro.

L’idea politica di Renzi, anche se parlare di idea appare esagerato, un liberismo deregolato all’americana con regalie populistiche per tenere buono il popolino mentre lo si deruba dei propri diritti, lasciando spazio alle multinazionali e a quel potere mafioso che in Italia, da tempo ormai, condiziona l’economia, è stata clamorosamente sconfessata dalla maggioranza degli italiani. L’ex premier tiene in gran conto il 40% che ha votato per lui ma, la sua memoria altamente selettiva, tende a scordare che il 60% gli ha detto no. Oggi leggiamo che la squadra di governo verrebbe sostanzialmente riconfermata e i  sostituti di quei ministri che si sono distinti per la loro incompetenza in un governo di incapaci, sono peggio dei titolari. Non c’è quindi all’orizzonte un cambio di linea politica, cambio necessario, perché le pseudo riforme renziane erano legate, a suo dire, alla madre di tutte le riforme, che il popolo ha bocciato.

Che senso ha dunque, avere ancora alla guida del partito di maggioranza il responsabile di due anni di governo fallimentare? Perché nessuno chiede le dimissioni di Renzi? I tanto vituperati D’Alema, Veltroni, Bersani, dopo aver perso, rimisero i loro incarichi lasciando ad altri l’onere di guidare il partito. Il rottamatore, quello che voleva scollare dalle sedie i senatori,sembra essere stato contagiato dalla stessa malattia che voleva debellare.

L’idea politica di Grillo non c’è, non esiste. Fino ad ora la politica dei Cinque stelle si è ridotta a un populismo gridato, facili slogan e scivoloni clamorosi, come la richiesta di un referendum sull’euro che, per legge, non si può fare (per fortuna!). L’amministrazione di Roma fino adesso è fallimentare, non solo per colpa della Raggi ovviamente, ma si è perso molto, troppo tempo in modo dilettantesco. A Torino, Appendino vive di rendita su quanto ha fatto Fassino, più o meno come Renzi ha vissuto per un anno su quanto aveva programmato Letta, vedremo quando i nodi verranno al pettine. Di Battista e co. sono sconcertanti per la quantità inesauribile di fesserie che riescono a dire, per l’assoluta mancanza di un progetto, un’idea di politica che vada oltre pochi slo0gan ormai stantii.

Della destra non di governo non parlo. Considero Salvini un esemplare lombrosiano, attendo con ansia quando diventerà solo un cattivo ricordo. Berlusconi è una mummia come mummificata appare tutta la destra che avrebbe dovuto portare alla rivoluzione liberale ed è riuscita a produrre solo un mostriciattolo come Renzi.

Questo il nostro panorama politico. A questi individui, dell’ Italia e degli italiani non importa nulla. Il dato tragico è che gli italiani , si scannano tra loro parteggiando per uno o l’altro di questi sepolcri imbiancati.

E’ il destino di un paese la cui unità nazionale, e di conseguenza, la democrazia, non si sono mai compiute. Basti pensare che se si debellasse il cinquanta per cento dell’evasione fiscale, potremmo tornare ad avere un welfare dignitoso, per comprendere l’assoluto egocentrismo degli italiani.

Il grosso rischio è che il disastro italiano trascini nel baratro l’unione europea. Nonostante i deliri di Grillo e Salvini, non possiamo fare a meno dell’Europa e, soprattutto, dei valori dell’Europa, anzi sarebbe nostro compito trasformare l’Europa delle banche nell’Europa dello Stato sociale, in una confederazione politica dove tutti rinunciano a parte della propria sovranità in nome del bene comune..

Ma questo è un discorso da statisti, un discorso che uomini piccoli come quelli che siedono oggi in Parlamento, con le dovute, rare, eccezioni, non sono in grado di capire. La loro parola d’ordine è “ comandare è meglio che fottere”.

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Italiani, brava gente (quando vogliono)

L’esultanza di Salvini al comparire dei primi risultati del referendum, testimonia che, come sempre, non ha capito una beata minchia di quello che è successo ieri. Proviamo a sfatare qualche luogo comune.

1) Non ha vinto la destra.

La destra italiana è populista e ieri abbiamo assistito al rifiuto del populismo da parte degli italiani, al rifiuto di una politica urlata a forza di slogan, fatta di regalie e strizzate d’occhio ai vari potenti, priva di contenuti e idee. Esattamente la politica dei vari Salvini, Grillo e Renzi, appunto. Fatevi i conti dell’oste: la destra e i CInque stelle, la destra, appunto, non avrebbe vinto il referendum. Inoltre, quella è gente che non vota per cazzate come la Costituzione.

2) Ieri ha vinto una parte della sinistra.

La sinistra della gente, quella che è cresciuta manifestando e lottando per i diritti, la sinistra dei consigli di fabbrica e delle manifestazioni studentesche, la sinistra umiliata e offesa da Veltroni, D’Alema, Bersani e ridicolizzata da Renzi, la sinistra che ha vissuto la guerra fredda e il muro, la sinistra antifascista e partigiana, la sinistra che ha brindato quando è morto PInochet. Non siamo finiti, non siamo storia, siamo presente e presente che lotta.

3) Il voto di ieri è stato contro Renzi.

Non raccontiamo cazzate tipo: “ho votato solo il merito della questione…” ma de che? Ma quale merito? In due anni quest’armata Brancaleone è riuscita a fare più danni della compagnia girovaga Berlusconi & Picchiatori pentiti, ha distrutto la scuola, gettato nel cesso lo statuto dei lavoratori, cancellato le guardie forestali, fatto una brutta riforma sulle unioni gay (va dalla parte dei meriti), fatta una brutta riforma sui reati ambientali (va dalla parte dei meriti), Vogliamo poi parlare dell’Ilva? Vogliamo aggiungere il ponte sullo stretto e i vari bonus di circostanza? E votiamo il merito della questione de sticazzi? Renzi ha personalizzato il referendum e l’ha perso, Per motivi misteriosi, nel nostro paese, il peccato di superbia viene immediatamente e spietatamente punito dagli italiani: è toccato a Craxi, D’Alema, Berlusconi, a tutti quelli che a un certo punto hanno detto: o con me o contro di me. Inevitabilmente, l’italiano risponde: fottiti.

4) Il voto di ieri è stato contro questo governo

Giannini, Faraone, Boschi, Poletti, Alfano, sono solo alcuni esempi di cervelli rubati all’agricoltura e messi al potere. Renzi ha sbaraccato la vecchia guardia, compresa la burocrazia ministeriale, commettendo l’errore di quei barbari che, invasa l’Italia con le loro forze fresche, pensavano di poter governare ignorando la solida struttura dell’Impero romano. Se sostituisci persone competenti, devi mettere dei pari valore, non persone magari di buona volontà ma totalmente prive di capacità politiche, anche se fornite di grandi dosi di arroganza. Questi poi erano proprio incapaci in tutto.

5) Non c’è stata l’apocalisse

Le banche sono i piedi, la borsa non è crollata, siamo ancora in Europa. Ma davvero Renzi pensava di mettere paura agli italiani? Quelli che hanno passato il terrorismo di destra e di sinistra,la stagione delle bombe, Gladio, la mattanza di Palermo, Mani pulite, quelli che c’erano durante il sequestro Moro, che piangevano ai funerali di Guido Rossa?  Ma dopo quarant’anni di Dc davvero credeva che ci saremmo fatti prendere in giro da lui?

6) La sinistra è viva

La sinistra c’è ancora. Se il Pd continuerà a inseguire gli avversari sulla strada del populismo, la distruggerà, se la soluzione migliore che sa trovare è il giovanilismo e il fare per il fare, allora non c’è speranza, ma se per caso facesse tesoro della lezione, trovasse dei punti su cui convergere e una leadership dignitosa, forse si può rialzare la testa.

7) La destra e i Cinque stelle.

Non sono un’alternativa, non hanno un progetto politico, sono anti europeisti quindi fuori dal mondo, tendenzialmente razzisti alcuni, decisamente razzisti altri, sono privi di ideologie e di teorie, non hanno una visione.Non sono la soluzione e non lo saranno mai. Anche la destra, come la sinistra, ha bisogno di essere rifondata su nuovi paradigmi. Non c’è nessun avanzata delle destre in Europa e l’ha dimostrato ieri l’Austria: non confondiamo la paura e la depressione provocate dalla crisi agitando gli spettri del fascismo. In Francia e in Germania prevarrà la raqione e Strump si sta già ridimensionando.

8) I partigiani

Ringrazio quelli ancora vivi e quelli morti, per quello che ci hanno dato e continuano a dare. L’Italia, ancora una volta, ha scelto di essere antifascista, democratica e partigiana Questa è la vostra vittoria.

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