Cinque stelle o del piede in due scarpe

Cinque stelle o del piede in due scarpe

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Non si può essere di destra o di sinistra, non si può essere partito di opposizione e partito di fronda, non si può essere orgogliosi della propria chiarezza e ambigui, non si può fare politica senza una linea politica.

Sono queste, in sintesi, le contraddizioni di un “non partito”, o meglio del partito aziendale della premiata ditta Grillo- Casaleggio. Nell’epoca dell’immagine conta l’apparenza e non la sostanza e nell’apparire sulle prime pagine dei giornali i grillini sono abilissimi, qualche volta nel bene, troppo spesso nel male.

Il penoso voltafaccia sulla legge Cirinnà, sdoganato come esempio di coerenza e spirito democratico, è in realtà un escamotage di basso livello per non scontentare le due anime di adepti: quelli fascistoidi e quelli confusionari-sinistroidi. Due anime che non possono convivere nello stesso nido perché le idee, nonostante quello che dicono Renzi e Grillo, non sono merce, non sono flessibili, non sono avariate.

Porgere così la palla a Renzi, che non aveva nessuna voglia di approvare la legge, è atto degno della peggior vecchia politica, una furbata indegna e squallida che non ha giustificazioni. Si dà per altro una mano anche al cardinale Bagnasco, autore di una intollerabile ingerenza negli affari dello Stato, stigmatizzata con maggiore veemenza dal Papa, tramite i vescovi amici, che dal presidente del consiglio.

Tolta la maschera, i Cinque stelle finalmente si mostrano per quello che sono: un partito senza una linea politica,senza un’ideologia, senza una visione coerente, manovrato da due pupari il cui unico obiettivo è il potere, possibilmente assoluto. A conti fatti, perfettamente sovrapponibili al Pd.

Che questa schifosa partita si giochi sulla pelle delle coppie omo ed eterosessuali e sui loro sacrosanti diritti, rende il tutto ancora più grave, più vile, più imperdonabile. Ma questo è il paese dei continui scandali nella sanità, delle mazzette, delle mafie, della corruzione che ci dissangua, delle raccomandazioni, del razzismo dilagante e della inefficienza come sistema: a chi volete che importi dei diritti civili?

Le deliranti parole della Taverna riguardo un complotto per far vincere le elezioni al movimento a Roma per smascherarne l’incapacità, oltre a denunciare la povertà culturale di chi le ha pronunciate, potrebbero dare un’idea a Renzi: non c’è bisogno di combattere il movimento in parlamento, perché affannarsi (poco)? Basta fargli vincere due, tre elezioni locali e mostrare che sotto il vestito non c’è niente.

A fa rabbia è il fatto che l’ipocrita atteggiamento di Renzi sarebbe stato scavalcato, se i cinque stelle avessero fatto quello che dovevano: forse avrebbero perso, nella loro ottica distorta, in coerenza, ma il paese avrebbe guadagnato in civiltà.

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pietroge

6 commenti

roby Scritto il3:48 pm - Feb 18, 2016

Prima di scrivere magari…connettere il neurone rimasto?

pietroge Scritto il4:27 pm - Feb 18, 2016

Ed evitare commenti cretini e offensivi e provare ad argomentare, no?

roby Scritto il7:46 am - Feb 19, 2016

Magari ne sono una conseguenza naturale, in quanto ad argomentare risulta difficile davanti a teorie campate per aria e inesistenti.

    pietroge Scritto il9:05 am - Feb 19, 2016

    Argomentare è difficile quando devi discutere di fatti e non di massimi sistemi, lo capisco.

      roby Scritto il12:45 pm - Feb 19, 2016

      E bravo professorone…ma facci il piacere!

pietroge Scritto il2:26 pm - Feb 19, 2016

Primo: sono effettivamente un professore, ma la cosa è irrilevante. Secondo: continui a non essere in grado di fare un ragionamento argomentato.

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